« Dal Leonkavallo solo botte e sputi »
MILANO Mellifluo ma potenzialmente estremista. Questo è il neovicepresidente della commissione Giustizia della Camera, Daniele Farina. Parola di Riccardo De Corato, che Farina lo conosce bene e da tempo, avendolo visto in azione, prima che in Parlamento oggi, sui banchi del Consiglio comunale di Milano. Furbo l'ex portavoce del Leoncavallo, il più famigerato dei centri sociali del capoluogo lombardo, ha sempre lasciato che fossero i suoi " compagni" a esporsi in prima fila. Onorevole De Corato, nei suoi 23 anni al Comune di Milano quante volte ha incontrato Farina fuori dal Consiglio? « Onestamente ricordo soltanto un episodio » . Fortunato, la fedina penale di Farina è lunga 4 pagine... « Accadde quando sindaco era Marco Formentini. Il Comune voleva spostare la sede del Leoncavallo al Parco Trotter, gli abitanti della zona ovviamente insorsero. Io ero lì e ricordo che i leoncavallini ci circondarono e ci presero a sputi » . Anche il futuro vicepresidente della commissione Giustizia? « Era lì, ma non ricordo esattamente che ruolo abbia . svolto in quell'occasione » . Insomma, intorno alla nomina dell'ex leader del Leoncavallo in commissione Giustizia c'è uno scandalo esagerato? « Guardi, io mi ricordo un aggressione subita in piazza Argentina, credo nell' 88, ad opera di estremisti di sinistra appartenenti ai centri sociali. Erano una ventina, erano sbucati da via Stradivari, armati di mazze e bastoni, verso le 11 di sera. Ne porto ancora i segni: ebbi 4 punti di sutura in testa e 15 giorni di prognosi. Segni che mi ricordano come questi signori intendano loro per tolleranza e democrazia. Fu aperta un'indagine ma non fu mai accertata l'identità degli aggressori. Sempre quell'anno tra piazza Durante e viale Padova, io stavo facendo campagna elettorale, allora per il Msi, con mia moglie e Di Martino e la nostra auto fu aggredita da un corteo proveniente dalla vicina sede del Leoncavallo. Mi diedero una spallata, stapparono la bandiera del partito e le diedero in fuoco in due. Erano leoncavallini. Altri intanto avevano cercato anche di strappare gli altoparlanti dalla macchina. Poi arrivò la polizia e li identificò tutti » . E Farina dov'era? « In prima fila in azioni di violenza non l'ho visto. A vederlo così ha una faccia che non fa pensare... ho visto facce molto peggiori, ad esempio quelle di chi aggredì la nostra auto in campagna elettorale. E anche il modo di parlare... Tinelli per dire, sembra molto più leoncavallino di Farina, anche se invece è di tutt'altra parrocchia » . E come consigliere comunale come l'ha visto? « Non ha mai esagerato . Ha fatto battaglie per la canapa indiana e contro lo sgombero del Leoncavallo. Le battaglie tipiche dei centri sociali. Estremiste nei contenuti, ma condotte con profilo molto istituzionale » . Temere Farina alla commissione Giustizia è soltanto un pregiudizio piccolo borghese? « Ce ne sono anche di peggio nelle istituzioni. Caruso ad esempio, che vedo spesso insieme a Farina... Basta guardare il suo pedigree per capire che è molto più barricadero di Farina. Stando nelle istituzioni, in Comune prima e in Parlamento ora, Farina un po' s'è raffinato: sempre duro negli argomenti, è diventato più mellifluo, più suadente nei toni » . Non è che è riuscito a ingannare anche i suoi, che la sinistra ha preso un abbaglio? « In effetti can che abbaia non morde e questa sua mellifluità può essere una maschera dietro cui nasconde una determinazione da puro e duro » . c. s.