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    Jura svizzero
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    Predefinito Interessanti, questi 12 punti

    Ricevo e volentieri vi faccio conoscere.

    Molti di questi 12 punti io li trovo interessanti.
    Spero rappresentino una evoluzione positiva all'interno dei DS.

    Spero di sbagliare, ma credo che si tratti solo di "sintomi" di una evoluzione: la mentalita' di molti dei simpatizzanti di quel partito mi pare piu' arretrata rispetto a questi punti.

    * * * *
    12 domande e 12 risposte per motivare il nostro NO
    nel referendum costituzionale del 25 e 26 giugno

    1 - Votare No significa confermare la fiducia al Governo Prodi?
    No, il voto non è un referendum sul governo. Siamo chiamati a giudicare una riforma pasticciata che produrrà guasti ai cittadini e al Paese. Ogni cittadino – comunque la pensi e qualunque sia il suo orientamento politico – può impedire un grave errore votando No.

    2 - Quali sarebbero questi guasti?
    In primo luogo con la riforma della destra viene meno il principio di eguaglianza dei cittadini. I diritti fondamentali alla salute, alla formazione scolastica o alla sicurezza non sarebbero più garantiti nello stesso modo nelle diverse regioni, e questo a scapito delle aree e dei soggetti più deboli. Gli stessi servizi pubblici finirebbero con il costare di più e i cittadini pagherebbero il prezzo degli inevitabili conflitti tra lo Stato, le Regioni e i governi locali. Non ci sarebbe inoltre alcuna riduzione dei costi della politica. Anzi, avremmo una moltiplicazione delle burocrazie con spese aggiuntive per le famiglie e le imprese.

    3 - Ma votare No significa che la Costituzione non va riformata?
    No, significa che va bocciata questa riforma perché è sbagliata nel metodo (l’hanno fatta da soli) e nel merito, perché non funziona. Poi, una volta eliminato questo pasticcio sarà interesse di tutti, e nostro per primi, riprendere insieme una discussione sulle riforme istituzionali utili da fare e su come aggiornare la Costituzione all’Italia di oggi

    4 - Il No significa che si ferma il federalismo?
    No, tutt’altro, tanto più che la destra in questi anni il federalismo lo ha sbandierato solo a parole. Sono stati i governi dell’Ulivo e del centrosinistra a introdurre concretamente le regole di un federalismo solidale, a partire da una chiara ridefinizione delle competenze tra Stato e Regioni. La riforma della destra, al contrario, non chiarisce cosa debbono fare lo Stato e le Regioni (sulle stesse materie si parla di competenze “esclusive” per entrambe) e come debbono collaborare (perché manca un Senato federale). La conseguenza sarà di scaricare inevitabili incertezze e paralisi sui
    cittadini.

    5 - Il No significa che non vogliamo il federalismo fiscale, un fisco che responsabilizza e che rende solidali?
    No, noi vogliamo il federalismo fiscale. È la riforma del centrodestra che rinvia il problema di ben 3 anni, fino al luglio 2009. Invece, se vince il No, la questione si potrà affrontare subito.

    6 - Il No significa impedire la riduzione del numero dei parlamentari?
    No, la riduzione dei parlamentari sarà tra le nostre priorità e comunque la riforma sottoposta al referendum prevede una riduzione parziale del numero dei parlamentari soltanto a partire dal 2016.

    7 - Il No significa che non vogliamo governi di legislatura scelti dai cittadini?
    No, significa che non vogliamo una situazione confusa nella quale anche pochi deputati possano minacciare di interrompere la legislatura.

    8 – Il NO significa che non vogliamo un Premier forte?
    No, significa che vogliamo un Presidente del Consiglio forte ma che esistano i limiti e i contrappesi necessari per garantire la salvaguardia della democrazia. Non vogliamo il Parlamento trasformato in un organo esecutivo della volontà del premier e vogliamo che il Presidente della Repubblica continui a svolgere il delicato ruolo di garante della Costituzione e a vegliare sull’equilibrio tra i poteri costituzionali.

    9 - Il No significa che non vogliamo evitare il rischio di Camere con maggioranze opposte?
    No, significa stabilità per tutti i cinque anni della legislatura. Vogliamo che possa governare chi ha vinto le elezioni. Vogliamo che le competenze di Camera e Senato siano chiare e non si creino inutili conflitti, come avverrebbe con la riforma proposta dal centrodestra. Vogliamo un Senato Federale vero, composto dai rappresentanti di Regioni, Province e Città.

    10 - Il No significa che dovremo aspettare molto per le riforme?
    No, visto che quasi tutte le riforme del centrodestra, se vincesse il Sì, entrerebbero comunque in vigore tra il 2011 e il 2016. Se invece vincerà il No, si potrà subito avviare una fase nuova di riforme.

    11 - Ma non sarebbe meglio che vincessero i Sì e poi correggere la riforma?
    Ma come si fa a far approvare una riforma dai cittadini e poi volerla cambiare subito dopo?O è fatta male e va bocciata o è fatta bene e allora deve restare in vigore. L’unica cosa che non ha senso è invitare a votare Sì con la promessa che dopo la riforma verrà cambiata.

    12 - Ma non ha fatto la stessa cosa il centrosinistra nel 2001 con la riforma federalista?
    No, noi abbiamo introdotto il federalismo, utilizzando il lavoro comune della Bicamerale e abbiamo avuto il consenso di tutti gli amministratori locali e regionali, anche del centrodestra. Comunque ci siamo impegnati a non riproporre riforme istituzionali o cambiamenti della Costituzione a colpi di maggioranza semplice. Noi proponiamo che d’ora in poi i cambiamenti della Costituzione e le riforme istituzionali debbano essere approvate a maggioranza di due terzi del Parlamento.

    Votare NO al referendum costituzionale del 25 e 26 giugno è la condizione per realizzare insieme una buona riforma delle istituzioni e della seconda parte della nostra Costituzione.
    IL 25 E IL 26 GIUGNO VOTA E FAI VOTARE NO AL REFERENDUM COSTITUZIONALE

    •   Alt 

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  2. #2
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    Predefinito

    10 - Il No significa che dovremo aspettare molto per le riforme?
    No, visto che quasi tutte le riforme del centrodestra, se vincesse il Sì, entrerebbero comunque in vigore tra il 2011 e il 2016. Se invece vincerà il No, si potrà subito avviare una fase nuova di riforme.

    MA NON CI CREDE NESSUNO!!!!!!!!!!!

  3. #3
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    In primo luogo con la riforma della destra viene meno il principio di eguaglianza dei cittadini. I diritti fondamentali alla salute, alla formazione scolastica o alla sicurezza non sarebbero più garantiti nello stesso modo nelle diverse regioni.
    -----------------------------------------------------------------

    Ma quali servizi vengono erogati oggi? Quali diritti vengono garantiti?
    Alla salute o alla malasanità piuttosto che ai viaggi della speranza, alle liste d'attesa perenne, ai ticket?

    A una formazione scolastica che sia davvero tale o a una fabbrica di ignoranza e frustrazione su scala industriale? Ma come si fa a preferire una scuola omologata, estranea alla società civile, burocratica, goffa nella capacità di modernizzarsi a un sistema plurale, comparativo e culturalmente volto alla sperimentazione, i cui costi siano maggiormente corrispondenti alla qualità dell'offerta?

    E che vuol dire diritto alla sicurezza minacciato (?? La riforma parla di polizia amministrativa).

    E il diritto del cittadino a non essere espropriato per garantire prassi redistributive a fini clientelari quali quelle in vigore in italia? Dove lo mettiamo? Qui la gente paga, paga e ha solo una vaga idea del cesso in cui vanno a terminare i propri soldi.

    Voi vi parate il culo dietro la Costituzione e parole come solidarietà per garantire che il malaffare a carico del lavoro, autonomo e dipendente, continui secondo tradizione.

    La devolution ha limiti palesi, ma se dà così fastidio a persone che sfoderano questi argomenti significa che è preferibile al contesto attuale, anche perchè quantomeno aumenta il potere di spesa e quindi di autonomia e responsabilità politica delle Regioni su due dei versanti principali dello Stato sociale.

    Voi vorreste continuare a ingessare questo paese proteggendo i privilegi del pubblico impiego e dei sindacati che se ne fanno paladini, con i risvolti etno-culturali che questa prassi in italia comporta.

    La vostra eguaglianza è eguaglianza nella mediocrità, non nella capacità di creare risorse. Per quanto condivida poco del metodo e della sostanza che ha condotto al voto referendario, voto trentamila volte SI per non premiare questo falso meridionalismo d'accatto in salsa patriottarda.

    La sinistra in italia fa vomitare.

    Con ossequi.

  4. #4
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    Predefinito

    Caro Zena,

    ho messo per intero il volantino che ho trovato in rete (viene dai DS di Firenze), non ho messo SOLO i punti che mi paiono condivisibili. Ma tutti.

    MI pare ti concentri solo su quello che, anche a me, non pare cosi' condivisibile.
    Spero tu abbia letto anche oltre il punto 2, e mi auguro che tu abbia avuto la forza d'animo di arrivare anche al 4, 5 ,6 . . . ecc.

    Ripeto: questo testo mi pare un primo sintomo positivo.

    Quanto alla tua critica che la "sinistra in italia fa vomitare", come non concordare?

    IL fatto grave, per noi cittadini, e' che la destra non e' da meno!
    Fosse solo la sinistra . . . . .

    Ed in piu', a destra, sono tutti "sotto padrone"!
    E poi, per rincarare la dose, "sotto padrone" ci si e' ficcata anche la Lega. . . . .

    Dobbiamo rimboccarci le maniche.
    Non trovi?

  5. #5
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    Predefinito la destra ha un padrone

    è vero. la sinistra invece ha tanti padroncini e tante clientele. non che a destra manchino I PADRONCINI (degli anali e dei diccì) ma complessivamente sono di meno.
    burlescone e i padroncini di destra costano il 30% in meno dei padroncini di sinistra.
    E PENSARE CHE UNA VOLTA C'ERA LA LEGA ....

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da dime can
    burlescone e i padroncini di destra costano il 30% in meno dei padroncini di sinistra.
    ....
    . . . .Ah si?

    Quindi stare col BuRLescone e' persino conveniente!

  7. #7
    giovanni.fgf
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da dime can
    è vero. la sinistra invece ha tanti padroncini e tante clientele. non che a destra manchino I PADRONCINI (degli anali e dei diccì) ma complessivamente sono di meno.
    burlescone e i padroncini di destra costano il 30% in meno dei padroncini di sinistra.
    E PENSARE CHE UNA VOLTA C'ERA LA LEGA ....
    come dire , tra i mafiosi del +30% e i mafiosi del -30% scelgo i mafiosi del .......

    e divento mafioso anche io.


    con ossequi.

  8. #8
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    Predefinito ho detto 30% in più

    ve ne acorzarè tel pissar.
    e poi ho fatto notare E PENSARE CHE UNA VOLTA C'ERA LA LEGA ....

  9. #9
    EMILIA NAZIONE Fr. Indip. Emil
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    Predefinito

    Ciao a tutti. A parte il fatto che se non ricordo male la riforma del titolo V° della costituzione fu fatto a colpi di maggioranza e quindi parlare di democrazia é perlomeno ridicolo, c'é da ricordare anche che le commissioni bilaterali sono tutte fallite. Poi rabbrividisco a sentire parlare di uguaglianza da chi si é da sempre servito delle disuguaglianze, spesso create da loro stessi, per rimanere sempre in sella al cavallo. Onestamente aspettarsi dei cambi di mentalità da quei signori é pia illusione. Ci vivo in mezzo, li conosco.

  10. #10
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito

    I laburisti in Inghilterra insieme ai libdems portano a compimento la devolution scozzese con annesso Parlamento di Scozia... In Spagna i socialisti di Zapatero danno il là ai negoziati di pace con l'Eta nei Paesi Baschi, mentre in Catalunya (tra l'altro la parte più ricca della Spagna) rivedono in senso ancora più autonomista lo statuto catalano (l'Erc, sempre di sinistra, si permette il lusso di dire no a questo nuovo statuto, sapendo che passerà a larga maggioranza ma intanto premendo sempre più per l'indipendenza). In Europa si va avanti, solo nell'italietta (e in francia anche) rimane il fascismo rosso... cianciano di Europa, di Zapatero, di Blair e di altre storie: ma all'atto pratico le sinistre italiane sono delle nullità, un disastro per il paese, dei fascisti colorati di rosso buoni solo per farci invadere dall'immigrazione selvaggia ma mai per parlare e mettere in pratica l'autonomia... Vadano a qualche paese...

 

 
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