
Originariamente Scritto da
bsiviglia
La Rai tv vista da dietro
Mariuccia Ciotta
La gogna mediatica, le intercettazioni e la violazione della privacy, unmetodo barbaro che tocca persone non indagate e rivela «crimini morali» non giudicabili da un magistrato... e via dicendo. Editorialisti, politici, intercettati e non, si sollevano contro l'abuso del gossip, invocano leggi contro e punizione dei giudici a caccia di vip, che distribuiscono a pienemani i dossier delle telefonate hard. In un paese normale, è vero, le intercettazioni dovrebbero riguardare più i malavitosi che non le istituzioni dello stato. Ma, guarda caso, si parte dal camorrista e si arriva al «re», dal furbetto del quartierino al direttore di banca, dal tangentista ai vertici della Federazione calcio. Che volete, «Gli italiani sono fatti così», titolo della Stampa di ieri che pubblica a documentazione la foto della gomitata diDe Rossi e la faccia spappolata di McBride. Sta tutto qui. Intercetti lo spacciatore di videopoker e ti ritrovi a Porta a Porta, «gli italiani sono fatti così ». Il magistrato «spettacolare» che colpa ha se nei bassifondi pesca sempre il notabile?Dunque, lo «scandalo» che fluisce melmosodalle conversazioni rubate provoca un terremoto che dall'ombra del dietro le quinte balza in primo piano e rivela il «sistema Italia». Ma possiamo dire che non sapevamo e che adesso sappiamo? Tutto era già davanti ai nostri occhi.Nonc'è soluzione di continuità tra le immagini che la tv pubblica (e privata) ci continua a proporre e i retroscena osceni pubblicati dagli stessi giornali che in prima pagina si scandalizzano per le loro nove pagine seguenti. Sotto le luci accecanti dei riflettori tv vediamo scritte una per una le miserie uscite in questi giorni, nella faccia atona delle starlette arrampicate sugli sgabelli alle Notti Mondiali, nei conduttori, intrattenitori e cortigiani che ogni sabato sera e domenica mattina ci hanno comunicato le loro «pratiche basse». Trasmissioni giornalistiche «aggiustate» come la moviola, ospiti presi dal serbatoio degli amici degli amici chiamati a discutere sulla guerra in Iraq, sulla liposuzione o sull'attualità della monarchia, con Vittorio Emanuele attorniato dalla «pupa del capo» in bella mostra, i presentatori con la frezza e senza chenon dubitavamo fossero lì in cambio di qualcosa. Chedifferenza c'è tra i Vespa, Marzullo, Malgioglio, Monsé, Gregoraci etc visti davanti e visti di dietro? Il brusio della loro umiliazione e della nostra all'adesione complice di una tv specchio di questa Italia è già salito forte come un urlo prima e fuori da ogni intercettazione. Quel che ci indigna più dello «scandalo » è la probabile mancanza di scandalo. Che l'assuefazione al format, coniato ed esportato da casa Mediaset/delle Libertà, sia così profondo da provocare solo sghignazzi sulla spiaggia per le avventure sui divani della Farnesina dei vari «pappa» con l'incarico di disegnare la mappa culturale italiana, dallo show del sabato sera all'approfondimento giornalistico. Compreso l'indotto stampa che si abbevera all'ultima news su Briatore e fidanzata del giorno, incappata ora nella rete di quel pazzo di magistrato di Potenza, che mette principi, ballerine e portavoce di partito sullo stesso piano. C'erano già. Adesso anche il cda Rai scopre la «questione morale», in ritardo di un secolo, gli facciamo presente che la questione è politica. Nonchiedete al nuovo direttore generale se ama le bionde o le brune chiedetegli se ha una visione della tv, un'idea di mondo, ormai espanso a culture altre, e che gioca «africano», non sgomita e non si compiace del suo degrado.
http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano...2006/art2.html
In questa melma della Rai può affogare pure l' Unione: sarebbe proprio ora di fare una riforma "zapaterica" come quella che ha fatto il governo spagnolo, sottraendo la tv pubblica ai partiti e al governo del momento.