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    Predefinito Il Welfare State impedisce lo sviluppo demografico

    IL WELFARE IMPEDISCE LO SVILUPPO DEMOGRAFICO, dice il demografo tedesco Herwig Birg

    di Guglielmo Piombini
    http://web.venet.net/libridelponte/detblog.asp?ID=102

    I tedeschi iniziano a preoccuparsi per il catastrofico crollo demografico : nel 2005 sono nati solo settecentomila bambini, il dato più basso della sua storia della nazione, e un terzo delle donne tedesche non ha figli (la media è di 1,3 figli per donna). Di questo passo, ha osservato il demografo Herwin Birg in un articolo pubblicato sul nuovo numero dell'Espresso ("Dove volano le cicogne"), nel 2100 la Germania avrà solo 32 milioni di abitanti, contro gli 80 milioni di oggi. Si tratta di un fenomeno che coinvolge tutta l'Europa: l'Italia, ad esempio, nel 2100 avrà 15 milioni di abitanti e la Spagna 11 milioni. Nel 1950, ricorda Birg, la popolazione europea costituiva il 22 per cento di quella mondiale, oggi la nostra quota è scesa all'11 per cento, mentre nel 2050 gli europei saranno appena il 7 per cento della popolazione del globo terrestre. I paesi europei sono dunque destinati entro la fine del secolo a diventare dei nani demografici.

    Qual'è la causa di questa catastrofe? A differenza di altri osservatori che puntano il dito sulle cause culturali, quali la secolarizzazione e l'abbandono del cristianesimo (come ha scritto di recente Ed Vitagliano sulla rivista dell'American Family Association), Birg ha studiato le cause economiche della denatalità, giungendo a questa conclusione: "Il Welfare impedisce lo sviluppo demografico".

    Dice Birg: "La domanda che mi sono posto è come mai proprio la Germania, fin dall'800 il paese che inventò il Welfare e dove oggi i genitori ricevono sussidi cospicui per ogni figlio, è la nazione meno prolifica d'Europa? Questo fatto è la conferma di una delle leggi di fondo della nostra disciplina, e che noi chiamiamo paradosso economico-demografico: più la vita in una società ricca e confortevole, più sicurezze e garanzie sul futuro del benessere si hanno, tanto meno il singolo opta per scelte così impegnative e durature come mettere al mondo dei figli."

    Ma attenzione: non è la povertà, ma è la mancanza di sicurezza a indurre le persone a creare famiglie e a moltiplicarsi. La prova? Un paese poco assistenzialista ma molto benestante come gli Usa, osserva Birg, ha il tasso di natalità quasi doppio rispetto al vecchio continente. Il Welfare State ha dunque ridotto l'orizzonte temporale degli individui, che non si sentono più responsabili del proprio futuro o della propria discendenza. Le coppie senza figli contano infatti in vecchiaia di essere assistite con le imposte pagate dai figli altrui. Per questo motivo il prof. Johann Eekhoff, direttore dell'istituto di economia politica dell'università di Colonia, ha proposto di dimezzare le pensioni a tutti coloro che non hanno figli.

    Herwig Birg osserva poi che le idee di Malthus, secondo cui il miglioramento del tenore di vita avrebbe portato alla catastrofe del pianeta per sovrappopolazione, si sono dimostrate false e infondate, e hanno prodotto un vero disastro, ispirando le teorie delle specie di Darwin, le follie naziste e i timori sull'esplosione demografica del pianeta professati negli anni '70 dai sedicenti demografi (così li definisce Birg) del Club di Roma.

    Un altro studioso tedesco, Frank Schirrmacher, ha espresso analoghi timori sull'implosione demografica in un libro, Minimum che in Germania sta diventando un best-seller. In Italia è stato appena tradotto, da Mondadori, il suo libro precedente, Il complotto di Matusalemme, che analizza i problemi delle società invecchiate che ci aspettano nel futuro. In Minimum Schirrmacher scrive che, guardando i bambini di oggi, si prova per loro una gran pena. Non solo perchè si trovano in una situazione esistenziale anomala, con sempre meno fratelli e cuginetti con cui parlare e giocare, e sempre più circondati da fittissime tribù di adulti e di vecchi. Oltre a questi squilibri generazionali, i bimbi di oggi dovranno lavorare il doppio per compensare i pesi economici dello Stato sociale in crisi. Ce la faranno i più giovani, sempre più unici e viziati, a sopportare tante asperità? Quello che è sicuro, scrive Schirrmacher è che, se le società si riducono demograficamente al "Minimum", le sfide del futuro saranno per molti di tipo estremo.

    Oltre alla catastrofe economica degli stati assistenziali, i bambini di oggi dovranno vedersela in futuro con masse crescenti e aggressive di immigrati musulmani, che faranno di tutto per imporsi politicamente. Secondo Schirrmacher, solo chi potrà contare su un nucleo familiare forte passerà le forche caudine del XXI secolo: "Contro le avversità del destino, è l'unione famigliare una forza invincibile".

    Insomma, chi non costituirà forti e numerose famiglie, sarà spacciato.

  2. #2
    Antifonte68
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    E' da mo' che Piombini si è bevuto il cervello. Non c'è traccia di concetto libertario nei suoi interventi. Se Guglielmo fosse un libertario, direbbe che ognuno è libero di fare i figli che vuole, non che se ne debbano fare di più o di meno. In Norvegia sono sette milioni e stanno benissimo. In Cina sono un miliardo e due e la metà, quella delle campagne dell'entroterra, mangia radici, nonostante il boom economico.
    Questa storia dell'invecchiamento della società è l'ennesima bufala. L'invecchiamento è momentaneo e transitorio, poi i bimbi attuali diventano vecchi loro, e allora, essendo pochi i bimbi di oggi, saranno pochi i vecchi di domani.
    Se facciamo tanti figli avremo più disoccupati oggi e più vecchi domani. Infatti, se abbiamo tanti vecchi oggi, è perchè c'era una forte natalità ieri.
    Va bene, mi hai convinto, Guglielmo, facciamo un patto: io faccio subito dieci figli (anzi, falli tu per me, che io sono poco interessato al sesso, ultimamente), e poi però me li mantieni tu. O grullo!

  3. #3
    Silvioleo
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    E' da mo' che Piombini si è bevuto il cervello. Non c'è traccia di concetto libertario nei suoi interventi.
    ma perchè mai...tu farai ovviamente quanti figli vorrai se ne vorrai, ma saro' libero di cercare di capire come mai se ne fan sempre meno e di consigliare alla gente di farne per non essere spacciati....o no???

  4. #4
    Fiamma dell'Occidente
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    Antifonte mi sembri un taliban anarchico. Ci spieghi se è reato per te parlare di "come ridurre lo Stato" e di "come giustificarlo a chi non è libertario"?

    Cos'è dire "esiste" è una sorta di blasfemia contro il tuo credo?
    _
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  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Antifonte68
    Non c'è traccia di concetto libertario nei suoi interventi. Se Guglielmo fosse un libertario, direbbe che ognuno è libero di fare i figli che vuole, non che se ne debbano fare di più o di meno. Va bene, mi hai convinto, Guglielmo, facciamo un patto: io faccio subito dieci figli (anzi, falli tu per me, che io sono poco interessato al sesso, ultimamente), e poi però me li mantieni tu.
    A quanto pare, oltre che della scuola statale, i left-libertarians sono diventati anche paladini del welfare-state: miracoli della Rosa nel Pugno?

    Se lo stato sociale, espropriando le funzioni delle famiglie, porta alla denatalità e all'estinzione della società, perché i left-libertarians non vogliono che si dica? Forse perché sperano anche loro, dopo una vita dedita all'edonismo e alle droghe, di essere assistiti in vecchiaia dai (pochi) figli degli altri? Temo che abbiano fatto male i loro conti, perchè lo stato sociale crollerà.

    Che dire poi dell'esortazione a fare più figli? Non mi pare che Piombini abbia chiesto una tassa sul celibato. La sua è solo di un'esortazione d'ordine morale. La teoria politica libertaria non è tutto nella vita: esistono anche rilevanti questioni culturali.

    E poi i liberisti dovrebbero essere sempre favorevoli all'aumento della popolazione, che favorisce l'estensione del mercato e quindi della specializzazione. La scuola austriaca è particolarmente insistente nell'indicare i benefici provenienti dalla crescita del numero degli individui che partecipano alla divisione del lavoro, dato che in questo modo si possono sfruttare un grandissimo numero di conoscenze e idee disperse. Come diceva Hayek, possiamo essere molti e civilizzati oppure pochi e selvaggi.

  6. #6
    Antifonte68
    Ospite

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    Non ho capito perchè sarei "spacciato" se nel 2.100 ci saranno meno italiani di oggi. Io nel 2.100 non sarò più della partita, quindi sarò spacciato da un bel pezzo. Del resto non mi frega nulla. Dopo di che, si dà per scontato che "8 milioni di baionette" sia un obiettivo desiderabile, oltretutto desiderabile da un libertario, dato che questo è un forum libertario, e infatti non si parla di spaghetti, figurine panini o di musica hi pop. Si presume che se uno affronta un tema lo stia facendo per la sua rilevanza libertaria, quindi devo ritenere che la Cina e l'India sono i paesi più libertari del mondo, non per altro, ma perchè sono i più popolati.
    Si noti che gli USA hanno solo quattro volte la popolazione italiana, forse meno!
    E' proprio un argomento del cazzo.

  7. #7
    Antifonte68
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da rothbardino
    Non mi pare che Piombini abbia chiesto una tassa sul celibato. La sua è solo di un'esortazione d'ordine morale. La teoria politica libertaria non è tutto nella vita: esistono anche rilevanti questioni culturali.

    Le vostre esortazioni morali posso spalmarmele sui coglioni?
    Non c'è dubbio che vi siano rilevanti questioni culturali che non c'entrino col libertarismo. Ma allora non c'entrano nulla col forum, o vuoi che d'ora in avanti io parli solo di Frank Zappa?

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Antifonte68
    Le vostre esortazioni morali posso spalmarmele sui coglioni?
    Non c'è dubbio che vi siano rilevanti questioni culturali che non c'entrino col libertarismo. Ma allora non c'entrano nulla col forum, o vuoi che d'ora in avanti io parli solo di Frank Zappa?
    Mi pare che la critica al welfare state e l'argomento dei benefici derivanti dall'aumento della divisione del lavoro abbiano, per chi è a favore di una società fondata sull'economia di mercato, una rilevanza ben superiore a quella della musica rock.

  9. #9
    Silvioleo
    Ospite

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    un capisco perchè vi girino i coglioni a sentire un libertario che dice robe di questo genere...si finisce sempre col dire che in questo forum l'argomento è ot ma non mi sembra,dato che è lo stato sociale che,in larga misura, crea sta situazione...poi liberissimo di spalmarti i coglioni con quello che vuoi.

  10. #10
    Antifonte68
    Ospite

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    A parte che definire Zappa "musica rock" denota una certa incultura, questo nesso tra popolazione e welfare state sia proprio una gran panzana, una di quelle letture unilaterali che ogni tanto saltano fuori senza nessuna verifica scientifica. Ripeto che è falso che più stiamo meglio stiamo. Il benessere dipende da tante variabili, e nessuno ha risposto alle mie obiezioni (i cinesi delle campagne che muoiono di fame, i norvegesi che invece non mi pare e i danesi nemmeno).In Italia le regioni del sud hanno sempre fatto molti figli, e infatti si lagnano sempre che sono disoccupati: ecco da dove viene la domanda di welfare, dai troppi, non dai pochi. Nè nessuno ha replicato sul fatto che i pochi bambini di oggi sono i pochi vecchi di domani, e che i tanti vecchi di oggi sono i tanti bambini di ieri. Guarda Guglielmino che se anche fai tanti figli italiani, in fonderia o a pulire i cessi (questa è la tua divisione del lavoro) non ci vorranno andare comunque e avrai comunque bisogno dell'odiata immigrazione.

 

 
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