Puntualmente si ripropongono provocazioni da parte di individui tanto acidi quanto in mala fede che, tra l’altro, quando sono invitati a farlo declinano false generalità.
Questi individui amano la Calunnia, la loro Dea preferita. L’amano in tutte le salse, da parte di chicchessia purché serva ad infangare la nostra memoria, il nostro mondo, i nostri Caduti. Di tutto quello che ne ha fatto parte a loro piacciono solo qui pochi personaggi che poi hanno scritto calunnie, che hanno riempito verbali, che hanno nociuto ai camerati.
Non c’è da stupirsi: son “vigliacchi senza nome” o più propriamente con nomi presi a prestito.
Costoro periodicamente ripropongono vecchie tesi trite e ritrite, che trasudano falsità palesi, calunnie smentite drasticamente e a volte persino ritrattate dai calunniatori stessi ma che loro ripropongono puntualmente.
Hanno problemi esistenziali? Stanno male nella loro pelle? Sono pentiti per aver incrociato le strade con gente che andava in vetta anziché sbracarsi sulle spiagge turistiche? Sono affetti da patologie mentali? Sono pagati, a tre lire, da grigi sobillatori? Non è dato sapere e in fondo non c’interessa nemmeno.
Quello che voglio sottolineare è che ho smesso di abbassare al livello di sottodemocrazie foristiche la memoria dei Nostri e del nostro passato. Vieppiù non lo faccio a comando.
Che tutto quello che certi individui dal falso nome ci ripropinano è falso, quanto sia falso, l’ho spiegato chiaramente più volte e lo potete leggere nei libri che ho firmato (Noi Terza posizione e Quel domani che ci appartenne). Di entrare in dialettica con certi disturbati e disturbatori non ho voglia alcuna e rispetto troppo il mio tempo per sprecarlo appresso a loro.
Vi consiglio di fare altrettanto. Se poi volete un mio chiarimento su qualsiasi cosa non esitate a sollecitarmi. Sono sempre disposto a parlare anche a lungo con chi è in buona fede e non si permette di sentenziare su gente superiore a lui di tante spanne. Per non parlare dei Caduti.
In alto i cuori!
Gabriele Adinolfi




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