L'UNIONE SARDA - Sanità e affari sociali :
Morti a Quirra, operazione verità
21.12.2007
Uranio e polveri letali? Indagherà un comitato scientifico
Verità sulle morti sospette a Quirra. È l'obiettivo che unisce Governo ed enti locali. Ma restano i dubbi. Un'indagine approfondita per sapere se la "sindrome di Quirra" ha lasciato cadaveri sul campo. Un progetto di monitoraggio ambientale destinato, una volta per tutte, a districare i dubbi ed i timori sull'incubo dei tumori che da anni pesano come un macigno sulle popolazioni che abitano a stretto contatto delle aree del Poligono di Perdasdefogu. L'iniziativa, che per la prima volta vede coinvolti gli amministratori locali, è stata illustrata ieri mattina dal sottosegretario alla Difesa Emidio Casula nella sala cinema della base militare di Perdasdefogu.
PROVE DI DIALOGO Un esordio conciliante che ha visto il viceministro con delega all'Aeronautica aprire il tavolo della discussione al contributo di tutti i soggetti coinvolti a vario titolo nella vicenda. Del Comitato, che verrà costituito in tempi rapidissimi e sovrintenderà alle ricerche finanziate con oltre due milioni e mezzo di euro, oltre agli scienziati individuati dal Ministero della Difesa faranno parte anche i rappresentanti dei comuni, delle due province, Cagliari e Ogliastra entro i cui confini ricade il perimetro del Poligono suddiviso tra il presidio di Perdasdefogu e d il distaccamento di Capo San Lorenzo nel Sarrabus, delle due aziende sanitarie e , se lo vorranno anche dei rappresentanti delle associazioni antimilitariste. Compresa la battagliera “Gettiano le basi”, che resta fortemente cdritica e non abbassa la guardia.
OBIETTIVO TRASPARENZA
«La mancanza di chiarezza , o peggio la disinformazione non fa altro che creare una situazione di pregiudizio per questo territorio», ha dichiarato Casula subito dopo l'introduzione del comandante del Poligono, il generale Alessio Cecchetti. «È arrivato il momento di dire basta alle speculazioni e alle strumentalizzazioni - ha sottolineato il sottosegretario - e di riportare tutto all'interno dei canali corretti della ricerca scientifica». Casula ha assicurato che non ci saranno zone segregate, che tutto si svolgerà alla luce del sole sulla base delle
indicazioni fornite dal comitato che individuerà ogni singolo punto di prelievo.
I DUBBI RESTANO
Se nella maggior parte dei casi sindaci ed amministratori hanno plaudito all'iniziativa non sono mancati i toni critici. Critica com'era prevedibile Mariella Cao, a capo dell'associazione "Gettiamo le basi" che da anni si batte contro le servitù militari e già nel 2001 aveva chiesto e ottenuto un'indagine rivelatasi, a suo giudizio depistante. «Proprio perché non si conoscono le cause di quanto sta accadendo a Quirra - ha insistito - vorremmo una moratoria delle attività del Poligono». Un muro contro muro quello che ha opposto la responsabile dell'associazione al sottosegretario alla Difesa che ha ribadito come il Poligono continuerà ad esistere. Alla fine la stessa Cao, nel rivendicare per la sua associazione la paternità di un risultato importante come l'inizio di questo nuovo percorso, si è concessa un'apertura. «Finalmente gli amministratori locali hanno capito l'importanza della ricerca».
OPERAZIONE VERITÀ
Tutti concordi su un fatto dunque gli amministratori locali che a partire dal primo cittadino di Perdasdefogu Walter Mura e di quello di Muravera Salvatore Piu, hanno sottolineato l'esigenza di giungere al più presto alla verità. Qualunque sia la causa di questo fenomeno, sia che tratti di uranio impoverito (ipotesi che allo stato attuale sembrerebbe esclusa dalle diverse indagini e commissioni di inchiesta) sia che si tratti di altre sostanze come le nanoparticelle trovate in alcuni animali esaminati, occorrerà arrivare ad un risultato inoppugnabile dal punto di vista scientifico. Questo in nome del diritto delle popolazione di tutti quei comuni, tredici dell'Ogliastra e sei del cagliaritano, che dopo avere ceduto parte dei terreni devono poter fare affidamento su una corretta informazione in merito ai possibili rischi per la salute.
RESTA MOLTO DA FARE
Con l'istituzione di questo comitato, che dovrà avvalersi del supporto tecnico dell'azienda che si aggiudicherà l'appalto i cui dettagli sono in via di definizione da parte del Ministero, si chiude uno dei capitoli più tormentati della storia ultradecennale della base di Perdas. Ancora molto altro c'è da fare però per sapere se quanto capita in questo angolo di Sardegna sia da imputare a fattori inquinanti direttamente collegabili alla presenza del Poligono o ad altro. La verità non può attendere ancora
GIUSY FERRELI
Scarica l'articolo in formato Pdf