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  1. #1
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    Angry Bossi"Noi leghisti siamo italiani,siamo figli di chi morì sul Piave per il tricolore"

    La Lega sta nella Cdl
    anche se vince il si»


    «L'ALLEANZA della Lega con la Cdl non è in discussione, anche in caso di sconfitta della coalizione nel referendum costituzionale del 25 e 26 giugno. Il federalismo è la "parola magica" della riforma costituzionale sulla quale dovranno esprimersi gli elettori». Sono considerazioni che il leader della Lega Umberto Bossi consegna a Famiglia Cristiana in un un'intervista che sarà pubblicata sul numero di oggi in edicola. E «se passa la parola magica federalismo nella Costituzione — ha aggiunto il capo della Lega — tutto il resto è conseguente. A quel punto lì è fatta, si può fare qualunque cosa, compresa una magistratura eletta dal popolo». Qualunque dovesse essere il risultato del referendum, dice Bossi, l'alleanza di centrodestra non ne risentirà. «I miei alleati stanno dandosi da fare per il sì, concretamente», ha detto Bossi. «Anche Casini ha messo i suoi manifesti». Per quanto riguarda le «altre vie» cui aveva accennato la settimana scorsa (e che avevano alzato un polverone di polemiche) che potrebbero aprirsi se la strada democratica per fare le riforme verrà preclusa dalla vittoria del no, il Senatur esclude azioni di forza e spiega che la vittoria del sì vorrebbe dire che «chi voleva fermamente la via democratica è stato premiato». «Quella roba lì che ho detto — ha spiegato — ha fatto effetto e dovevo dirla», ma non era l'annuncio di azioni di forza. «Io penso di più a disegni di legge popolari, a colpi di mezzo milione di firme. Poi vediamo se è così facile non fare le riforme». Umberto Bossi, sempre per cercare di raffreddare le polemiche su quelle affermazioni che hanno destato una dura reazione da parte della maggioranza, ha tenuto a precisare che quella del Nord «è brava gente» e «non prenderebbe mai il fucile». Tuttavia sottolinea anche che «è scontenta» e «arcistufa», perché «s'è accorta che dopo anni di lotta non cambia niente, che continua a pagare tasse non per i servizi dei suoi Comuni e della sua regione, ma per mantenere lo Stato». «Spero — ha auspicato Bossi — che anche il Sud voti per il sì, altrimenti il Nord vede il Sud come antagonista politico». Inoltre, per Umberto Bossi, i risultati della nazionale ai mondiali di calcio non potranno cambiare l'atteggiamento dell'elettorato verso il referendum. «Una vittoria della Nazionale può fare sentire italiano chi si sente già italiano», e «chi non si sente tale non è che può cambiare idea per una partita di calcio. Noi leghisti ci sentiamo italiani, ma non di questa Italia, di un paese diverso, ci sentiamo figli e nipoti di quelli che hanno fatto l'Italia andando a morire sul Piave, combattendo per il tricolore ma parlando in dialetto».
    mercoledì 21 giugno 2006


    [SILVIA]CHE SCHIFO!!![/SILVIA]

    [SILVIA]TRADITORE![/SILVIA]

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  2. #2
    Il Patriota
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    [SILVIA]RIDICOLO[/SILVIA]

    chissà cosa dice Oneto e I DUCARI ...comunque chi di Va pensiero comincia di italianismo finisce....

    Il Piave mormorava,
    calmo e placido, al passaggio
    dei primi fanti, il ventiquattro maggio;
    l'esercito marciava
    per raggiunger la frontiera
    per far contro il nemico una barriera...

    Muti passaron quella notte i fanti:
    tacere bisognava, e andare avanti!

    S'udiva intanto dalle amate sponde,
    sommesso e lieve il tripudiar dell'onde.
    Era un presagio dolce e lusinghiero,
    il Piave mormorò:

    «Non passa lo straniero!»

    2. Ma in una notte trista
    si parlò di un fosco evento, *
    e il Piave udiva l'ira e lo sgomento...
    Ahi, quanta gente ha vista
    venir giù, lasciare il tetto,
    poi che il nemico irruppe a Caporetto! **

    Profughi ovunque! Dai lontani monti
    Venivan a gremir tutti i suoi ponti!

    S'udiva allor, dalle violate sponde,
    sommesso e triste il mormorio de l'onde:
    come un singhiozzo, in quell'autunno nero,
    il Piave mormorò:

    «Ritorna lo straniero!»
    3. E ritornò il nemico;
    per l'orgoglio e per la fame
    volea sfogare tutte le sue brame...
    Vedeva il piano aprico,
    di lassù: voleva ancora
    sfamarsi e tripudiare come allora...

    «No!», disse il Piave. «No!», dissero i fanti,
    «Mai più il nemico faccia un passo avanti!»

    Si vide il Piave rigonfiar le sponde,
    e come i fanti combatteron l'onde...
    Rosso di sangue del nemico altero,
    il Piave comandò:

    «Indietro va', straniero!»

    4. Indietreggiò il nemico
    fino a Trieste, fino a Trento...
    E la vittoria sciolse le ali al vento!
    Fu sacro il patto antico:
    tra le schiere, furon visti
    Risorgere Oberdan, Sauro, Battisti...

    Infranse, alfin, l'italico valore
    le forche e l'armi dell'Impiccatore!

    Sicure l'Alpi... Libere le sponde...
    E tacque il Piave: si placaron l'onde...
    Sul patrio suolo, vinti i torvi Imperi,
    la Pace non trovò
    né oppressi, né stranieri!




    --------------------------------------------------------------------------------
    * also: si parlò di tradimento,
    ** also: per l'onta consumata a Caporetto!

  3. #3
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    Il NUOVO EROE DEI LEGHISTI ENRICO TOTI


  4. #4
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    Fratelli d'Italia / L'Italia s'è desta / Dell'elmo di Scipio / S'è cinta la testa (1) /
    Dov'è la vittoria? / Le porga la chioma (2) / Che schiava di Roma / Iddio la creò.
    Stringiamoci a coorte (3)/ Siam pronti alla morte, / Siam pronti alla morte (4)/ Italia chiamò
    Noi fummo da secoli (4a) / Calpesti e derisi, / Perchè non siam popolo, / Perchè siam divisi. / Raccolgaci un' unica bandiera, / Una speme, /Di fonderci insieme / Già l'ora suonò.
    Uniamoci, uniamoci / L'unione e l'amore / Rivelano ai popoli / Le vie del Signore (5) /
    Giuriamo far libero / Il suolo natio / Uniti per Dio (6)/ Chi vincer ci può?
    Dall'Alpe a Sicilia / Dovunque è Legnano (7), / Ogn'uomo di Ferruccio (8)/ Ha il cuore e la mano, /
    I bimbi d'Italia / Si chiaman Balilla (9)/ Il suon d'ogni squilla / I vespri suonò (10).
    Son giunchi, che piegano, / Le spade vendute (11). / Già l'aquila d'Austria (12) / Le penne ha perdute /
    Il sangue d'Italia / Bevé col cosacco / Il sangue polacco (13) / Ma il cor lo bruciò.



    (1) La cultura di Mameli è classica ed è forte in lui il richiamo alla romanità. L'Italia, ormai pronta alla guerra contro l'Austria, si cinge la testa, in senso figurato, (s'è cinta la testa) con l'elmo dell'eroico generale romano Publio Cornelio Scipione, detto poi l'Africano, (Scipio) che nel 202 a.C. sconfisse il generale cartaginese Annibale nella famosa battaglia di Zama (nella attuale Algeria), riscattando così la precedente sconfitta di Canne e concludendo la seconda guerra punica. Dopo la disfatta, Cartagine sottoscrisse il trattato di pace con Roma per evitare la totale distruzione.
    (2) Qui il poeta si riferisce all'uso antico di tagliare le chiome alle schiave per distinguerle dalle donne libere che portavano invece i capelli lunghi. Dunque la Vittoria deve porgere la chiome perché le venga tagliata quale schiava di Roma sempre vittoriosa.
    (3) La coorte, cohors, era un'unità da combattimento dell'esercito romano, decima parte di una legione; nulla a che vedere con la corte.
    (4) Qui a tutti tremano le vene dei polsi, altri fanno scongiuri, ma vale la pena ricordare che l'autore fu coerente con le sue parole.
    (4a) Mameli sottolinea il fatto che l'Italia non è unita. All'epoca infatti (1848) era ancora divisa in sette Stati.
    (5) A dire la verità si potrebbe intravedere in questi versi un sentimento democristiano ante litteram, ma è nota la religiosità di Mazzini, spesso deriso per questo da Marx con il nomignolo di Teopompo.
    (6) Il verso "Uniti per Dio" in alcune versioni appare come "Uniti con Dio", per non essere confusa con l'espressione popolare e quasi blasfema "per Dio" ancora oggi in uso nel linguaggio popolare italiano. Nel poema però il verso è derivato da un francesismo che significava "da Dio" o "attraverso Dio".
    (7) Ossia la battaglia in cui i comuni italiani uniti in lega e guidati da Alberto da Giussano batterono il Barbarossa. E qui va detto che Bossi ha toppato scegliendo un eroe che combatte contro i tedeschi, alleato con il Papa di Roma e non viceversa. Ma si sa che la storia non è il suo forte.
    (8) In questa strofa, Mameli ripercorre sei secoli di lotta contro il dominio straniero. Anzitutto, la battaglia di Legnano del 1176, in cui la Lega Lombarda sconfisse Barbarossa (ovunque è Legnano). Poi, l'estrema difesa della Repubblica di Firenze, assediata dall'esercito imperiale di Carlo V nel 1530, di cui fu simbolo il commissario generale di guerra della Repubblica fiorentina, Francesco Ferrucci (ogn'uom di Ferruccio ha il cor e la mano). Dieci giorni prima della capitolazione di Firenze (2 agosto) egli aveva sconfitto le truppe nemiche a Gavinana. In Firenze fu ferito, catturato ed ucciso da Fabrizio Maramaldo (capitano dell'esercito imperiale), un italiano al soldo dello straniero, al quale rivolge le parole d'infamia divenute celebri "Tu uccidi un uomo morto".
    (9) I "Fascisti" non rientrano nell'affermazione, in quanto "Balilla" è il soprannome di Giambattista Perasso, il ragazzo genovese che con il lancio di una pietra diede inizio alla rivolta popolare di Genova contro gli austro piemontesi il 5 dicembre 1746 .
    (10) Si tratta dei Vespri siciliani, rivolta (1282) degli isolani contro i francesi, che poi per stanarli gli facevano vedere dei ceci e gli chiedevano: cosa sono questi? E loro, non sapendo pronunciare la "c" dolce, dicevano "sesi", e i siciliani giù botte!
    (11) Le truppe mercenarie di occupazione.
    (12) L'aquila bicipite, simbolo degli Asburgo.
    (12) - (13) L'Austria era in declino (le spade vendute sono le truppe mercenarie, deboli come giunchi) e Mameli lo sottolinea fortemente: questa strofa, infatti, fu in origine censurata dal governo piemontese. Insieme con la Russia (il cosacco), l'Austria aveva crudelmente smembrato la Polonia. Ma il sangue dei due popoli oppressi si fa veleno, che dilania il cuore della nera aquila d'Asburgo.

  5. #5
    naufrago
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  6. #6
    Il Patriota
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    Citazione Originariamente Scritto da FdV77
    null'altro da dire?

  7. #7
    naufrago
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    ... che bossi ogni volta che apre bocca mi fa sempre più schifo, sono passato attraverso queste fasi storiche
    1) convinzione (dal 90 al 96)
    2) dubbio ma fiducia inalterata
    3) dubbi sempre crescenti e fiducia sempre inferiore
    4) incazzatura per uno che ha sbagliato involontariamente
    5) disgusto verso un mentitore itagliota

    ... serve altro?



    P.S: qualcuno mi spiega il senso della roba di cui sopra, quella in tedesco, visto che io so l'itagliano, un po' di milanese, un po' di tremezzino, poco bergamasco e un po' di inglese... il crucco mi manca.

  8. #8
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    ahahahahahhahahahahahaha ..che bufffone lo sbirulino itagliano!! Donna marrone colpisce ancora!!

  9. #9
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    Dovunque è Legnano (7),


    (7) Ossia la battaglia in cui i comuni italiani uniti in lega e guidati da Alberto da Giussano batterono il Barbarossa. E qui va detto che Bossi ha toppato scegliendo un eroe che combatte contro i tedeschi, alleato con il Papa di Roma e non viceversa. Ma si sa che la storia non è il suo forte.

  10. #10
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    A questo punto:

    VIVA IL BARBAROSSA!!!


 

 
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