Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
    LokiTorino
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    Predefinito Conflitto nella metropoli - incontro con Quadrelli

    Idea Sherwood e Porfido presentano:
    Domenica 25 giugno - ore 16:00
    via Tarino 12/c - Torino
    Il conflitto nella metropoli
    Incontro con Emilio Quadrelli

    I quartieri operai e proletari delle città italiane, in particolare nel triangolo industriale Genova Milano Torino, sono da sempre il terreno di una quotidiana resistenza all'espropriazione capitalista. Sfogliare le pagine dei conflitti sociali, della lotta armata, dell'illegalità diffusa che hanno attraversato l'Italia dagli anni Sessanta e Settanta, non è un mero esercizio di memoria. E' infatti sempre più evidente come le attuali trasformazioni sociali, urbanistiche, produttive poggino le loro basi proprio nei processi di "normalizzazione" sperimentati in quegli anni. Ricalcando i meccanismi su cui si fonda il carcere, la militarizzazione dei quartieri, la pervasività del controllo, la logica premiale, si estendono così sull'intera società, fino a farla assomigliare sempre più a una galera a cielo aperto. Ma se, come diceva Foucault, non vi è potere senza resistenza, quali sono diventate oggi le possibilità di evasione, ribellione e solidarietà in queste galere a forma di città?
    <i>Ne parleremo con Emilio Quadrelli, ricercatore all'Università di Genova, autore di "Andare ai resti. Banditi rapinatori e guerriglieri nell'Italia degli anni Settanta" e di "Gabbie metropolitane. Modelli disciplinari e strategie di resistenza", ecc.</i>

  2. #2
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  3. #3
    LokiTorino
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    Acthung!
    La conferenza è stata spostata all'Alcova (ri)occupata, corso San Maurizio - Giardini Reali, Torino.

    Ieri i compagni hanno rioccupato nuovamente lo stabile sgomberato durante la campagna di normalizzazione pre-olimpica ma mai utilizzato fino ad oggi.
    Contro le speculazioni quindi ci si riappropria di uno spazio per farlo vivere.
    Chicca delle chicche, oggi il Chiamparino ha dichiarato sulla busiarda che cerano 26 associazioni previste per quel posto, ma non erano state assegnate causa elezioni (!!!).
    Ma dai via il culo, merda!

  4. #4
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    Chicca delle chicche, oggi il Chiamparino ha dichiarato sulla busiarda che cerano 26 associazioni previste per quel posto, ma non erano state assegnate causa elezioni

  5. #5
    sembra l'estate di cerrapungi
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    Emilio Quadrelli è uno dei migliori sociologi presenti in Italia, consiglio a tutti di andarlo a sentire perchè ne vale realmente la pena.
    Peccato solo che non ci sia pure Alessandro Del Lago che, con Quadrelli ha scritto diversi libri degni di nota.

  6. #6
    LokiTorino
    Ospite

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    aggiungo il resto della programmazione dell'Alcova per questi giorni:

    CALENDARIO DELL'ALCOVA RICONQUISTATA

    La riapertura dell'ALCOVA risponde, oltre che al bisogno di uno spazio di vita collettiva e di socialità, anche all'esigenza di creare uno spazio di confroto, dibattito e comunicazione , in cui esprimere quel dissenso e quella critica sociale che il potere sta cercando in ogni modo di zittire.
    Abbiamo quindi deciso di partire subito con una serie di conferenze, dibattiti, presentazioni di libri e film documentari, oltre alle quotidiane serate più "conviviali", fatte di musica, piola, tornei di calcetto, bar, giochi da tavolo, cene ecc. Invitiamo tutte le persone interessate e solidali a passare, fare proposte e partecipare.
    N.B. Le iniziative si svolgeranno anche in caso di sgombero, all'aperto, nei Giardini Reali.


    Venerdì 23 giugno - ore 22.00

    Serata Disco - con Diggejs di Radio Blackout
    Dal primo pomeriggio bar, calcetto, ping pong, giochi da tavolo, banchetti di libri e materiale informativo


    Sabato 24 giugno

    Proiezione del film-documentario (a cura del Centro d'Iniziativa Luca Rossi, Milano 2004)
    "12 dicembre 1969. Bombe Sangue e capitale"
    Milano, 1969. Una bomba esplode in piazza Fontana provocando una strage. Lo stato italiano risponde così a una stagione di conflitti sociali che minaccia di estendersi e radicalizzarsi. L'inchiesta sugli anarchici e il "suicidio" di Pinelli accompagnano l'apice di questa strategia della tensione - vero e proprio terrorismo di Stato - che segnerà i successivi anni Settanta insieme alle lotte proletarie. Queste lotte vedranno, oltre alle porcherie dei gruppuscolei maoisti e stalinisti dei leaderini studenteschi in carriera, anche l'emergere di una gioventù selvaggia e rivoluzionaria, impaziente di trasforare radicalmente la vita quotidiana... Ne parleremo con Paolo Ranieri, uno dei protagonisti del film e dei conflitti di quegli anni e con un compagno del Centro d'Iniziativa Luca Rossi di Milano.


    Domenica 25 giugno - ore 16:00

    Il conflitto nella metropoli - incontro con Emilio Quadrelli
    I quartieri operai e proletari delle città italiane, in particolare nel triangolo industriale Genova Milano Torino, sono da sempre il terreno di una quotidiana resistenza all'espropiazione capitalista. Sfogliare òe pagine dei conflitti sociali, della lotta armata, della lotta armata, dell'illegalità diffusa che hanno attraversato l'Italia dagli anni Sessanta e Settanta, non è un mero esercizio di memoria. E' infatti sempre più evidente come attuali trasformazioni sociali, urbanistiche, produttive, poggino le loro basi nei processi di normalizzazione sperimentati in quegli anni. Ricalcando i meccanismi su cui si regge il carcere, la militarizzazione dei quartieri, la pervasività del controllo, la logica premiale, si estendono così sull'intera società, fino a fala assomigliare sempre di più a una galera a cielo aperto. Ma se, come diceva Foulcault, non vi è potere senza resistenza, quali sono diventate oggi le possibilità di evasione, ribellione e solidarietà in queste galere a forma di città? Ne parleremo con Emilio Quadrelli, ricercatore all'Università di Genova, atore di Andare ai resti. Banditi rapinatori e guerriglieri nell'Italia degli anni Settanta e di gabbie metropolitane. Modelli discpilinari e strategie di resistenza, ecc.


    Mercoledì 28 giugno - ore 21:00

    Fred Buscaglione, vanchiglia e Torino negli anni '50 video e presentazione


    Venerdì 30 giugno - ore 21:00

    La guerriglia nella metropolie con Maurizio Ferrari (militante del nucleo storino delle Brigate Rosse) e gli amici e parenti de prigionieri rivoluzionari


    Sabato 1 luglio - ore 21:00

    Pantere Nere - "A way P.Newton Story Spike Lee" biografia di Huey P.Newton e presentazione


    Domenica 2 luglio - ore 16:00

    Presentazione del Libro, con l'autore "Bigger than Hip Hop" di Pipitone edix CoX (MI) storia della nuova resistenza Afroamericana
    A seguire film "Letter to the presindent"
    Serata Hip Hop con Dj SenSei from Radio Blackout

    ALCOVA (RI-OCCUPATA), C.SO S.MAURIZIO 4, GIARDINI REALI, TORINO

  7. #7
    LokiTorino
    Ospite

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    Alcune impressioni sulla conferenza, ho intenzione di scriverne un resoconto e magari di proporlo a Quadrelli per farlo a quattro mani.
    Prima di tutto presenza altissima di persone (più di quante ce ne aspettavamo per un'iniziativa prodotta in meno di una settimana): la stanza non riusciva a contenerle tutte.
    Quadrelli come al solito interessantissimo e pieno di spunti praticabili poi nella realtà politica quotidiana.
    Praticamente, dopo una breve introduzione al ciclo di conferenze sulla metropoli, Quadrelli ha portato il suo contributo sviluppandolo su una traccia che avevamo tratteggiato assieme per un'altra iniziativa.
    In linea di massima ha spiegato le dinamiche che vede lui all'interno dei quartieri proletari moderni e ha cercato di definire dei percorsi di massima per effettuarne degli interventi.
    Ora il discorso è complesso e articolato, ma in linea di massima Quadrelli prova a ridefinire i concetti di classe nel contesto odierno facendo questa divisione di massima (che riprendo e interpreto liberamente):
    Abbiamo gli "inclusi" che sono una categoria iper-stratificata che ha coscienza di sé solo nella negazione di ciò che non è. Gli inclusi non si sentono appartenenti ad una classe ben precisa, ma sanno di essere all'interno del modello di uomo-azienda che il sistema promuove già dall'infanzia (esempio dei crediti-debiti scolastici) e puntano a raggiungerne la vetta o perlomeno salire il più possibile.
    Sotto gli inclusi esiste una sorta di "pozzo sociale" che ingoia tutti coloro che non sono rappresentati dal modello vincente proposto dalla globalizzazione. Questa categoria sociale è anch'essa proteiforme e acefala perché in essa non sono contenute categorie specifiche, bensì gli esclusi da un modello. Essere accumunati dalla negazione di un'identità non ne crea una nuova, e questo è il problema più grande a parere mio, che blocca la conflittualità latente all'interno della società.
    Gli esclusi possono essere gli immigrati, ma anche famiglie che per un qualche motivo (morte del padre che porta lo stipendio, licenziamenti, errori di gestione economica familiare...) e tante altre sotto-categorie.
    La caratteristica fondamentale è che questa massa è anonima, priva di voce, considerata marginale al pari di un malato. Il fatto che essa sia una discarica sociale dove buttare tutti gli scarti di un modello esclusivo la relega al ruolo di "malattia" piuttosto che di antagonista sociale.

    Partendo da questa definizione (che condivido direi con buon margine), Quadrelli analizza i rapporti sociali all'interno dei quartieri dei cosiddetti "marginali": rapporti che rimandano al colonialismo più che allo stato di polizia di cilena memoria. Posso dire che, vivendo in uno di questi quartieri, la verifica sperimentale delle sue analisi comparative la faccio ogni giorno.
    I check-point israeliani esistono anche qua, la polizia fa retate intimidatorie (non necessariamente solo agli immigrati), esistono mediatori sociali che trattano il "malessere" come nella più autentica tradizione del buon selvaggio, esistono tanti sistemi che rimandano al colonialismo. La cosa interessante (e credo l'errore interpretativo più comune) è che il colonialismo non è etnico, ma di classe. Il potere non è colonialista nei riguardi degli immigrati, ma nei riguardi di questa categoria di "esclusi" che è molto più variegata e include ampie fette del corpo sociale italiano.
    E' questo secondo me uno degli empasse della sinistra non solo italiana, che, considerando l'immigrato un poverino represso da tutti, non vede che il sistema agisce a più ampio spettro e finisce perciò per trattare anch'essa l'immigrato come un malato da curare (vedi un selvaggio da civilizzare - integrare che dir si voglia).
    Dopo questo cappello introduttivo si è parlato di comunità, collettività, identità...parole chiave per iniziare a progettare un lavoro politico di quartiere.
    Il dibattito è stato lungo e molto interessante: molti punti di vista e parecchi spunti, oltre ad un compagno che ha raccontato l'esperienza delle banlieus francesi fornendo notizie inedite e analisi raccolte direttemente sul campo.

 

 

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