Rai, oggi la raccolta di firme per la legge di riforma
''Sulla RAI bisogna cambiare pagina, è il momento di lanciare un forte segnale e nuove regole a garanzia della terzietà e dell'indipendenza del servizio pubblico". Lo afferma la deputata Verde Tana de Zulueta, prima firmataria della proposta di legge popolare per una riforma della RAI che ha il sostegno di personalità come Enzo Biagi, Sabina Guzzanti, Corrado Augias e di tante altri rappresentanti della cultura e del giornalismo."Per oggi – annuncia de Zulueta - abbiamo indetto una giornata straordinaria di mobilitazione e raccoglieremo firme in moltissime città italiane a favore della nostra proposta - consultabile nel sito www.perunaltratv.it .
In coordinamento con l’USIGRAI, durante la mattina, dalle 9 alle 12 apriremo i nostri banchetti davanti alla sede RAI di Saxa Rubra per chiedere la firma ed il sostegno dei giornalisti del sistema radiotelevisivo pubblico mentre nel pomeriggio, dalle 17 alle 20 saremo in piazza Campo de’ Fiori insieme a Sabina Guzzanti e Lilly Gruber”.
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Come cambierà la Rai se questa proposta venisse approvata?
– Verrà abolita la Commissione parlamentare di Vigilanza. Al suo posto, un Consiglio per
le Comunicazioni audiovisive, i cui membri saranno in maggioranza (11 su 21)
nominati dalla società civile (sindacati, artisti, imprenditori, giornalisti, Terzo
Settore, accademici, autori, associazioni degli utenti). Dei rimanenti 10 membri, 3
verranno eletti dagli enti locali e 7 saranno nominati dal Parlamento.
– Il Consiglio per le Comunicazioni audiovisive, e non più il governo ed i presidenti delle
Camere, nominerà i 5 membri del Consiglio d'Amministrazione della Rai, che saranno
scelti tramite concorso pubblico ed agendo in base a criteri di professionalità,
competenza nel campo radiotelevisivo ed indipendenza, ponendo così fine alla
lottizzazione ed alla spartizione politica del servizio pubblico.
– Il mandato del CdA avrà una durata di 6 anni, contro i 5 anni di una legislatura.
Come cambierà il panorama radiotelevisivo italiano se la proposta venisse approvata?
– Nessun operatore televisivo privato potrà raggiungere più del 30% dell'audience nazionale.
– Nessun operatore televisivo potrà raccogliere più del 30% delle risorse del settore
televisivo (canone e pubblicità).




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