Amici repubblicani,
mi sono iscritto a questo forum con l'intento di avviare un dibattito con la corrente di minoranza del PRI, “Riscossa per l'Autonomia Repubblicana”.
Oramai da più di dodici anni, cioè da quando, studente, ho mosso i primi passi nell’attività politica, appartengo al movimento repubblicano. Anzitutto perché ha ispirato e rappresentato i momenti più alti della storia del nostro Paese: il risorgimento, l’antifascismo, la resistenza, la nascita della repubblica, la scelta atlantica. E poi perché incarna da sempre la migliore espressione della sinistra democratica, laica e liberale.
Ritengo però che tutto questo insieme di valori sia venuto meno nel giorno in cui il PRI di La Malfa ha saltato il fosso, unendosi alla CdL di Berlusconi. Il patrimonio storico-ideale del partito non è stato onorato dall’alleanza con Bossi e Fini, con secessionisti e post-fascisti, oltre che con un magnate dell'editoria, un plutocrate pericoloso per la democrazia. Sono convinto, come molti altri repubblicani, che questa scelta abbia rappresentato uno schiaffo ai nostri valori.
Da qui l'adesione al MRE. Un movimento con molti limiti, ma che consente di condurre una battaglia democratica per liberare il Paese da questa destra poco avvezza alla democrazia, superficiale, a volte eversiva.
In simbiosi con l'impegno dei repubblicani dell’Ulivo, esiste però quello di chi ha deciso di combattere all’interno del partito. Una scelta che rispetto molto, verso cui nutro grandi aspettative e che non condivido per il solo fatto di compiersi in campo avverso, su un terreno politico che non ha niente a che spartire con la cultura, i principi e il modus operandi della tradizione repubblicana.
Credo pertanto che sia utile stabilire un contatto, ricercare le convergenze ed esaminare bene i motivi di divisione, perché, sebbene dalle sponde opposte della politica, in questa fase della vita italiana i dissidenti dalla linea della maggioranza incarnano al meglio lo spirito del repubblicanesimo.
Attendo adesioni al dibattito, perché gli argomenti da affrontare e su cui misurarci sono tanti, a cominciare per esempio dalla politica estera e dalle riforme istituzionali, temi su cui l'intero movimento deve cercare di parlare una sola lingua.
In fondo siamo due facce della stessa medaglia, e sono convinto che la minoranza del PRI e il MRE abbiano ampi spazi per intraprendere un proficuo percorso di dialogo.
Un saluto




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