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  1. #1
    Superpol
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    Predefinito Il ministro Fioroni smonta la riforma Moratti

    http://www.repubblica.it/2006/b/sezi...o-fioroni.html



    Fioroni dà l'ennesima spallata al programma della Moratti ed emana due decreti che annullano gli 8 licei e consente ai prof di variare i curricola

    Il ministro smonta la riforma
    la scuola rilancia l'autonomia
    di SALVO INTRAVAIA

    Ufficialmente bloccata la riforma della scuola superiore. In molto meno di cento giorni il ministro dell'Istruzione, Giuseppe Fioroni, sta letteralmente modificando la mega rivoluzione della scuola italiana pensata dal governo Berlusconi. Fioroni ha emanato due decreti (numero 46 e 47) che letti contestualmente, almeno per quanto riguarda il cosiddetto secondo ciclo dell'istruzione nazionale, mettono la parola fine alla riforma Moratti. Chi si era affezionato all'idea degli otto licei (classico, scientifico, delle scienze umane, linguistico, artistico, economico, tecnologico e musicale) e alla istruzione professionale gestita direttamente dalle Regioni, dovrà ritornare sui suoi passi.

    Il governo Prodi, che pure intende mettere mano ad una riforma della scuola secondaria di secondo grado, non intende farlo passando attraverso la licealizzazione, contestata da buona parte del mondo della scuola ma soprattutto dalla Confindustria. Gli istituti tecnici e professionali continueranno ad avere una propria dignità, insomma. Il decreto 46 blocca le tabelle che indicavano come dovevano trasformarsi gli attuali indirizzi scolastici negli otto licei studiati dall'ex ministro: le cosiddette tabelle di confluenza. Con l'algido linguaggio caro alla burocrazia il precedente decreto emanato in materia dalla precedente inquilina di Palazzo della Minerva "è da ritenere non produttivo di effetti".

    Il secondo decreto rilancia l'autonomia delle scuole che possono variare fino a un quinto del "curricolo" scolastico di ogni indirizzo. In altre parole i professori possono collegialmente stabilire di introdurre nuove discipline, accorparne alcune e/o variare il monte ore di alcune a vantaggio di altre . "L'autonomia - spiega il ministro - è la vera risorsa della nostra comunità scolastica, quella sulla quale costruire il futuro della nostra scuola in un progetto condiviso. Per questo ho emanato il decreto che prevede la possibilità da parte delle singole scuole di modificare fino al 20 per cento i curricoli scolastici. Ciò consentirà per il prossimo anno di individuare percorsi di studio funzionali alle esigenze dei ragazzi e di raccogliere le opportunità comunque espresse nei diversi territori. In questo modo sono garantiti il carattere unitario del sistema formativo nazionale e la valorizzazione del pluralismo culturale".
    (13 giugno 2006)

  2. #2
    Superpol
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    http://www.repubblica.it/2006/04/sez...ati-fondi.html

    Maturità, trovati i fondi
    per pagare i professori

    di SALVO INTRAVAIA


    Recuperati i soldi per pagare le commissione della maturità. Il ministro dell'Istruzione, Giuseppe Fioroni, alla vigilia degli esami di Stato porta a casa un primo successo che contribuisce a rasserenare l'ambiente della scuola italiana. "Mi ero impegnato a risolvere questo problema, che non riguarda soltanto aspetti economici ma attiene alla dignità e alla professionalità di migliaia di insegnanti e presidenti di commissione impegnati nei prossimi esami di Stato".

    Infatti durante il Consiglio dei ministri di questa mattina è stato predisposto un provvedimento che racimola i circa 45 milioni di euro, tagliati dalla precedente compagine di governo per fare quadrare i conti, che mancavano all'appello.

    Ma in pochi giorni, il nuovo inquilino di viale Trastevere è riuscito a risolvere, un problema ancora più grosso: trovare le risorse per pagare i debiti con le scuole per le precedenti tornate degli esami di maturità. Qualcosa come più di 400 milioni di euro, che parecchie scuole avevano anticipato agli insegnanti, ma che avevano dovuto stornare da altre attività: soprattutto le quelle didattiche aggiuntive. Con questa novità, i 140 mila prof e 7 mila presidenti di commissione che già da lunedì 19 giugno saranno impegnati nella riunione preliminare degli esami di stato potranno avviare i lavori con un pensiero in meno. E le migliaia di docenti che non hanno neppure percepito i compensi per gli esami dello scorso anno sanno che ormai si tratta di aspettare poco.

    Il rischio di iniziare gli esami senza i fondi per pagare i docenti era stata diffusa lo scorso 25 maggio dallo stesso ministro Fioroni durante un comizio. "Si sono dimenticati di prevedere 436 milioni di euro per l'adeguamento di quello che già il personale ha avuto" aveva detto il ministro riferendosi al precedente esecutivo. E, questione ancora più importante, "non hanno previsto neanche i soldi per gli esami di maturità dove, su 90 milioni di euro, ne mancano 45".

    Un pasticcio che aveva immediatamente scatenato le ire dei sindacati che promettevano battaglia. "Per tutelare gli insegnanti che non hanno ancora ricevuto i compensi degli anni precedenti abbiamo attivato da tempo i nostri uffici legali", ammoniva Enrico Panini che spiega: "Il problema nasce dagli ultimi tagli previsti dalla Finanziaria sulle cosiddette 'somme per il funzionamentò delle scuole che comprendono anche i compensi di commissari e presidenti d'esame. È da anni che le risorse per la maturità sono erogate col contagocce. La Cgil ha calcolato che solo per la maturità 2005 le scuole devono ancora ricevere mediamente 17 mila euro a testa". "La scuola - secondo Fioroni - è stata sottoposta ad una cura di dimagrimento eccezionale con tagli sui servizi minimi per l'autonomia scolastica che hanno raggiunto livelli del 30/35 per cento".

  3. #3
    Superpol
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    http://www.corriere.it/Primo_Piano/P...16/conti.shtml

    «Scuola, niente bonus alle private Tra i progetti i corsi di Corano» Fioroni: mancano i prof maschi, vanno introdotte le quote blu
    ROMA — Dicono (e scrivono) che la scuola italiana sia morta, ministro Giuseppe Fioroni.
    «Falso. È viva, nonostante bombardamenti e traversate nel deserto. C'è bisogno di un progetto condiviso da genitori, studenti, docenti e non docenti. Non occorre un ministro dirigista ma uno che contribuisca a definire la cornice di riferimento della scuola pubblica italiana».

    Perché ripristinare l'aggettivo «pubblica» accanto a «istruzione»? Contro la scuola privata, magari?
    «La scuola è un servizio pubblico, un diritto sancito dalla costituzione. A prescindere da chi lo eroga. Per questo è gravissimo il progetto della devolution: quel diritto può cambiare a seconda dei soldi a disposizione della famiglia e del luogo in cui si nasce. Invece noi dobbiamo coniugare l'equità dei diritti con l'eccellenza nella formazione».

    Niente più bonus alla scuola privata, insomma?
    «Di certo io non sarò unmonumento alla differenza che passa tra le parole e i fatti, com'è avvenuto col precedente governo. Rispondo così: chi ci ha preceduto non ha rifinanziato il bonus per il 2007. E rispetto al governo D'Alema, mancano 167 milioni di euro a disposizione della parità scolastica per lo stesso anno. Comunque un vero servizio pubblico non lascia indietro nessuno: diversamente abili, immigrati, svantaggiati per reddito o per situazione sociale».

    Faccia qualche esempio concreto

    «Per i diversamente abili occorrerà rivedere l'attribuzione di insegnanti di sostegno sulla base delle esigenze concrete attraverso un collegamento scuola-Regioni-aziende sanitarie. Poi, una società proiettata verso la multietnicità deve garantire agli immigrati la formazione alla nuova cittadinanza con i diritti e i doveri, l'insegnamento dell'italiano ma anche il diritto al mantenimento delle proprie radici con corsi di storia e lingua del Paese di origine».

    Benedetto XVI non è ostile ai corsi di Corano. E lei, ministro?
    «Non escludo niente. Il problema è allo studio. Bisognerà esaminare le intese con le singole confessioni religiose. Penso anche che l'Italia debba avere un ruolo strategico nel Mediterraneo, e i nostri studenti potranno contribuire a costruire sicurezza e pace dialogando con i ragazzi dei Paesi del Medio Oriente».

    Adesso parliamo di insegnanti, ministro...
    «Siamo l'unico settore che non ha bisogno delle quote rosa ma di quote blu. Solo un insegnante su cinque è maschio. La completa femminilizzazione dell'insegnamento sarebbe un errore. Occorre rendere più appetibile questa professione e ridarle dignità».

    Qui arriviamo a un punto toccato dal governatore Draghi:«occorrono nuove regole che premino docenti e ricercatori». Altrimenti la professione come può essere «appetibile»?
    «Molti italiani pensano che in questo dicastero si spenda troppo e male. Dovremo operare sul bilancio per evitare sprechi che danneggino gli studenti. Ma poi basta con i tagli alla spesa scolastica: ci vorranno investimenti per raggiungere il livello di sapere che ci prefissiamo. Altro tema è quello di verificare la qualità dei risultati delle scuole per rendere sempre più produttivo l'investimento per i ragazzi. I premi agli insegnanti? Avvieremo un processo di condivisione nel mondo della scuola per valutare i risultati di ciascun istituto. Poi, con l'autonomia, gli organi potranno adottare i provvedimenti anche economici più idonei in assoluta trasparenza. Urge poi un piano quinquennale di messa a norma degli edifici scolastici. Il 50% ne è sprovvisto, il 40% non ha abbattuto le barriere architettoniche. Prima di puntare al meglio è obbligatoria la tutela del diritto essenziale: i nostri figli che studiano al sicuro».

    C'è vento di abrogazione della riforma Moratti...
    «Non ci sarà una "mia" riforma. Ma la scuola chiede stabilità e certezze. Abrogare, in certi casi, significa conservare ed esprimere un giudizio positivo su ciò che c'era prima. Ci vuole sano pragmatismo. Il tutor? Non è applicabile perché manca l'accordo sindacale obbligatorio per legge. Il Portfolio? Non si può far rischiare ai nostri insegnanti di violare la privacy. Per il primo ciclo, dunque, c'è bisogno di modifiche mirate. Per il secondo ciclo, invece, intendo presentare al Parlamento una proroga di 18 mesi per i decreti legislativi non scaduti della legge delega 53 e conseguentemente il differimento al 2008-2009 dell'entrata in vigore. Per innalzare il livello culturale di tutti l'istruzione obbligatoria sarà prolungata di due anni e sarà necessario far passare dai 15 ai 16 anni l'età minima di accesso al lavoro. Il nuovo biennio assicurerà sia il completamento della formazione di base sia lo sviluppo delle capacità di orientamento e di scelta dei percorsi successivi. La didattica valorizzerà gli stili di apprendimento. Poi prendo un impegno preciso sul rilancio degli istituti tecnici e professionali: il nostro Paese ne ha bisogno».

    Passiamo alla politica, alla questione dei cattolici rispetto al programma dell'Unione e ad altri fronti che si aprono: dalla «stanza del buco» in giù... «Sui temi della bioetica va fatto un lavoro comune nell'Ulivo e nell'Unione. Ma va anche rispettata la libertà di coscienza della singola persona».

    Anche del politico, o del ministro, che vota in Parlamento?
    «Certo. Il programma di governo e della maggioranza contiene alcuni elementi eticamente sensibili sui quali c'è accordo. Sugli altri occorre discutere e lavorare con saggezza».

    Ma così non si crea confusione nell'azione di governo, con tanti possibili scontri interni tra laici e cattolici?
    «Il pluralismo culturale e il rispetto delle coscienze sono valori caratterizzanti di un governo che si definisce autenticamente democratico».

    Per arrivare a un tema concreto: Pacs sì o no?

    «I Pacs non sono nel programma della maggioranza. Le unioni civili, la tutela dei diritti delle persone che convivono sì. Farò un altro esempio. Prendiamo l'eugenetica e l'eutanasia. Sono temi che interpellano direttamente la qualità della vita degna d'essere vissuta e quella degna di nascere. Interrogano la nostra coscienza e con quella dobbiamo confrontarci. La signoria della vita e della morte non sono temi sui quali si possano fondare programmi di governo. È accaduto purtroppo in altri periodi storici e sotto ben altri sistemi».

    Monsignor Fisichella ricorda che l'appartenenza ecclesiale è importante quanto quella politica. Lei cosa pensa?
    «La laicità dello Stato non è in discussione come la reciproca autonomia. La Chiesa ha il diritto di richiamare le coscienze, lo Stato ha il dovere di decidere e di assicurare risposte ai bisogni del Paese. Bisogna dunque decidere da laici. Avendo il senso del limite della politica rispetto ad alcuni valori».


    Paolo Conti

  4. #4
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    12/06/2006. FIORONI: IMPEGNI PER I FONDI, IL PRECARIATO E IL SOSTEGNO
    In occasione di un convegno romano e di alcune interviste rilasciate nei giorni scorsi, il neo ministro Fioroni ha assunto precisi impegni che vanno nella direzione di un incremento dei fondi a disposizione dell'Istruzione, di fornire delle certezze sul percorso che i docenti precari dovranno affrontare nei prossimi anni, staccandosi dagli orientamenti del precedente governo (sta studiando con il Ministero del Tesoro la possibilità di assumere in ruolo nuovi insegnanti, almeno a copertura di quanti andranno in pensione a settembre, passando dai previsti 20mila a circa 30mila neoassunti), e sull'adeguamento del numero dei docenti di sostegno alle reali esigenze dell'integrazione scolastica.

    http://www.alpebra.it/Cpds_venezia/N...s.htm#newsvita

 

 

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