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  1. #1
    perlavita
    Ospite

    Predefinito "Chi controlla il passato, controlla il presente" (George Orwell)

    Vandea, il genocidio dimenticato. A forza.


    Parla lo storico Secher, perseguitato per aver rivelato i massacri della Rivoluzione francese. Le prove di brutalità raccapriccianti, le stesse dei lager nazisti. Lo sterminio di chi preferiva i preti agli insorti: 117 mila morti (su 800 mila), 10 mila casolari distrutti (su 50 mila). «Diffamato dopo gli studi, mi hanno vietato, l'università, ho perso il lavoro e non riuscivo più a trovarne uno».
    Un giovane storico scopre un genocidio sconosciuto. Per questo, viene perseguitato dal potere. Diffamato, ridotto alla disoccupazione, impedito di diventare docente universitario. Non è accaduto nella Germania di Hitler, né nella Russia di Stalin: è accaduto nella Francia di Mitterrand nell'anno 1985.
    L'incredibile storia la racconta lui stesso, il giovane storico: Reynald Sécher, oggi 37 anni, due lauree (una in storia e una in amministrazione d'impresa) e un 'dottorato di ricerca' post-laurea superato col massimo dei voti.




    I documenti dispersi Secher è in Italia per un giro di conferenze, per presentare il suo libro -Il genocidio vandeano (1793-94), pubblicato in italiano dalla Effedieffe di Milano- che è anche la sua tesi di dottorato, e la rivelazione del genocidio.
    E' un genocidio vecchio: quello che Robespierre perpetrò contro i contadini della Vandea che erano insorti in difesa della fede e dei sacerdoti. "Si sapeva che qualche atrocità era stata ammessa, ma la si meteva sul conto della «guerra civile»", spiega Secher. "Io ho cercato i documenti del massacro in Vandea. Non è stato facile. I documenti erano dispersi, come da un uragano. Ciò che ho trovato è spaventoso. In 18 mesi, fino alla caduta di Robespierre il 27 luglio 1794, i soldati della Rivoluzione uccisero 117 mila persone, su una popolazione totale di 800 mila. 10 mila i casolari distrutti su 50 mila. "La stampa di sinistra ha contestato a Secher l'uso della parola 'genocidio', che per essa va applicato solo ai crimini del ventesimo secolo, non a quelli del 18", ha scritto Jean-Francois Revel su Le Point. "Ma di genocidio si trattò, in Vandea. Lo scopo proclamato era di sterminare la popolazione; non solo i combattenti, ma anche le donne e i bambini. Si distrussero sistematicamente i mezzi di vita della popolazione, case, campi, bestiame, boschi. E non per anarchia, ma per un disegno. Anche quando i ribelli erano ormai ridotti all'impotenza".
    I documenti e le testimonianze recuperate da Secher richiamano paurosamente, fin nei particolari, l'olocausto degli ebrei sotto il Nazismo. Da Parigi, la Convenzione moltiplica ai suoi comandanti in Vandea l'esortazione allo "sterminio" allo "spopolamento", come Himmler ordinava la «soluzione finale». Ad Angers, il tribunale raccoglie le prove, il 6 novembre 1794, che decine di vandeani uccisi sono stati "scorticati dalla cintola in giù", e la loro pelle, conciata, usata per farne pantaloni per i soldati: allo stesso modo, ad Auschwitz, si fecero paralumi con la pelle degli ebrei. A Clisson, nell'aprile, 150 cadaveri di donne furono bolliti per estrarne "10 barili di a grasso, inviati a Nantes". A Chaux, un testimone depone di aver visto "fucilare da 400 a 500 bambini, di cui i maggiori avevano forse 14 anni".

    Teste di morto Non c'erano i lager, ma le 'anticamere della morte', dove i detenuti, in un affollamento inverosimile, eran lasciati morire di fame, stenti e soffocati con suffumigi di catrame. I volontari addetti allo sterminio chiamavano se stessi «Teste di Morto»: lo stesso nome assunto dalle SS della sinistra Divisione «Toten kopf» («Testa di Morto» in tedesco).
    "Ci fu perfino la volontà di creare camere a gas, ma i mezzi tecnici mancarono", spiega Secher. "Un farmacista rivoluzionario di nome Proust fece un esperimento con gas velenosi, ma non funzionò. Come metodo di sterminio, perciò, si ricorse ai barconi, fatti affondare nella Loira col loro carico di donne e uomini denudati. Un secolo e mezzo dopo, i nazisti avrebbero trovato mezzi più efficaci". Delle spaventose scoperte di Secher ha già parlato su Avvenire, il 6 febbraio scorso, Vittorio Messori. Ciò che non si sa in Italia, sono i guai che il libro ha provocato al giovane storico.
    "L'inizio della mia ricerca nasce da una curiosità familiare", racconta lui: "Volevo sapere perché la casa di mia nonna, a Chapelle Basse-Mer che è un paesino della Vandea, era stata ricostruita dopo la Rivoluzione. Pubblicai le prime indagini sul paese. Pierre Chaunu [il famoso storico della Sorbona, ndr] mi incoraggiò ad estendere la ricerca alla repressione dell'intera Vandea: decidemmo che quello sarebbe stato il tema della mia Thèse d'Etat". E' la tesi post-laurea. Secher si mise al lavoro nell'83, contando sulle sovvenzioni che il Ministero dell'Educazione mette a disposizione per simili ricerche storiche. "Stranamente, non sono riuscito ad ottenere un soldo. Ho speso di tasca mia 500 mila franchi, indebitandomi". Anni di ricerche in archivio a Roma, in Usa, persino in Russia: i documenti della tragedia vandeana erano sparsi dovunque, tranne che in Vandea. "Una settimana prima di discutere la tesi, ignoti ladri penetrarono in casa mia e mi rubarono tutte le copie del mio lavoro", racconta Secher. "Per fortuna avevo già depositato gli originali. Due giorni prima dell'esame di Stato, mi si presenta un signore che si spaccia come funzionario del Ministero dell'educazione, e mi dice che non potevo discutere una simile tesi: avrei infangato l'onore della Francia. In cambio del silenzio, mi offrì denaro e un posto sicuro all'Università. Io rifiutai. 'Avrà molte noie', mi disse lasciandomi".
    Nel luglio dell'85, Reynald Secher, che ha allora 29 anni, discute alla Sorbona la sua tesi 'di Stato' davanti a una commissione eccezionalmente portata a sette membri, invece dei cinque usuali. Domande minuziose, un interrogatorio ostile. Ma presiede la commissione il professor Channu, di cui Secher è allievo; e un altro suo docente, Francois Meyer dell'Università di Rennes, difende il lavoro dello studente dicendo: "Sono corresponsabile di questa ricerca". La Commissione deve accordargli il massimo dei voti e la menzione d'onore. Il libro verrà pubblicato dalla Presse Universitaire venderà 30 mila copie quasi un best-seller.
    "Ma appena uscito il libro, sono stato vittima di una campagna diffamatoria da parte della stampa di sinistra", racconta Sécher.

    Un linciaggio morale "Sono stato dipinto come un reazionario, un fascista che gettava fango sulla gloriosa Rivoluzione. Max Gallo ha scritto contro di me un libello definendomi un muscardin [dal nome dei picchiatori reazionari che scatenarono la violenza «nera» alla fine della Rivoluzione Francese]". Invano Pierre Channu ha scritto articoli in difesa del suo allievo, s'è perfino mostrato in tv, nella trasmissione Apostrophes, per denunciare il linciaggio morale. "Ho ricevuto minacce di morte al telefono, mi hanno licenziato dal liceo dove insegnavo, mi hanno cacciato dall'Università. Sono rimasto disoccupato per un anno e mezzo: i potenziali datori di lavoro venivano 'dissuasi' dall'assumermi". La sua carriera universitaria è stata troncata. "Proprio quest'anno mi han detto chiaro e tondo che non potrò mai aspirare a una cattedra", dice: "In Francia non si diventa docenti per concorso. Si deve essere cooptati dal corpo dei professori". E per lui non c'è posto in una corporazione dominata dalla sinistra e dai 'laicisti'.
    Un lavoro, Secher ha dovuto inventarselo. Fa l'editore, e stampa libri che raccontano l'altra verità sulla Rivoluzione. "Da poco ho ristampato un 'libro bianco' che Gracchus Babeuf scrisse proprio per denunciare il genocidio in Vandea", dice. Gracchus Babeuf, nato nel 1760, fu ghigliottinato nel 1797, come capo o della Congiura degli Eguali: è uno dei grandi della Rivoluzione, considerato il "padre del comunismo".

    Otto copie di Babeuf
    "Nel 1794 scrisse il suo libro, La guerra di Vandea e il sistema di spopolamento, per denunciare la politica di sterminio voluta da Robespierre". In Francia, le tirature del libro erano state totalmente e deliberatamente distrutte. "Per quanto ne so, ne restano al mondo 8 copie", conclude lo storico. "Quella che ho trovato io era conservata in Urss, dove il «comunista» Babeuf godeva di un culto storico".

  2. #2
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    Molti stati si pavoneggiano come i primi della classe e in questa categoria primeggia sempre la Francia. In realtà tante nazioni hanno i loro scheletri nell'armadio e spesso e volentieri si ergono a giudici dei crimini commessi dagli altri, ma lanciano alti lai quando qualcuno cerca di vedere se per loro sono tutte rose e fiori. La Francia (giustamente) critica la Turchia per il genocidio degli armeni, ma poi reagisce con irritazione quando qualcuno le ricorda la Vandea. Noi italiani diamo lezioni a destra e a manca e poi sorvoliamo sulle modalità con cui si giunse all'unità d'Italia, nessuno si ricorda di Bronte o delle efferatezze compiute dai liberatori sabaudi nei confronti delle popolazioni del sud, ma si sa che in Italia è vietato parlar male di Garibaldi e compagni. E attenzione non stiamo parlando di crimini commessi in lontane colonie, ma di brutali repressioni contro popolazioni metropolitane parte integrante per cultura, etnia e storia di quegli stessi stati.

  3. #3
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    Già cogliona ed oggi anche "indegna di essere italiana"!!!
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    Citazione Originariamente Scritto da antonio
    anche delle "nostre" imprese coloniali, con i suoi risvolti chimici, non si parla granche'..
    .... Non ne sapevo nulla........ Puoi approfondire?

    Io posso solo annotare che gli USA sono stati costruiti sul massacro degli Indiani d'America - e nessuno osa forse pensarci troppo.......

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da antonio
    anche delle "nostre" imprese coloniali, con i suoi risvolti chimici, non si parla granche'..
    Non ne ho parlato perchè, come dicevo, coglievo un'aggravante nel fatto che si trattasse di popolazioni metropolitane che condividevano in tutto come nella Vandea o nel meridione italiano etnia, cultura credo religioso e non di lontani ed esotici lidi.Senza dimenticare che queste azioni furono catratterizzate spesso e volentieri da un odio ideologico e distruttivo che non trova normalmente il pari nelle conquiste coloniali o nella repressione di eventuali rivolte.
    I crimini coloniali sono ovvi, anche se di quelli italiani se ne è sempre parlato un pò meno che di quelli di altre nazioni.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da antonio
    anche delle "nostre" imprese coloniali, con i suoi risvolti chimici, non si parla granche'..
    Domandina semplice semplice: perchè non ti metti un cartello al collo e giri per le strade d'Italia?
    Per sensibilizzare, ovviamente

  6. #6
    Assatanata, cogliona & indegna
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    Già cogliona ed oggi anche "indegna di essere italiana"!!!
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    Citazione Originariamente Scritto da Augustinus
    Domandina semplice semplice: perchè non ti metti un cartello al collo e giri per le strade d'Italia?
    Per sensibilizzare, ovviamente
    E tu quando sarai angelico? Quando smetterai di stuzzicare? Quando ammetterai che sei milioni di ebrei gassati perchè "inferiori" o i pellerossa trucidati in nome degli USA sono un abominio?

  7. #7
    NESSUNA PIETA' PER NESSUNO
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    X AUGUSTINUS:
    cito: "Domandina semplice semplice: perchè non ti metti un cartello al collo e giri per le strade d'Italia?
    Per sensibilizzare, ovviamente
    "

    rispondo dicendo: non fa un gran ridere, la vicenda dovrebbe essere approfondita anche per sfatare il mito: "italiani brava gggèènte".

    Grazie

    bateau

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Elettra_R.
    E tu quando sarai angelico? Quando smetterai di stuzzicare? Quando ammetterai che sei milioni di ebrei gassati perchè "inferiori" o i pellerossa trucidati in nome degli USA sono un abominio?
    Perchè stuzzico?
    Se una persona si vuole fare paladina di una causa civile, perchè non si mette il cartello al collo e si mette a girare le strade d'Italia?
    Mi sembra poi che si sia su un forum cattolico - almeno così penso (o forse sbaglio?) - e quindi si dovrebbe parlare di temi attinenti.
    Semplicemente quelli sollevati non toccano la questione della persecuzione cristiana durante la rivoluzione francese. Era questo il tema. E dunque i vari abboccamenti di antonio e tuoi non azzeccano a nulla. Siete fuori tema.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Elettra_R.
    .... Non ne sapevo nulla........ Puoi approfondire?

    Io posso solo annotare che gli USA sono stati costruiti sul massacro degli Indiani d'America - e nessuno osa forse pensarci troppo.......
    Uno degli studiosi italiani che si sono maggiormente interessati della questione tanto della Libia che dell'Africa orientale (Etiopia e Somalia) mi pare sia Angelo Del Boca. Ironicamente posso dirti che a differenza degli altri imperi coloniali l'Italia fu l'unica a rimetterci dalle sue imprese oltremare, si mosse troppo tardi illudendosi di poter così risolvere il problema del sovraffollamento demografico interno, in Libia non capì di essere seduta su immensi giacimenti di petrolio, e puntò in Etiopia sull'unico stato in grado di resistere militarmente ad un'aggressione occidentale (vedi Adua e altre rovinose sconfitte) per cosa poi? un territorio immenso privo di risorse e bisognoso di immensi investimenti senza ritorno. Nel giro di pochi anni passammo dalla politica delle "Mani nette" enunciata da Cairoli a Berlino alla politica dela conquista di scatoloni di sabbia e altopiani aridi, tutto ciò costò a noi tanto sangue inutile e spese ciclopiche e alle popolazioni oggetto delle nostre attenzioni sofferenze certo maggiori.
    Quanto all'uso delle armi chimiche esse furono usate sia pur senza risultare determinanti soprattutto nelle battaglie degli altipiani centrali, a titolo sperimentale invece che il normale uso tramite bombole o artiglierie terrestri se ne fece un uso principalmente tramite l'aviazione tanto che a noi spetta il discutibile primato di essere stati i primi al mondo ad usare il mezzo aereo per tali scopi.
    Quanto agli USA mi sembra che sia il paese dove la questione sia stata maggiormente sviscerata, fra la fine degli anni sessanta e gli anni settanta la questione è stata affrontata abbondantemente con libri, seminari universitari e diversi film che all'epoca ebbero notevole successo, mi ricordo tanto per citarne un paio Soldato blù ed Il piccolo grande uomo con Dustin Hoffmann.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da bateau_ivre
    X AUGUSTINUS:
    cito: "Domandina semplice semplice: perchè non ti metti un cartello al collo e giri per le strade d'Italia?
    Per sensibilizzare, ovviamente
    "

    rispondo dicendo: non fa un gran ridere, la vicenda dovrebbe essere approfondita anche per sfatare il mito: "italiani brava gggèènte".

    Grazie

    bateau
    Noo ..... invece fa ridere perchè qui non si sta parlando di italiani nè di ebrei nè di pellerossa, ma di cristiani perseguitati durante la rivoluzione francese. Questo è il tema del thread.

 

 
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