TRATTO DAL SITO WWW.DILLOADALICE.IT
Dopo la proposta olandese di creare il partito dei pedofili, Alice incontra Enrico Landini, Psicoterapeuta, Sessuologo e Docente all’Università di Firenze, per discutere insieme alcune loro tesi.
(www.dilloadalice.it n.109 del 14/06/2006)
“Le proposte inaccettabili del Partito dei pedofili”
Cosa ne pensa dell'iniziativa di alcuni olandesi di creare un partito dei pedofili?
L'iniziativa è certamente particolare, e fa parte di un discorso culturale legato alle caratteristiche di quel paese. Nella realtà, definiamola occidentale (quindi anche olandese), questa iniziativa è certamente condannabile perché maschera l'interesse di chi vuole giustificare comportamenti e cercare consensi. Perché nella nostra cultura la relazione tra un adulto e un bambino non prevede scambi di carattere sessuale.
Il partito sembra voler far passare positivamente la pedofilia. E' possibile?
Nella nostra cultura la pedofilia rappresenta sempre l'abuso su un minore da parte di un adulto. Anche ogni forma di interesse o di avances (senza arrivare necessariamente a rapporti completi) è da considerarsi abuso, non solo fisico ma anche psicologico, perché non c'è la comprensione da parte del minore del comportamento dell'adulto. Il contesto culturale è certamente importante: noi parliamo di abuso, anche se in altre culture gli stessi comportamenti possono avere un valore diverso.
Quindi un comportamento pedofilo non può mai essere giustificato...
Qualunque sia la manifestazione di un pedofilo, anche se fatta con amore, non viene compresa dal minore: per il minore non esiste la dimensione dell'intimità sessuale, è un codice che non è in grado di capire. Per questo diventa abuso.
Cosa sta alla base della pedofilia?
In campo clinico si conosce molto sulle conseguenze che comportamenti pedofili possono provocare sul minore, perché in passato, anche per fini legali, si è cercato di comprendere prima di tutto gli effetti sul minore.
Oggi, invece, l'interesse si è spostato sulle motivazioni dell'adulto: capire le ragioni dell'interesse dell'adulto verso il minore, il perché trovi piacere nello scambiare gesti sessuali con minori.
Al momento le risposte possono essere diverse. Certamente esiste una sorta di “catena di Sant'Antonio”, per cui chi ha subito violenza può ripetere la violenza da adulto. Ma non tutti coloro che hanno subito violenza poi ripetono l'abuso su altri. Spesso sulla psicologia dell'adulto giocano fattori come il contesto culturale, le esperienze di vita, le stesse esperienze sessuali.
Il partito olandese propone di abbassare la maggiore età sessuale a 12 anni e di educare i bambini per abituarli al sesso...
L'abbassamento dell'età sessuale non è condivisile. 12 anni è la soglia al di sotto della quale si parla generalmente di pedofilia. La legge italiana fissa invece nei 14 anni l'età minima per avere rapporti sessuali, perché ritiene che al di sotto di questa soglia manchi la comprensione del gesto sessuale.
Io credo che questo sia una soglia accettabile perchè oltre i 14 anni la consapevolezza è certamente maggiore, soprattutto se si pensa che oggi il debutto sessuale tra i ragazzi italiani si ha generalmente tra i 16 e i 18 anni.
Quanto all'educazione, i ragazzi oggi possiedono certamente una quantità maggiore di sapere sulla materia, soprattutto grazie ad Internet. Ma non sempre queste informazioni sono corrette. L'educazione sessuale è sicuramente uno strumento importante, ma non per liberalizzare certi comportamenti, ma per dare ai ragazzi gli strumenti corretti per vivere consapevolmente il rapporto.
Le relazioni uomo-donna sono cambiate negli ultimi anni. Questo può aver inciso sull'interesse degli adulti verso i minori?
No, non credo. Se è vero che la parità nei rapporti uomo donna può creare la famosa “ansia da prestazione” negli uomini (anche perché lo svincolo della sessualità dal solo scopo riproduttivo fa sì che ci sia maggiore attenzione al piacere, creando nuove esigenze rispetto all'uomo), certo questo non incide su un possibile interesse dell'adulto verso il minore.
Sabrina Rosati


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