Cassazione:dare del cafone è reato
"Espressione investe qualità personali"
Dare del cafone a qualcuno può costare fino a tremila euro. Lo ha stabilito la Cassazione, che ha condannato un cittadino bolognese a pagare tale cifra per avere rivolto l'offesa al dirigente di una compagnia assicurativa. Per la Suprema Corte, che ha reso definitiva la condanna al risarcimento civile nei confronti della parte offesa, l'espressione è offensiva in quanto "investe le qualità personali".
Motivo èper cui, se ci si deve sfogare con qualcuno meglio dargli del "buffone", espressione che, ha avuto modo di dire la Cassazione, può avere una "utilità sociale". Una laezione che avrà sicuramente imparato un bolognese di 56 anni, Daniele T., per avere rivolto l'espressione al dirigente di una compagnia assicurativa. In seguito ad una controversia assicurativa, Daniele aveva preso carta e penna e con una missiva aveva dato del "cafone, maleducato" al dirigente di un'agenzia assicurativa.
Per la Suprema Corte, che ha reso definitiva la condanna al risarcimento civile nei confronti della parte offesa, l'espressione è offensiva in quanto "investe le qualità personali" della persona alla quale viene indirizzata. Va detto che il reato di diffamazione per il quale Daniele T. era stato condannato è caduto in prescrizione, ma il tempo non ha comunque cancellato la condanna agli effetti civili. La Corte d'appello di Bologna, nel luglio 2005, aveva già condannato Daniele T. a 2500 euro di multa per quel 'becero' messo per iscritto. E ora la Quinta sezione penale , dichiarando 'inammissibile' il ricorso di Daniele che si era difeso sostenendo che il "cafone" era in risposta a una provocazione subita, ha sottolineato come il termine supera "il limite di continenza, investendo qualità personali" e ha un significato decisamente "spregiativo". Per effetto della inammissibilitàdel ricorso, il 56enne sborserà altre 500 euro alla cassa delle ammende.
CAFONE
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