MILANO - La "barbarie" delle intercettazioni, i timori sull'esito del referendum, il "gestaccio" ricevuto al bar. Silvio Berlusconi oggi a Milano in veste di consigliere comunale, ha tenuto il discorso di apertura del primo consiglio comunale della legislatura di Letizia Moratti. Un intervento sobrio incentrato intorno al dialogo tra opposizione e maggioranza, dialogo che è "segno di maturità democratica", occasione anche per un saluto al sindaco uscente Gabriele Albertini e al sindaco Letizia Moratti, che saprà "lavorare nello spirito di Milano".
Berlusconi ha detto che gli oltre 53 mila voti avuti dai milanesi sono "un segno di stima che mi ha commosso" e ha spiegato che non intende dimettersi da consigliere, anzi "se il sindaco e la giunta lo vorranno sono a disposizione per dare il mio contributo".
Berlusconi, fuori dall'aula, ha parlato un gestaccio che gli è stato fatto per la strada. "Qualcosa bisogna fare - ha detto - per affrontare la cosa. Non è possibile che un cittadino debba perdere il piacere di circolare". Un discorso finito con una stoccata a certa "stampa di sinistra che non si può dire sia stata un buon maestro".
L'appuntamento a Palazzo Marino è stato preceduto dal pranzo organizzato dallo stesso Cavaliere al ristorante della Scala,riservato per l'occasione. "Ha parlato di tutto - ha spiegato l'assessore Tiziana Maiolo -, del roseto che sta preparando in Sardegna e anche della giustizia". Il discorso non ha potuto prescindere dalle intercettazioni che Berlusconi definisce "una barbarie, cose di una inciviltà assoluta" e auspica "una reazione forte"una reazione forte da parte di tutti, a partire "dalla classe giornalistica e dai direttori di giornali a non farci prendere da una morbosità pruriginosa per un gossip esagerato che viene fuori attraverso una fonte che non è tollerabile. Questo viola la nostra libertà".
E dire che fino a ieri si era parlato delle incompatibilità....


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