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  1. #1
    bluedanube
    Ospite

    Predefinito Fbi: ''Nessuna forte prova lega Bin Laden all'11/9"

    L'agenzia investigativa federale americana ammette che non esistono riscontri al fatto che Osama bin Laden abbia avuto parte nell'attentato delle Twin Towers. Pubblichiamo un articolo dal "Muckraker Report" tradotto per www.comedonchisciotte.org da Alcenero (Maroc) e a seguire una nota di Giulietto Chiesa.

    Lo scorso weekend, una provocatoria mail circolava nei news groups di internet, portando all'attenzione la pagina web dell' FBI Most Wanted Terrorist [il maggior terrorista ricercato n.d.t.] su Usama Bin Laden [1]. Nella mail si chiedeva: "Perché il poster Most Wanted di Usama Bin Laden non fa alcuna connessione con gli eventi dell' 11 Settembre 2001?" L' FBI nella sua pagina web su Bin Laden dice che Usama Bin Laden è ricercato in relazione alle esplosioni del 7 Agosto 1998 alle ambasciate degli Stati Uniti di Dar Es Salaam, Tanzania, e Nairobi, Kenya. Secondo l' FBI, questi attacchi hanno ucciso oltre 200 persone. L' FBI conclude i suoi motivi per "ricercare" Bin Laden dicendo, "Inoltre, Bin Laden è sospettato di altri attacchi terroristici in ogni parte del mondo."

    Il 5 Giugno 2006, Muckraker Report ha contattato la sede dell' FBI, (202) 324-3000, per sapere perchè il manifesto Most Wanted di Bin Laden non indicava che Usama è anche ricercato in connessione con l'11-9. Muckraker Report ha parlato con Rex Tomb, Direttore per la Pubblicità Investigativa per l' FBI. Quando gli si è chiesto perché non c'è menzione dell' 11-9 nella pagina web Most Wanted di Bin Laden, Tomb ha detto, "La ragione del perché l'11-9 non è citato nella pagina Most Wanted di Bin Laden è che l' FBI non ha nessuna forte prova ["hard evidence"] che collega Bin Laden all' 11-9"

    Sorpreso dalla semplicità con cui questo portavoce dell' FBI ha fatto un'affermazione così stupefacente, ho chiesto, "Come è possibile?", Tomb ha continuato, "Bin Laden non è stato formalmente accusato in relazione all' 11-9." Ho chiesto, "Come funziona ciò ?", Tomb ha continuato, "L' FBI raccoglie prove. Appena le prove sono state messe insieme, vengono girate al Dipartimento di Giustizia. Il Dipartimento di Giustizia poi decide se ha abbastanza prove da presentare ad un grand jury federale. Nel caso del bombardamento del 1998 alle Ambasciate degli Stati Uniti, Bin Laden è stato formalmente accusato e incolpato da un grand jury. Non è stato formalmente accusato e incolpato in relazione all' 11-9 perché l'FBI non ha una forte prova che lega Bin Laden all' 11-9."

    Non serve molto tempo perchè il vero significato di queste affermazioni dell' FBI inizi a punzecchiarvi il cervello e ad alzare la vostra pressione sanguigna. Se la pensate come la penso io, in veloce sequenza starete lottando con uno sbarramento di domande veramente potenti che devono avere una risposta. Prima di tutto, se il governo USA non ha abbastanza forti prove che legano Bin Laden all' 11-9, come è possibile che ha avuto abbastanza prove da invadere l' Afghanistan per "stanarlo dalla sua grotta"? Il governo federale afferma che ha invaso l'Afghanistan per "sradicare" Bin Laden e i Talebani . Attraverso le teste parlanti nei maggiori media, l' Amministrazione Bush ha detto al popolo Americano che Usama Bin Laden era il Nemico Pubblico Numero Uno e che era responsabile per la morte di quasi 3000 persone l'11 Settembre 2001. Eppure quasi conque anni dopo, l' FBI dice che non ha una forte prova che lega Bin Laden all' 11-9.


    Poi c'è il video "confessione" di Bin Laden che è stato rilasciato dal governo USA il 13 Dicembre 2001. Molti Americani ricordano questo video. Era il video che mostrava Bin laden con alcuni dei suoi compagni mentre raccontava deliziato gli attacchi terroristici contro gli Stati Uniti dell' 11 Settembre. Il Dipartimento della Difesa, per accompagnare questo video, emise un comunicato stampa in cui il Segretario alla Difesa Donald H. Rumsfeld diceva, "Prima della scoperta di questo video non c'era alcun dubbio sulla responsabilità di Bin Laden negli attacchi dell' 11 Settembre."[2]Ciò che Rumsfeld voleva dire nella sua affermazione era che Bin Laden era il noto pianificatore dietro l'11-9 pure prima del "video confessione" e che il video semplicemente serviva a confermare ciò che il governo USA già sapeva, cioè che Bin Laden era responsabile per gli attacchi dell 11-9.

    In un articolo della BBC News [3] che riportava l'uscita del "video confessione dell' 11-9", si diceva che il Presidente Bush aveva esitato a rilasciare il nastro perché sapeva che sarebbe stato un vivido promemoria delle loro perdite per molte persone. Ma, sapeva anche che sarebbe stato "una devastante dichiarazione" della colpevolezza di Bin Laden. "Lo prenderemo," disse il presidente Bush. "Vivo o morto, non ha importanza per me."

    In un articolo della CNN [4] riguardante il nastro di Bin Laden, l'allora Sindaco di New York Rudy Giuliani disse che "il nastro toglie ogni dubbio che la campagna militare USA con obiettivo Bin laden e i suoi complici sia più che giustificata." Il Senatore Richard Shelby, Repubblicano dell'Alabama, vice direttore del Comitato per l'Intelligence del Senato, disse, "L'uscita del nastro è centrale per informare la gente nel resto del mondo che non crede che Bin Laden fosse coinvolto negli attacchi dell' 11 Settembre." Shelby proseguì dicendo "Non so come possano negarlo dopo aver visto questo nastro." Bene Senatore Shelby, apparentemente il Federal Bureau of Investigation non è convinto della confessione registrata, allora perché Lei lo è?

    Il Muckraker Report ha cercato, senza riuscirici, di trovare una fonte con le autenticazioni del "video confessione" di Bin Laden da parte del Governo USA. Però, è inoppugnabile che l'Amministrazione Bush e il Congresso USA, insieme ai media perfettamente allineati , ha mostrato il video come se fosse autentico. Allora perché l'FBI non vede il "video confessione" come una forte prova? Dopo tutto, se l'FBI stesse indagando su di un crimine come il traffico di droga e trovasse un video di membri di un cartello della droga che parlano apertamente di una riuscita operazione di distribuzione negli Stati Uniti, quel video sarebbe presentato ad un grand jury. I partecipanti del video che vengono identificati sarebbero formalmente accusati, e se catturati, il video da solo sarebbe usato come una prova sufficiente in una corte federale per intrappolarli ad una condanna . Allora perché il "video confessione" di Bin Laden non sta avendo lo stesso peso con l'FBI?

    Ricordatevi, il 5 Giugno 2006, il portavoce dell' FBI, Direttore per la Pubblicità Investigativa, Rex Tomb ha detto, "L' FBI non una forte prova che lega Usama Bin Laden all' 11-9." Questo dovrebbe essere in tutto il mondo il titolo principale. La sfida per il lettore è trovare perché non lo è. Perché i mezzi di informazione USA hanno letto ciecamente i copioni sull'11-9 forniti dal governo, piuttosto che investigare senza preferenze, pregiudizi o preconcetti gli eventi dell' 11 Settembre 2001? Perché i media USA hanno messo nella loro lista nera ogni ospite che avrebbe potuto parlare di un cover-up sull' 11-9 sponsorizzato dal governo, piuttosto che cercare queste persone che hanno da dire qualcosa che è contrario al racconto del governo? E in quelle poche, rare occasioni quando un contestatore dell' 11-9 è riuscito ad entrare nell'etere, perché i maggiori media hanno ridicolizzato l'ospite come un matto cospirazionista, piuttosto che ascoltare le prove che sollevano chiaramente validi interrogativi sul racconto dell' 11-9 fatto dal governo? Perché il Grande Conglomerato dei Media è ciecamente soddisfatto della storia del governo sull' 11-9 quando tante informazioni verificabili che la contraddicono sono disponibili con pochi click di mouse?

    Chi è che controlla il messaggio dei media, e perché i media USA hanno accusato Usama Bin laden degli eventi dell' 11 Settembre 2001, ma il governo USA non lo ha fatto? Come è possibile che l'FBI non ha una "forte prova" che lega Usama Bin Laden agli eventi dell' 11 Settembre 2001, mentre i media USA hanno mandato in onda la storia della connessione tra Bin Laden e l'11-9 per 5 anni come se avessero delle prove definitive che Bin Laden è responsabile del crollo delle Twin Towers, dell' attacco al Pentagono, e della distruzione dello United Flight 93?

    …Nessuna forte prova lega Usama Bin Laden all'11-9…Pensateci.
    di Ed Haas
    da Muckraker Report
    Fonte: http://www.teamliberty.net/
    Link: http://www.teamliberty.net/id267.html
    07.06.2006
    Traduzione per www.comedonchisciotte.org di ALCENERO (Marcoc)

  2. #2
    bluedanube
    Ospite

    Predefinito Il commento di Giulietto Chiesa

    Dunque, tiriamo le somme. Oggi l'FBI, per bocca di un suo portavoce ufficiale, Rex Tomb , afferma che “non ci sono prove sostanziali” che individuino la responsabilità di Osama bin Laden negli attentati dell'11 settembre. Per questa ragione il “most wanted” criminale mondiale non viene incolpato dell'attentato sul sito ufficiale del Federal Bureau of Investigation.

    Facciamo ora un passo indietro, esattamente al 2 ottobre 2001. E' agli atti una dichiarazione dell'allora Segretario Generale della Nato, Lord Robertson, che informa il pubblico che “questa mattina” , gli Stati Uniti “hanno informato il Consiglio Nord Atlantico dei risultati dell'investigazione sulle responsabilità degli orribili attacchi dell'11 settembre”. Il relatore fu l'ambasciatore Frank Taylor, coordinatore del Dipartimento di Stato Usa per l'anti- terrorismo.

    Lord Robertson dice che il briefing “è segreto” (classified) e non può dare i dettagli. Ma aggiunge che le stesse informazioni (classified) vengono date “dagli Stati Uniti agli alleati nelle loro capitali”.

    Quali furono queste conclusioni (di cui, peraltro, non è mai stato reso noto il contenuto, fino al momento in cui scriviamo)? Secondo le parole di Lord Robertson, “I fatti sono chiari e inequivocabili (compelling). L'informazione data individua conclusivamente un ruolo di Al-Qaeda negli attacchi dell'11 settembre. Noi sappiamo che le persone che hanno realizzato quegli attacchi facevano parte di una rete terroristica mondiale di Al-Qaeda, guidata da Osama bin Laden e dai suoi aiutanti chiave, e protetta dai taliban.”

    E' “sulla base di queste informazioni”, date allora per certe, ma oggi niente affatto certe, che gli Stati Uniti hanno invocato l'applicazione, per la prima volta nella loro storia, dell'articolo 5 del Trattato di Washington (quello che fu firmato appunto a Washington, in piena guerra jugoslava, nel 1999, e che rivoluzionava il trattato dell'Alleanza Atlantica permettendole di uscire dai suoi confini e di svolgere funzioni di guardia praticamente su tutto il globo terracqueo) .

    Fu sulla base di quella informazione niente affatto certa, che le Nazioni Unite furono trascinate a legittimare la guerra contro l'Afghanistan che era già stata decisa unilateralmente da Washington.

    Fu dunque sulla base di informazioni non certe che gli alleati occidentali degli Stati Uniti furono spinti a dare il loro assenso a un atto di guerra contro un Paese sovrano.

    La nuova maggioranza del governo di centro-sinistra sembra pronta a rifinanziare la missione italiana in Afghanistan. Ma dovrebbe ripartire da queste precise circostanze. Quella operazione fu illegittima, dal punto di vista sostanziale e formale. Esattamente come fu illegittima quella della guerra irachena.

    Peggio ancora: la Nato, in Afghanistan, sta per fondere (confondere) le sue attività con quelle di Enduring Freedom, la guerra americana contro i taliban, che è continuata in tutti questi anni. Il che significa che le truppe italiane, fino ad ora coperte dalla foglia di fico di una presenza limitata a funzioni di polizia, saranno impegnate (già lo sono) in operazioni di guerra vera e propria. E, com'è evidente, sotto il comando di ufficiali statunitensi.

    Operazioni per le quali non hanno alcun mandato e che, alla luce di quanto qui stiamo dicendo, non possono essere in alcun modo approvate, essendo parte di una situazione di evidente illegalità internazionale.


    Giulietto Chiesa

    Note:
    [1] Federal Bureau of Investigation, Most Wanted Terrorists, Usama Bin Laden, http://www.fbi.gov/wanted/terrorists/terbinladen.htm, [Visitato il 31 Maggio 2006]

    [2] United States Department of Defense, News Release, U.S. Releases Videotape of Osama bin Laden , 13 Dicembre, 2001,, [Visitato il 5 Giugno 2006]

    [3] BBC News, Bin Laden video angers New Yorkers , 14 Dicembre 2001, Peter Gould,, [Visitato il 5 Giugno 2006]

    [4] CNN, Bin Laden on tape: Attacks 'benefited Islam greatly" , 14 Dicembre 2001,, [Visitato il 5 Giugno 2006]

  3. #3
    Sospeso/a
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    il che fa pensare che un giorno "lo prenderanno" e processeranno e sarà assolto per insufficienza di prove e vivrà felice e contento la vecchiaia insieme al vecchio amico Bush

  4. #4
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    Ma in ogni caso autoaccusarsi di un delitto non è mica una prova piena.
    Bisogna sempre indagare e bene.
    Trovare i riscontri, come si usa dire.
    Se in Italia non abbiamo ancora saputo e dubito che lo sapremo mai che è stato l'ideatore ed il mandante della strage di Bologna, dubito fortemente che si saprà mai chi veramente ha deciso la strage di New York.



    p.s. quando accosti la presunta verità sulle due torri al rapporto Warren gli americanisti si incazzano come bestie.
    Ma..........lo stile è quello.

  5. #5
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    Predefinito

    Questo è un colossale fallimento per la giustizia americana che dopo 5 anni non è ancora riuscita imbastire uno straccio di processo sull'11 settembre. L'unico procedimento aperto è a carico di una persona di cittadinanza francese arrestata prima del fatidico giorno. Intanto, però, le varie galere americane in giro per il mondo sono piene di persone che non sono accusate di nulla, ma marciscono e marciranno ancora non si sa per quanto.
    Vorrei far notare che molte cose che l'ammistrazione americana ha fatto dopo l'11-09-01, come le invasioni di Afghanista e Iraq erano già oggetto di dibattito prima degli attentati ,almeno nei circoli della classe dirigente statunitense. Semplicemente gli USA hanno sfruttato la grande emozione suscitata dagli attentati per fare cose di cui discutevano da tempo, ma che non aveva messo in atto perché l'opinione pubblica e una parte della classe dirigente non le avrebbe accettate.
    Meditiamo meditiamo

  6. #6
    bluedanube
    Ospite

    Predefinito Missione in Afghanistan: basta ipocrisie

    interviste: Il generale Mini: "Non si può ignorare la sovrapposizione tra Isaf e Enduring Freedom"
    Afghanistan - 20.6.2006
    La situazione in Afghanistan peggiora di giorno in giorno. Gli Usa e la Nato, che guida la missione Isaf, chiedono a tutti gli alleati un maggiore contributo militare. All'Italia, nello specifico, il segretario generale dell'Alleanza Atlantica, Jaap de Hoop Scheffer, ha chiesto un incremento del nostro contingente (attualmente di circa 1.300 uomini). Il governo italiano sta ora valutando l'invio di sei cacciabombardieri Amx, di elicotteri da combattimento e di un contingente di forze speciali.
    Generale Mini, non le pare che simili mezzi e forze siano poco compatibili con una missione "di pace"?

    Il problema dell’ampliamento della missione Isaf-Nato, e quindi anche della partecipazione militare italiana, è di carattere giuridico prima che operativo. In quanto tale, esso diventa istituzionale e non può essere lasciato alla sola valutazione tecnico-militare. Il problema nasce dall’inserimento di Isaf in un contesto artificiosamente dichiarato post-bellico e dalla sottovalutazione della capacità dei guerriglieri talebani di costituire un’aperta minaccia nei riguardi delle forze Usa, del governo di Kabul e di chiunque lo appoggi.

    Quindi secondo lei, generale, non è vero che la guerra in Afghanistan è finita, come tutti continuano a dire?

    La guerra contro i talebani, parte essenziale di ‘Enduring Freedom’, non è mai finita. Gli Stati Uniti hanno ridotto le forze e altre nazioni hanno dato un modesto contributo, ma la guerra si è spostata laddove si spostavano i resti del precedente regime afgano. Queste forze si sono riorganizzate e, con l’aiuto esterno, stanno destabilizzando vaste aree del paese. Nessuno ha dichiarato la fine delle ostilità con i talebani. E’ stata anche scartata l’idea di convocare i talebani a un tavolo della pace e imporre le condizioni dei vincitori perché così facendo si sarebbe riconosciuta la legittimità internazionale del loro governo, che non era stato riconosciuto dalle Nazioni Unite, ma che era stato interlocutore ufficiale di tutti e perfino degli Stati Uniti. Né nessuno ha pensato a trascinare ciò che restava della dirigenza talebana sconfitta davanti ad un tribunale internazionale per crimini contro l’umanità. L’operazione ‘Enduring Freedom’, la guerra contro i talebani, continua ed è stata inserita nel quadro più vasto della ‘Guerra al Terrore’. Il che significa che è destinata a durare ancora a lungo.

    Una guerra che gli Stati Uniti, impegnati altrove, vogliono lasciar combattere agli alleati Nato, Italia compresa, che però sono in Afghanistan nell’ambito di una missione che non è di guerra. Se la missione Isaf della Nato “eredita” la guerra ‘Enduring Freedom’ degli Usa non si crea un cortocircuito, una sovrapposizione poco chiara tra due missioni di natura diversa?

    Oggi, le forze di ‘Enduring Freedom’ non sono oggettivamente sufficienti a controllare militarmente il territorio minacciato, ed è per questo che gli Stati Uniti hanno chiesto alla Nato un maggior coinvolgimento. Ma per giustificarlo, non si è chiesto di partecipare alla guerra e ampliare ‘Enduring Freedom’. Si è preferito rimanere ancorati al criterio iniziale di Isaf, ovvero al quadro di una missione che – come dice il suo stesso nome – è di assistenza al mantenimento della sicurezza in appoggio al governo di Kabul. Il progetto di Isaf, inizialmente concentrato solo nella capitale afgana, prevedeva che, mano a mano che l’autorità del nuovo governo veniva riconosciuta e che veniva negoziato lo scioglimento delle milizie personali dei signori della guerra locali, le forze di sicurezza afgane avrebbero progressivamente esteso il proprio controllo ad altri territori, con il sostegno di Isaf laddove necessario.

    Quindi lo scopo originario della missione Isaf era solo quello di sostenere la graduale espansione dell’autorità del nuovo governo di Kabul nelle zone già “pacificate” dalla missione ‘Enduring Freedom’. Ma nella realtà non è questo che sta accadendo: Isaf si sta sostituendo a ‘Enduring Freedom’ nella fase di “pacificazione” di un territorio. Non è così?

    Le zone prescelte per l’ampliamento di Isaf, ovvero il sud dell’Afghanistan, non sono quelle pacificate da ‘Enduring Freedom’, ma anzi proprio quelle in cui la guerra contro i talebani continua con vere e proprie offensive militari, seppur di carattere asimmetrico. Chi assume la responsabilità della sicurezza in queste aree si deve predisporre per fare due cose: la guerra contro i talebani, al posto o al fianco degli Usa, o la repressione di una rivolta armata interna, al fianco o al posto del governo afgano – un governo che molti degli stessi signori della guerra che ne fanno parte considerano ininfluente, che molti ribelli considerano illegittimo e che i talebani considerano d’usurpazione.

    Ma se Isaf è diventata una missione di guerra “ereditando” di fatto le funzioni di ‘Enduring Freedom’ – il che spiega la necessità di mandare caccia bombardieri e forze speciali – non lo si dovrebbe dire chiaramente? Non ci dovrebbe essere una seria e franca discussione sul mutamento del mandato Isaf?

    Il fatto che i contingenti Isaf dovranno farsi carico della guerra ai talebani, per conto di Washington o di Kabul, impone senza dubbio la necessità di un esame serio della situazione e lo scioglimento dei nodi giuridici. Non ci sono dubbi che in ambito Nato e in Italia si possa fare serenamente. Se si decide per l’opzione militare, il vero impegno istituzionale diventa quello di calibrare lo strumento militare da costituire e le regole d’ingaggio in relazione alla reale situazione e a un nuovo mandato. La cosa peggiore che possa succedere è che si assumano nuovi impegni e nuovi rischi mantenendo i vecchi criteri d’impiego e le ipocrisie di sempre: fingendo che la situazione sia “normale”, ignorando o negando l’evidenza della sovrapposizione di Isaf a ‘Enduring Freedom’, spacciando per ricognitori di campi d’oppio dei caccia bombardieri e per missionari di pace degli incursori e sabotatori superaddestrati all’infiltrazione in territorio ostile e alla guerra asimmetrica.
    Enrico Piovesana
    PeaceReporter

    Fabio Mini è Tenente Generale dell'Esercito italiano.
    Le sue specializzazioni militari includono quelle in missili anti-carro e difesa NBC, Ufficiale addetto alla Pubblica Informazione della NATO, Ispettore CBM per gli Accordi di Stoccolma ed in Operazioni Psicologiche. Ha comandato tutti i livelli di unità meccanizzate, dal Plotone alla Brigata. Il suo ultimo incarico operativo è stato quello di comandante della Brigata “Legnano” durante l’operazione “Vespri Siciliani” contro il crimine organizzato in Sicilia.
    E’ stato in seguito responsabile della preparazione, addestramento e primo schieramento della Brigata in Somalia. I suoi incarichi di Stato Maggiore comprendono quelli di Ufficiale alle Operazioni e Difesa NBC presso il 4º Reggimento Corazzato, e di Capo Sezione di Stato Maggiore presso la Brigata Meccanizzata “Granatieri di Sardegna”.
    Dal 1979 al 1981 è stato assegnato negli Stati Uniti presso la 4º Divisione di Fanteria a Fort Carson, nel Colorado, dove ha svolto gli incarichi di Ufficiale addetto ai Piani ed Operazioni, Secondo in Comando della Divisione Esercitazioni e Valutazioni (EED) e Capo della Divisione Esercitazioni e Valutazioni/Centro Simulazione Combattimento.
    Al suo ritorno in Italia ha prestato servizio quale Ufficiale Addetto al Reparto Impiego del Personale dello Stato Maggiore dell’Esercito, Capo dell’Ufficio Studi e Coordinamento dello Stato Maggiore dell’Esercito, Capo dell’Ufficio Pubblica Informazione e Portavoce del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito.
    Dal 1993 al 1996 ha svolto l’incarico di Addetto Militare a Pechino, Repubblica Popolare Cinese. Con il grado di Generale di Divisione, ha diretto l’Istituto Superiore di Stato Maggiore Interforze (ISSMI).
    Nel 1999 ha svolto due incarichi concomitanti presso lo Stato Maggiore della Difesa quali Capo dell’Ufficio Generale per le Comunicazioni e la Pubblica Informazione e Capo dell’Ufficio Generale di “Euroformazione”.
    A partire dal gennaio 2001 ha assunto la funzione di Comando Interforze delle Operazioni nei Balcani.
    Nel 2002 il generale Mini ha assunto il comando delle operazioni di pace in Kosovo a guida NATO (KFOR).
    Le sue decorazioni comprendono l’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (OMRI), la Medaglia al Merito Mauriziana, la Medaglia di Lungo Comando, la “U.S. Army Commendation Medal” e la Medaglia “BA YI” della Repubblica Popolare Cinese.
    Ha scritto molto su questioni militari, strategiche e geopolitiche. Tra i suoi lavori i libri: “Comandare e comunicare” (Alinari-Firenze, 1989), e “L’altra strategia” (Franco Angeli-Roma, 1998).
    E’ autore di oltre venti saggi e di molti articoli pubblicati su riviste militari e civili come “La Rivista Militare”, “Limes” e “Heartland”.
    Nel 2001 ha curato la versione italiana del libro “Guerra senza limiti”, i cui autori sono i colonnelli della Repubblica Popolare Cinese Qiao Liang e Wang Xiaosui. Ha fondato e continua a dirigere “Newstrategy”, un istituto di ricerca e studio non a scopo di lucro. E’ membro delle Conferenze Mondiali Pugwash e del Comitato scientifico di Limes. Svolge regolarmente seminari informativi presso le scuole ed i centri di addestramento nazionali dei Servizi di intelligence su questioni strategiche dell’Asia, dell’Estremo Oriente e sul terrorismo e crimine organizzato. (Tratto da AnalisiDifesa)

  7. #7
    bluedanube
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Sandokan80
    Questo è un colossale fallimento per la giustizia americana che dopo 5 anni non è ancora riuscita imbastire uno straccio di processo sull'11 settembre. L'unico procedimento aperto è a carico di una persona di cittadinanza francese arrestata prima del fatidico giorno. Intanto, però, le varie galere americane in giro per il mondo sono piene di persone che non sono accusate di nulla, ma marciscono e marciranno ancora non si sa per quanto.
    Vorrei far notare che molte cose che l'ammistrazione americana ha fatto dopo l'11-09-01, come le invasioni di Afghanista e Iraq erano già oggetto di dibattito prima degli attentati ,almeno nei circoli della classe dirigente statunitense. Semplicemente gli USA hanno sfruttato la grande emozione suscitata dagli attentati per fare cose di cui discutevano da tempo, ma che non aveva messo in atto perché l'opinione pubblica e una parte della classe dirigente non le avrebbe accettate.
    Meditiamo meditiamo
    E infatti: hanno fatto 2 guerre contro 2 stati sovrani senza uno straccio di prova contro chi che sia oltre ai bombardamenti, sotto Clinton, del Sudan e l’Afganistan … siamo alla foglia totale.

  8. #8
    bluedanube
    Ospite

    Predefinito Cheney and Rumsfeld vs. the CIA


    The Associated Press caption says that Big Dick is speaking to a ceremony presenting the Gerald R. Ford Medal for Distinguished Public Service, which "recognizes outstanding public contributions by individuals who reflect the qualities demonstrated by President Ford throughout his public service career."

    Se desiderate sapere perché i Repubblicani hanno preso come bersaglio la PBS, "The Dark Side" la trasmissione della notte scorsa è un esempio.
    After 9/11, Vice President Richard Cheney seized the initiative. He pushed to expand executive power, transform America's intelligence agencies and bring the war on terror to Iraq. But first he had to take on George Tenet's CIA for control over intelligence. "The Dark Side," - FRONTLINE
    [inwin=300]www.pbs.org/wgbh/pages/frontline/darkside/[/inwin]

  9. #9
    Ashmael
    Ospite

    Predefinito

    Ragazzi, io non ne posso più. Qualcuno tirii fuori prove inconfutabili in un senso o nell'altro! Perchè non si può mai essere sicuri?

  10. #10
    Ashmael
    Ospite

    Predefinito

    Ragazzi, io non ne posso più. Qualcuno tirii fuori prove inconfutabili in un senso o nell'altro! Perchè non si può mai essere sicuri?

 

 
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