Risultati da 1 a 4 di 4
  1. #1
    Spirito inquieto
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    Predefinito Amato: rivedere subito la bossi-fini

    l ministro: "I clandestini vanno espulsi, non trattati come delinquenti"
    Permessi di soggiorno, i vecchi vanno resi validi fino all'arrivo dei nuovi
    Amato: "Rivedere la Bossi-Fini
    Il suo presupposto è impossibile"
    E sui Cpt annuncia una commissione aperta anche a esponenti
    della società civile: "Entro sei mesi i risultati della loro indagine"

    Amato: "Rivedere la Bossi-Fini Il suo presupposto è impossibile"

    Giuliano Amato
    ROMA - I clandestini che entrano in territorio italiano vanno espulsi, ma "non vanno trattati alla stregua di delinquenti". Perché in realtà somigliano molto alle "persone che erano i nostri nonni, i nostri bisnonni, i nostri zii quando arrivavano a Staten Island". Lo ha detto il ministro dell'Interno Giuliano Amato davanti alla commissione Affari costituzionali della Camera. n intervento in cui il responsabile del Viminale ha chiarito il suo punto di vista sul tema: dai Cpt - su cui verrà insediata una commissione d'inchiesta - ai permessi di soggiorno. Fino alla necessità di rivedere il punto-chiave della Bossi-Fini.

    Cambiare la lagge. Per il ministro, è necessario rivedere il principio cardine della Bossi-Fini: quello che prevede che la domanda di permesso di soggiorno può essere accettata solo se il lavoratore è ancora nel suo Paese. Ovvero, a suo giudizio, "un presupposto impossibile". E dunque: "Siamo sicuri che questa norma sia applicata? Che sia così che funziona l'incontro tra datore di lavoro e lavoratore? Non rischiamo, con questa disciplina, di continuare a fare regolarizzazioni dicendoci contrari alla regolarizzazione?".

    Una realtà "inesorabile". "Bisogna convivere con il fenomeno inesorabile dell'immigrazione", ha chiarito subito Amato. Stiamo parlando, infatti, di "un tema epocale", "un fenomeno biblico" con cui bisogna convivere.

    Il rinnovo dei permessi. La prima cosa da fare, quando un immigrato chiede il rinnovo del documento che gli permette di vivere e lavorare nel nostro Paese, è rendere valido quello in scadenza fino all'arrivo del nuovo. Questo eviterà che in questo lasso di tempo l'immigrato si trovi "nudo al vento". Queste le parole di Amato.

    I clandestini. Il responsabile del Viminale ha chiarito che un clandestino, "di per sé, non è un delinquente. Delinquenti a volte si infiltrano, ma non è necessariamente così e molto spesso non è così". Il clandestino, insomma, è una vittima: "E tuttavia - ha ribadito - non dobbiamo farlo entrare perchè non possiamo consentire che le organizzazioni criminali colgano un segnale di luce verde in Europa e in Italia".

    Commissione sui Cpt. I Centri di permanenza temporanea, oggetto di polemiche anche politiche, "non devono essere delle carceri", anche se i clandestini devono essere trattenuti: questo il punto di vista del ministro. "E' ingenuo pensare - ha proseguito - che ci siano altri modi per accertare" la loro identità. In ogni caso, "nostra intenzione è di costituire una commissione formata per parte minoritaria da persone dell'amministrazione e per parte maggioritaria da persone esterne e che lavorano nel mondo del volontariato. Così che nel giro massimo di 6 mesi possano riferire a noi, e io possa venire da voi a discutere di tutto questo".

    Accorpare le elezioni. Nel suo intervento alla commissione Affari costituzionali, Amato ha affrontato anche argomenti diversi dall'immigrazione. Ad esempio, ha proposto ai deputati l'accorpamento delle elezioni: "Se votassimo di meno sarebbe meglio", ha dichiarato.

    Il terrorismo internazionale. Ovviamente bisogna puntare sull'integrazione per debellare il fondamentalismo, ma il ruolo dell'intelligence resta centrale: "Come diceva mio padre, non fare troppa sociologia - ha detto il ministro - abbiamo splendidi quartieri integrati a Milano e Bologna, ma se non ci fosse stata l'intelligence uno dei due attentati l'avremmo beccato, o forse tutti e due".

    (20 giugno 2006)
    -----------------------------------

    Voglio solo commentare la parte in grassetto: a quanto pare i nostri nonni salivano su barconi di fortuna, attraversavano l'atlantico, entravano negli USA senza permesso e venivano subito reclutati come mignotte e spacciatori. Chissà che ne direbbe il mio bisnonno che sbarcò a Staten Island nel 1905 per andare a lavorare in miniera con regolare passaporto, permesso di lavoro a tempo e visita sanitaria

  2. #2
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    Ricordiamoci anche che a Staten Island gli immigrati che arrivavano in base a regolari richieste di lavoro, dunque secondo la legge, passavano 40 giorni in isolamento affinche ci si accertasse che non avessero malattie...e nessuno si è mai sognato di gridare allo scandalo.
    E che dopo la saturazione del mercato del lavoro, gli USA chiusero le frontiere

  3. #3
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    La correlazione "lavoro-permesso di soggiorno" deve rimanere inalterata, pena ritrovarci invasi da orde di gente che ti racconta di essere arrivati per cercare lavoro ma che per mantenersi fa la spesa in casa tua...

    Il problema è politico: alla sinistra servono extra per aumentare il bacino elettorale e purtroppo i compagni in buona fede non si accorgeranno dell'inXulXta fino a che sarà troppo tardi... con buona gioia dei centriAsociali che avranno un po' di fornitori in più da cui acquistare la robbba.

  4. #4
    Spirito inquieto
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    Predefinito

    Ho postato il medesimo articolo col medesimo commento sul principale per prendermi del "razzista" a stretto giro di posta.
    Località di provenienza dell'insultatrice: Milano.

    FIP, CAP, MAV, Bellerio: ma davvero con cervelli così lavati sperate che la lotta politica porti ancora a qualcosa?

 

 

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