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Risultati da 1 a 8 di 8

Discussione: Gli "amici" alleati

  1. #1
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    Angry Gli "amici" alleati

    Bonatesta (An): Nessuno di noi voleva davvero la nuova Costituzione...

    (ANSA) - VITERBO, 19 giu "La campagna referendaria per la
    modifica della Costituzione è un bluff. Quando fummo chiamati a
    votare quella che comunemente viene denominata devolution, erano
    pochi i parlamentari di An ad essere convinti delle modifiche e
    delle novità che si andavano a introdurre. Ed io ero tra i
    tanti decisamente contrari. Alla fine, votammo a favore non per
    disciplina di gruppo, come avvenuto tante altre volte, ma solo
    perchè dai vertici del partito ci fu assicurato che poi, al
    referendum confermativo, la riforma sarebbe stata affossata".
    Lo ha detto oggi Michele Bonatesta, membro della direzione
    nazionale di An, senatore per due legislature.
    "In quel momento - prosegue Bonatesta - occorreva non
    entrare in rotta di collisione con la Lega che minacciava la
    crisi di governo e non solo qualora la riforma non fosse
    passata". Secondo l'ex parlamentare di An, se all'epoca fosse
    già stata approvata la legge elettorale in base alla quale
    "oggi abbiamo un parlamento di 'nominatì, assolutamente non
    rappresentativo del Paese" nemmeno il timore della crisi di
    governo "avrebbero convinto il sottoscritto e tanti altri a
    votare le modifiche costituzionali". "Tutti noi dice ancora
    Bonatesta - siamo convinti che i no vinceranno, seppur con una
    bassissima percentuale di votanti, ma questo era già stato
    deciso anche dal centrodestra al momento dell'approvazione della
    riforma".
    Infine, l'annuncio che il movimento d'opinione "Insieme per
    il territorio", fondato dallo stesso Bonatesta, domenica e
    lunedì prossimo voterà no. (ANSA).

    •   Alt 

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  2. #2
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da FENRIR
    Bonatesta (An): Nessuno di noi voleva davvero la nuova Costituzione...

    (ANSA) - VITERBO, 19 giu "La campagna referendaria per la
    modifica della Costituzione è un bluff. Quando fummo chiamati a
    votare quella che comunemente viene denominata devolution, erano
    pochi i parlamentari di An ad essere convinti delle modifiche e
    delle novità che si andavano a introdurre. Ed io ero tra i
    tanti decisamente contrari. Alla fine, votammo a favore non per
    disciplina di gruppo, come avvenuto tante altre volte, ma solo
    perchè dai vertici del partito ci fu assicurato che poi, al
    referendum confermativo, la riforma sarebbe stata affossata".
    Lo ha detto oggi Michele Bonatesta, membro della direzione
    nazionale di An, senatore per due legislature.
    "In quel momento - prosegue Bonatesta - occorreva non
    entrare in rotta di collisione con la Lega che minacciava la
    crisi di governo e non solo qualora la riforma non fosse
    passata". Secondo l'ex parlamentare di An, se all'epoca fosse
    già stata approvata la legge elettorale in base alla quale
    "oggi abbiamo un parlamento di 'nominatì, assolutamente non
    rappresentativo del Paese" nemmeno il timore della crisi di
    governo "avrebbero convinto il sottoscritto e tanti altri a
    votare le modifiche costituzionali". "Tutti noi dice ancora
    Bonatesta - siamo convinti che i no vinceranno, seppur con una
    bassissima percentuale di votanti, ma questo era già stato
    deciso anche dal centrodestra al momento dell'approvazione della
    riforma".
    Infine, l'annuncio che il movimento d'opinione "Insieme per
    il territorio", fondato dallo stesso Bonatesta, domenica e
    lunedì prossimo voterà no. (ANSA).
    ANali ANali, e ancora ANali.

    Cmq mica li abbiamo scelti noi gli alleati, chi è causa del suo mal...

    Poi adesso hanno altro a cui pensare.
    Valtrumplino sicuramente

    Lombardo forse

    Padano..per quel che resta

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  3. #3
    figlio di Zeus e Danae...
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    Predefinito quindi

    dopo l'esito del referendum, se si avvererà la profezia del "fascistello" bonatestadi.. ... in Bellerio si dovrà tenere ben presente le dichiarazioni fatte da questi esponeneti cosidetti "alleati", prima di annunciare i nuovi indirizzi politici ai militanti.....

  4. #4
    Veneta sempre itagliana mai
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    Predefinito

    cmq io mi sbaglierò....ma tutta sta avversione nei confronti della riforma non è mica per le tre cose "ottenute" dalla lega che son bazzecole....ma per tutto ciò che riguarda il resto della riforma..premierato ecc........

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da pensiero
    cmq io mi sbaglierò....ma tutta sta avversione nei confronti della riforma non è mica per le tre cose "ottenute" dalla lega che son bazzecole....ma per tutto ciò che riguarda il resto della riforma..premierato ecc........
    mmmmmm, al max sul premierato AN dovrebbe essere nelle condizioni in cui è la Lega per la devolution, cioè insoddisfatta per il poco portato a casa.

    Almeno...penso.

    Tu che dici?
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  6. #6
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    Thumbs down Questi alleati sono anche peggio...

    Marco Follini ad Affari: "Se il governo Prodi va in crisi meglio la Grande Coalizione che il ritorno alle urne"
    Martedí 20.06.2006 16:42


    "E' un'ipotesi che non va sottovalutata e tanto meno demonizzata. La Grande Coalizione può essere utile al Paese". L'ex segretario dell'Udc, Marco Follini, rilancia in un'intervista ad Affari l'ipotesi di governissimo nel caso in cui il governo Prodi dovesse andare in crisi. E poi spiega: "Ecco come voglio ricostruire un centro moderato, senza rifare la Dc...".
    Se domenica e lunedì dovesse vincere il 'sì' al referendum, potrebbero essere ripercussioni sul governo di Centrosinistra?
    "Non credo che il referendum sia il girone di ritorno delle elezioni politiche. Non dobbiamo viverlo così".

    Berlusconi ha cercato di politicizzare l'appuntamento con le urne di questo weekend...
    "Una qualche tendenza a politicizzare l'argomento c'è stata da una parte e dall'altra. E' un rischio che ha lambito sia Prodi che Berlusconi. Però più riusciamo a tenere la disputa costituzionale al riparo dalla quotidianità politica e meglio è. Per la mia parte voto 'no' anche per questa ragione".

    Insomma, non è la rivincita del 9 aprile...
    "Il 9 aprile è alle spalle. Il 25 giugno è un altro argomento, un'altra stagione e un altro campo di gioco".

    Se invece dovesse vincere il 'no', quali sarebbero le ripercussioni sulla Casa delle Libertà?
    "Le ripercussioni non sono mai un automatismo. E' chiaro che una volta che lo stato maggiore della Casa delle Libertà si è schierato come un sol uomo sulla trincea del 'sì', una vittoria del 'no' dovrebbe indurre a riflettere. Già gli argomenti di riflessione sono tanti dopo le vicissitudini di questi anni e ne avremmo sicuramente uno in più".

    In particolare potrebbe cambiare il rapporto con la Lega?
    "Credo che dobbiamo scardinare il legame improprio che si è formato in questi anni tra riforme costituzionali e schieramenti politici. Se insistiamo a legare le due cose, inevitabilmente finiamo fuori strada. Dobbiamo mettere un confine e ribadire secondo un'antica tradizione del nostro Paese che le riforme si fanno assieme, tutti insieme, e che il gioco politico avviene tra schieramenti anche duramente antagonisti, ma che giocano sul terreno delle stesse regole".

    In un'intervista ad Affari, Silvio Berlusconi ha detto che rimane il leader della CdL e che sarà ancora il candidato premier alle prossime elezioni politiche. E' d'accordo?
    "Ogni cosa a suo tempo. Credo che la disputa sulla leadership in prossimità di un appuntamento elettorale abbia un significato. La disputa sulla leadership a così grande distanza rischia di essere una disputa vana".

    Troppo presto per parlarne...
    "Stiamo parlando del 2011 e siamo nel 2006 a elezioni appena avvenute".

    Però il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa ha detto, sempre ad Affari, che Berlusconi resta sicuramente il capo dell'opposizione...
    "A me non interessa stabilire oggi la gerarchia dell'opposizione. A me interessa capire quali progetti mettiamo in campo, quale tipo di opposizione facciamo, se siamo ancora prigionieri dell'illusione che si possa dare una spallata o se lavoriamo per fare esplodere le contraddizioni di questa maggioranza, sfidandola su un terreno più avanzato, più utile al Paese. Credo che su alcuni argomenti dobbiamo contrastare con durezza la maggioranza e inchiodarla alle sue ambiguità, ai suoi difetti e ai suoi errori. Su altri argomenti dobbiamo non perdere di vista l'interesse generale del Paese. E quindi essere capaci di uno sforzo di fantasia e di coesione".

    Insomma, quando è utile al Paese è giusto il dialogo...
    "Certo, quando aiuta a costruire le soluzioni che sono anche più vicine alla nostra sensibilità e alle nostre ragioni".

    Secondo Liberazione, quotidiano di Rifondazione, c'è un piano per far fuori il Prc e sostituirlo con l'Udc. Le risulta?
    "Mi sembra che, come tutte le descrizioni dietologiche, pecchi di un eccesso di fantasia".

    Esiste ancora l'ipotesi di Grande Coalizione o è tramontata?
    "Credo che il tema della Grande Coalizione stia dentro l'agenda di questa legislatura. E' un'ipotesi che non va sottovalutata e tanto meno demonizzata".

    Però il premier non potrebbe essere Prodi...
    "Non si comincia un ragionamento di questa difficoltà mettendo in campo né una pregiudiziale a favore né una pregiudiziale contro. Quindi lascerei per ultimo il discorso sui nomi. Prendo atto che i custodi del dogma bipolare ritengono questa una pericolosa eresia, ma continuo a pensare che questa legislatura sarà più fantasiosa e più movimentata di come viene raccontata da tanti analisti".

    E' possibile ricostruire la Democrazia Cristiana?
    "Non credo che la politica italiana si organizzerà intorno a due grandi partiti. Piuttosto, penso che occorra partire dalle forze che sono in campo e dai sentimenti che attraversano la pubblica opinione. Oggi in Italia esistono quattro posizioni importanti".

    Quali?
    "C'è una destra populista, c'è un centro moderato, c'è una sinistra riformista e c'è una sinistra antagonista. Queste sono le quattro posizioni che stanno dentro la testa e la pancia del Paese".

    Chi rappresenta la destra populista?
    "Non faccio nomi. A me interessano i punti di vista, gli interessi e i progetti che oggi sono in campo nella società italiana. Vedo un'evoluzione naturale del sistema politico che tende ad organizzarsi in quattro forze. Poi chi fa cosa è un tema che attiene alle persone, alle coscienze e alle scelte di ognuno di noi. Faccio parte di un centro moderato che si deve riorganizzare. E' stato per molti anni l'architrave della politica italiana, ha smesso di esserlo perché abbiamo interpretato il bipolarismo un po' con lo zelo dei neofiti, quindi con molte esagerazioni. Oggi il tema di come ricostruire una posizione di centro e moderata è all'ordine del giorno. Tanti altri protagonisti sono in campo, forse noi un po' meno. Mi muovo perché questa posizione abbia più valore e più autonomia".


    Qual è l'obiettivo dell'Italia di Mezzo?
    "Questo è il ragionamento che ho fatto in questi anni ed è anche quello che sta dietro i circoli dell'Italia di Mezzo. E' evidente che l'esperienza della Dc appartiene a un'epoca storica che è alle nostre spalle, ma non possiamo neppure considerare esaurito il tentativo di dare al centro moderato una forza che oggi non ha e che forse merita di avere. Il mio è un discorso sul futuro, non sulla nostalgia".

    Spesso si è detto che Follini e Tabacci potrebbero lasciare l'Udc...
    "Con Tabacci siamo impegnati a dare un po' di costrutto a questo progetto politico. Il tema non è come ci rapportiamo alle cose che stanno alle nostre spalle. Il tema è come organizziamo le cose che stanno nel nostro futuro".

    Come risponde alla domanda diretta: uscirà dall'Udc?
    "Che non è questo l'argomento".

    Il governo Prodi durerà cinque anni?
    "Mi pare che la somma di contraddizioni e di difficoltà che sono nella sua maggioranza e nel suo governo non indichi un percorso facile. Non sono un profeta, ma se dovessi azzardare una previsione direi che è più facile che le cose cambino piuttosto che restino così come sono ora per tutta la legislatura".

    Però nel caso in cui dovesse andare in crisi il governo, meglio una Grande Coalizione che un ritorno alle urne...
    "Continuo a pensare che, a certe condizioni, la Grande Coalizione può essere utile al Paese. Naturalmente è un traguardo da cui oggi siamo molto lontani, ma, forse, non così lontani come ce lo stiamo raccontando".




    ... continuo a chiedermi dove vuole andare la LN con alleati come questo signore e suoi amici statalisti ed assistenzialisti, pronti a trattare con la sx per accaparrarsi la poltrona... dl'altro canto da dei democristiani cosa si può pretendere?!

    mollare questa gente, mollare gli ANnini, mollare bellachioma... e FORSE si può sperare di non morire politicamente.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da bastet
    . in Bellerio si dovrà tenere ben presente le dichiarazioni fatte da questi esponeneti cosidetti "alleati", prima di annunciare i nuovi indirizzi politici ai militanti.....
    Annunciare cosa? l'indirizzo politico dovrebbe essere scelto da un CONGRESSO FEDERALE, dopo naturalmente che tutta la sciagurata schiera della "dirighienza" di questi anni sia totalmente azzerrata con il benservito della base.
    Salucc

  8. #8
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    Predefinito

    ma che indirizzo politico...se va avanti cosi, l´unico indirizzo che possono dare è quello di v.le monza a milano, ossia sede di FI.

 

 

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