dal quotidiano LIBERO di oggi.......
" Scisma rosso, nasce il partito più comunista di Rifondazione
ROMA « Bertinotti presidente della Camera ci sta benissimo. Ha distrutto Rifondazione, snaturandola. Ha aderito al governo dei poteri forti di Prodi e Padoa Schioppa. Questa è la sua ricompensa » . Marco Ferrando è più agguerrito che mai. Dopo aver abbandonato Rifondazione Comunista, di cui rappresentava l'area trozkista ( circa il 15 per cento), anche a causa della mancata candidatura, Ferrando è pronto a lanciare la sua nuova sfida: il partito comunista dei lavoratori, quarto partito italiano erede del Pci, di cui oggi a Roma presenterà il simbolo. Ci sono la falce e martello. C'è il rosso. E questo proprio mentre il nuovo segretario di Rifondazione, Franco Giordano, inaugura nel peggiore dei modi, con una maggioranza risicatissima, il suo mandato. Nell'orizzonte di Ferrando molti traguardi: rilanciare l'opposizione da sinistra ( « non può essere solo Berlusconi a combattere il governo » ) ; porsi come nuovo interlocutore del mondo dei lavoratori, del sindacato e dei movimenti; pescare consensi non solo tra i delusi di Rifondazione, ma anche tra Comunisti italiani e Verdi. Insomma, Bertinotti e Diliberto da oggi avranno un competitor in più. « Ora che Rifondazione ha aderito al governo dei banchieri e dei poteri forti, la mia presenza nel partito non aveva più senso politico » , spiega Ferrando, « mi spiace di non essere stato eletto per non aver potuto votare la sfiducia al governo Prodi. E' chiaro, però, che, se fossi entrato in Parlamento, avrei rotto comunque con Rifondazione. Per cacciare Berlusconi non si può andare a braccetto con Luca di Montezemolo » . La presentazione del simbolo è il primo vagìtodel movimento, ma il partito veroe proprio nascerà tra un anno. « Stiamo raccogliendo migliaia di adesioni di compagni e compagne dalla base di Rifondazione, ma vogliamo diventare il punto di riferimento di tutto il mondo antagonista: dai lavoratori ai pacifisti, dagli ambientalisti ai no global » , osserva Ferrando, che spera di far aderire alla sua nuova creatura anche qualche parlamentare. « Al momento non sono previsti ingressi, ma non mettiamo assolutamente limiti alla provvidenza » , sussurra malizioso, lasciando intendere che qualcuno, tra le fila di Prc e Pdci, guarda con simpatia alla nascita del nuovo soggetto politico. Previsioni elettorali non ne fa, ma è chiaro che, con una Rifondazione sempre più « imborghesita » e « complice dei poteri forti » , Bertinotti rischia di perdere un elettore su cinque. « Sfideremo la sinistra da sinistra » , promette. E immagina un governo dei lavoratori e un Parlamento dove « deputati e senatori guadagnano come un operaio e sono revocabili dal popolo in qualsiasi momento » . Il suo punto di riferimento, d'altronde, è ancora il caro vecchio Carletto Marx. E la sua analisi ne ricalca teoria e prassi. « I partiti che si rifanno al capitalismo ormai non hanno più nulla da offrire » , spiega. Quindi abolizione della proprietà privata e dittatura del proletariato? « Noi siamo contro la proprietà privata in mano ai grandi gruppi economici e alle grandi banche, che strangolano la piccola proprietà. Siamo per la riappropriazione collettiva delle grandi leve dell'economia. Sulla dittatura del proletariato, invece, è indubbio che un governo dei lavoratori sarebbe più democratico di quello dei padroni » . Rifondazione comunista, dunque, avrà un avversario in più. Ma il partito di Bertinotti ha anche parecchi guai interni. Ieri i nuovi candidati alla segreteria sono stati votati con una maggioranza molto risicata: 98 a favore e 73 contrari, con forti critiche della minoranza interna, come Salvatore Cannavò e Claudio Grassi, ma anche di esponenti storici della maggioranza come Luigi Vinci. Insomma, il neo segretario Franco Giordano sta faticando parecchio nel tenere il timone di un partito in questo difficile passaggio dall'opposizione al governo. E, guarda caso, i temi di scontro più caldi nel dibattito interno sono la missione in Afghanistan e la manovra- bis. GIANLUCA ROSELLI
"
Saluti liberali




Rispondi Citando
