Ieri Prodi, in occasione dell'incontro "incontriamoci nel Partito Democratico", ha invitato vari movimenti che si autodefiniscono cattolici.
Come, ad esempio, i "Cattolici del dissenso per la libertà", che sostengono sacerdoti, religiosi e religiose che "hanno deciso di non mantenere il voto di castità e si sono sposati".
E poi ci sono i Cattolci di "Noi siamo Chiesa", quei "Cattolici Adulti" a cui ha fatto appello Prodi in occasione del referendum sulla legge 40, e che poi sono andati alle urne. Questi adulti che ammettono di essere d'accordo coi pacs, che difendono la legge 194 nella sua applicazione, che chiedono "la piena approvazione da parte della Chiesa dei diritti a gay e lesbiche".
Ultimi ma non ultimi, i "cattolici progressisti" come si autodefiniscono di Adista, che come quelli che li precedono non sono d'accordo su nulla con la Chiesa.


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