Più di Silvio e Pier potè il "caso Viterbo"

Pdl infuriato con Casini. A Roma con Renata, alle Provinciali forse con il Pd.

E no. Così non va. Non si può fare. E va bene gli accordi locali, le intese territoriali, le partite trasversali. Va bene tutto. Ma quando è troppo è troppo. Si sono detti questo i vertici regionali del Pdl al comitato elettorale di Renata Polverini ieri pomeriggio. Una riunione per mettere a punto le strategie per la campagna elettorale. E soprattutto per darsi tutti una strigliata perché al momento al «Laboratorio Lazio» pullula la disorganizzazione. C'è da mettere a punto un'agenda del candidato. E soprattuto il programma, se ne occuperà in prima battuta Andrea Augello. C'è da partire con gli appuntamenti. E la comunicazione, al comitato è stata esaminata anche la prima iniziativa di Emma Bonino con il video Emmatar che gira già su Youtube. Insomma, c'è da darsi una accelerata.

Ci sarà un breefing mattutino, alle otto, in cui verranno decisi i temi della giornata. Fin qui l'organizzazione. S'è parlato molto di politica. Dell'accordo con l'Udc anche se proprio nel bel mezzo della riunione le agenzie hanno battuto una dichiarazione di Berlusconi che metteva fine alla ridda di voci sull'intesa nel Lazio. «Sono cose che esulano dalla mia competenza. Me ne sto fuori - faceva sapere il premier -. Non ho scelto nemmeno i candidati di Abruzzo e Sardegna, mi sono stati consigliati da forze locali. Penso di essere libero di fare campagna elettorale anche in una ragione ove vi fosse eventualmente un'alleanza con partiti che hanno posizioni politiche che non condivido, libero anche di rivolgere a quel partito delle critiche». Era un via libera definitivo al Pdl locale che ha già chiuso l'intesa con l'Udc. Se a livello generale sembra facile accordarsi, appena si scende di un gradi iniziano i dolori. A surriscaldare agli animi nel Pdl, e poi anche i conciliaboli nella successiva convention di all'Hotel Parco dei Principi, non è una frase del Cavaliere. E nemmeno una battuta di Casini. Il rischio maggiore può arrivare da Gianmaria Santucci.

E chi sarà mai? È il segretario provinciale dell'Udc a Viterbo. A tenere tutti appesi è una sua frase rilasciata al Tempo una settimana fa. Aveva detto Santucci: «Non facciamo un accordo politico ma con il candidato governatore e, se sarà, con il candidato alla presidenza della Provincia, quando sapremo chi è». Ora, perché si scaldano tanti quelli del Pdl tanto da minacciare di portare la questione direttamente sul tavolo di Berlusconi? È facile dirlo. Viterbo è l'unica Provincia del Lazio dove a fine marzo si voterà. Il ras centrista locale è Nando Gigli, consigliere regionale, per il quale è pronto un posto nel listino bloccato della Polverini, e dunque in caso di vittoria la rielezione è assicurata. Per la Provincia il Pdl ha già deciso di candidare Marcello Meroi. Il Pd, invece, ha offerto proprio a Santucci di fare l'accordo

. E Santucci era anche tentato. Con la paradossale situazione che l'Udc potrebbe aver chiuso un'intesa a livello regionale con il centrodestra e, invece, a Viterbo con il centrosinistra.
Santucci, pur riconoscendo che a questo punto è più facile appoggiare Meroi, non scioglie la riserva. E il Pdl va su tutte le furie. Non a torto perché se il caso non si risolve a breve, Berlusocni avrà buon gioco ad alzare ancora di più la voce contro gli «opportunisti».

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