Nervi saldi!
La tenaglia cresce in dimensioni, guai a chi resta preso nella tenaglia
La tenaglia si stringe. Si è visto a Roma il 25 aprile, a Bari con la manifestazione vietata a FN e a Milano con l’arresto, oltre tutto tardivo, di un giovane militante di Forza Nuova che come comprovano tutte le testimonianze era stato aggredito. Si è visto a Roma con Casa Italia via Sforza, si è rivisto a Milano per la Fiamma Tricolore con le denunce per apologia dei manifestanti di un corteo che ha avuto l’unico torto di voler essere attaccato dagli sfasciacarrozze dei centri sociali. Tant’è: esistere ora rappresenta una provocazione, siamo in clima di Regime.
Quest’andazzo si è tornato a vedere ora a Roma, nei confronti di Osa e FT (ci ritorneremo a tempo debito). Va però tenuto ben presente quanto segue:
1.I “compagni” non hanno altri obiettivi, nel loro totale sbracamento al liberal/imperialismo, che quello di sopravvivere facendo da sbirri e provocatori dell’antifascismo.
2. Oramai operano di concerto con alleati in Questura, Comune e Governo. Senza calcolare la Magistratura. Ogni loro azione è strategicamente concordata e muove a tenaglia.
3. La situazione iniqua è solo agli inizi; la tendenza ad esasperare gli animi è chiara e i burattinai non chiedono altro che questo per poter fare di ogni cosa una marmellata.
4. Mi rendo conto che quelli che non hanno esperienza in tal senso sentano tremare le vene ai polsi e fremano d’indignazione. Hanno goduto di cinque anni di equità, non possono credere che il sistema sia invece questo: una dittatura iniqua e sfrontata.
5. Dobbiamo allora arrenderci? No; dobbiamo imparare a non cadere nella trappola dell’azione-reazione. Ad agire anziché reagire e, nel caso si fosse chiamati a reagire politicamente a farlo in modo assolutamente inatteso.
6. Bisogna che i più giovani, i migliori, i più esuberanti imparino a ragionare sempre a mente fredda e a non lasciarsi guidare dall’indignazione.
7. I “senatori” ci stanno per questo. Ma qui ritorniamo al mio refrain sulla necessità, politicamente fondamentale, di rivoluzionare tutti i nostri modelli associativi. In attesa di questo si premettano il cervello, la lucida determinazione, la capacità di scegliere le mosse e di non farsele imporre, l’intelligenza di non essere ripetitivi e banali ai riflessi condizionati, anche se nobili.




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