CALIPARI: CHIESTO GIUDIZIO MARINE, FU DELITTO POLITICO
ROMA - La procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per Mario Lozano, il marines Usa che il 4 marzo del 2005 sparò sulla Toyota con a bordo Giuliana Sgrena e Nicola Calipari. Nella richiesta di giudizio si ipotizza "un delitto politico" che lede gli interessi dello Stato italiano. Circostanza che consentirà di processare Lozano se il gip deciderà il rinvio a giudizio, anche se non presente sul territorio nazionale.
La richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Mario Lozano è stata firmata oltre che dai pm Franco Ionta, Pietro Saviotti ed Erminio Amelio anche dal procuratore di Roma, Giovanni Ferrara. Lozano, attualmente 'irreperibile', è accusato di omicidio volontario e di tentato duplice omicidio. Il nome di Lozano emerse grazie ad una decriptazione fatta da un giovane di Bologna sugli omissis del rapporto redatto dalla Commissione d' inchiesta statunitense sui fatti avvenuti sulla Irish Route poco dopo la liberazione dell' inviata del Manifesto.
La procura ha formalizzato la richiesta di giudizio, nei prossimi giorni sarà fissata l'udienza preliminare, facendo esplicito riferimento all'articolo otto del codice di procedura penale che consente di procedere nei confronti di soggetti che hanno arrecato "offesa a interessi politici dello Stato". Una circostanza che è stata valutata negli ultimi giorni dai pm e sottoscritta dallo stesso procuratore Ferrara. All' identificazione ufficiale di Lozano, in assenza di risposte da parte degli americani alla rogatoria internazionale inoltrata dalla procura all' indomani della morte di Calipari, si è comunque arrivati per altre vie.
Secondo la ricostruzione dei magistrati romani, incentrata soprattutto sull' esito di una consulenza tecnica, la Toyota Corolla fu colpita da tre raffiche sparate da un' unica mitraglietta automatica M240 calibro 7.62, in dotazione all' esercito Usa. Calipari, per i consulenti, morì dopo essere stato raggiunto dalla seconda raffica. "Esplodere numerosi colpi di mitragliatrice all' indirizzo dell' abitacolo di un' autovetturà da una distanza così ravvicinata (la prima raffica tra i 100 ed i 130 metri di distanza) - scrissero i consulenti - é da giudicare indubbiamente condotta idonea e diretta a cagionare la morte degli occupanti".
Secondo gli stessi esperti balistici, che a lungo hanno esaminato la Toyota Corolla, 'si deve ritenere che i primi colpi siano stati esplosi da una distanza (approssimativa) compresa tra 100 e 130 metri; gli ultimi da una distanza (approssimativa) compresa tra 45 e 65 metri'. Per gli stessi consulenti nominati dalla procura, 'sicuramente la prima raffica colpi' l' autovettura, in movimento, mentre procedeva ad una velocità valutabile in 60-65 chilometri orari; la seconda ad una velocità valutabile in 44-54 chilometri orari; gli ultimi colpi la raggiunsero quando era ormai praticamente fermà. I risultati della consulenza non furono sottoscritti dai rappresentanti della Sgrena e da Carpani, convinti che a fare fuoco sull' auto furono almeno due armi.
Lozano, newyorkese del Bronx, due figlie di 12 e 15 anni, appartenente alla New York Army National Guard, il 4 marzo 2005 svolgeva il compito di mitragliere del veicolo di blocco al Check point 541, disposto sulla Irish Route, strada che collega il centro di Baghdad all' aeroporto.
PM, COME PARTE LESA ANCHE PRESIDENZA DEL CONSIGLIO
L' uccisione del funzionario del Sismi Nicola Calipari, indipendentemente dalla volonta' di chi sparo', ha prodotto un danno obiettivamente un danno allo stato italiano. E', questo, uno dei motivi per i quali i pm che hanno sollecitato il rinvio a giudizio del soldato Usa Mario Lozano per la morte di Nicola Calipari hanno individuato come parte lesa nel procedimento anche la presidenza del Consiglio dei ministri.
In margine al capo di imputazione, secondo quanto si e' appreso, i pm Franco Ionta, Pietro Saviotti ed Erminio Amelio spiegano le ragioni per le quali, oltre ai familiari di Calipari, a Giuliana Sgrena ed a Andrea Carpani, si indica tra le parti lesi anche la Presidenza del Consiglio. In particolare, spiegano che i fatti avvenuti il 4 marzo dello scorso anno hanno coinvolto, oltre ad una cittadina italiana presente in Iraq per l' esercizio di attivita' giornalistica, due funzionari pubblici in missione, soggettivamente ed oggettivamente impegnati nel sequestro con finalita' di terrorismo della Sgrena e, quindi nell' esercizio di attribuzioni concernenti la sicurezza dello Stato, la cui lesione ha imposto di individuare come persona offesa la Presidenza del consiglio dei ministri.
Quanto al rilievo penale, i pm romani contestano a Lozano i reati di omicidio volontario e di tentato omicidio perche' in esecuzione di un medesimo disegno criminoso - e' detto nel capo di imputazione - sparando numerosi colpi di arma da fuoco con un mitragliatore automatico M240 contro l' auto Toyota Corolla sulla quale viaggiavano Nicola Calipari, il maggiore dei carabinieri Andrea Carpani, funzionari del Sismi, e Giuliana Sgrena, appena liberata in seguito ad un sequestro a scopo di terrorismo, provocava la morte di Calipari ed il ferimento di Carpani e Sgrena.
DI PIETRO, IPOTESI DELICATA OMICICIDIO POLITICO
''Condividiamo l'idea che attraverso un processo si possa accertare la responsabilita' di chi ha provocato la morte di Calipari''. Il Ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, leader di Italia dei Valori, lo indica in una nota, aggiungendo che ''la questione della responsabilita' politica e' molto delicata, perche' ci ritroviamo di fronte ad una situazione che vorremmo riuscire a comprendere al meglio e siamo certi che la magistratura fara' il proprio corso''.
Per Di Pietro ''la questione e' capire se il marine ha sparato all'improvviso (si tratterebbe quindi di omicidio colposo) oppure se veramente si tratta di omicidio politico''. Se cosi' fosse, per il ministro ''la questione diventerebbe molto grave, perche' oltre alla colpa dell'esecutore dell'omicidio, ci ritroveremmo a scoprire anche il mandante e quindi ad una filiera di persone responsabili della morte di Calipari. La situazione - sottolinea - e' quindi delicata, perche' se la magistrature accertasse la responsabilita' politica dell'omicidio Calipari, ci troveremmo a dover ridiscutere dei rapporti diplomatici con l'alleato americano''.




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