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Citazione:
Originariamente Scritto da LUCIO
Preferirei un atteggiamento schiettamente progressista, aperto ad idee di cittadinanza universale
Questo è il punto che, a mio avviso, dovrebbe segnare un netto avanzamento della politica repubblicana rispetto al passato. Cogliere cioè a pieno la portata del valore della laicità oggi, e coniarlo in senso moderno. Non solo quindi come mera contrapposizione al clericalismo, ma come strumento per governare un mondo globale e una società multiculturale.
Sul "moderatismo", sul "terzapolismo", sul "vagamente liberaldemocratico", li ritengo giudizi sommari che non capisco da quali pretese muovano i passi, e che credo nascano solo da un vizio o da un equivoco di fondo sull'approccio alla politica. Così come vengono mossi, li ritengo poco sensati.
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Citazione:
Originariamente Scritto da Ciceruacchio
:-:-01#19
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Ma a questo punto torna con forza la questione settentrionale, questione analizzata nei paragrafi precedenti, e torna con forza perche’ DS e Margherita hanno ampiamente dimostrato di non saper interpretare le esigenze della societa’ del nord, ancorandosi a comportamenti e giudizi non piu’ rispondenti al nuovo sentire della borghesia produttiva delle regioni settentrionali. Basti vedere le folli enunciazioni in campagna elettorale sulla tassazione di patrimoni, risparmi e case.
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Enrico Tupone
Coordinatore regionale
Movimento Repubblicani Europei 21 Giugno 2006
Anche a me molti passaggi dell' articolo di Tupone piacciono, ma c'è un' atmosfera che mi lascia perplesso, ad esempio la frase che ho riportato: folli enuciazioni ?
se si intende la follia ( appunto) di non saper dire il livello di tassazione a cui si pensa , perfettamente d' accordo.
Tassa di successione ? 200.000 euro, no 500.000, no milioni. Case si! no solo le seconde ! no se le seconde somigliano alle prime. I bot , solo i nuovi, anche i vecchi se sono tanti, solo i nuovi e devono essere pure tanti. Alla fine sembrava che il cuneo fiscale si finanziava mettendo una tassa a ricucci sull' anna falchi ( entusiasmo fra gli esattori).
Se è questo che voleva dire Tupone sono con lui totalmente.
A me era venuto il dubbio che invece si volesse dire che bisogna lisciare il pelo dal verso giusto ad una certa parta della borghesia cd produttiva a cui non si può parlare di tasse .
Tutto è capire cosa vuol dire riprendere temi della lega e FI depurandoli del populismo. In che senso il fisco è punitivo ?
Ma forse mi ero fatto fuorviare da quel comunicato congiunto PRI MRE di Cremona che accanto a cose molto positive ha la prtmessa del
"La comune convinzione che sulle tematiche concrete e amministrative occorra ragionare in termini "laici", ossia senza precostituite soluzioni di appartenenza all'uno o all'altro schieramento, ha portato alla conclusione di calendarizzare degli incontri su tematiche specifiche sulle quali insieme riflettere e ragionare per addivenire in termini propositivi e costruttivi a comuni conclusioni per dare un contributo al dibattito e alle scelte strategiche per il futuro della città e della Provincia."
che sarà pure collegata a situazioni locali che non conosco, ma mi ha preoccupato abbastanza
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Siamo perfettamente in sintonia, Lucrezio.
Infatti mi sono soffermato sull'analisi di Enrico Tupone, tralasciando le ultime frasi, che abbozzavano qualche spunto concreto (quello della tassazione compreso). Capire le esigenze del settentrione non significa adottare le ricette scriteriate del centrodestra, ma "osare" qualche proposta forte. In termini di tassazione, sarebbe stato meglio, come dici tu, illustrare un pacchetto di tagli e di incentivi ben precisi, che avessero una copertura certa, piuttosto che sparare cifre a vanvera e ritrattare le cose dette.
Tornando a noi, a mio parere stiamo vivendo un momento estremamente delicato nel campo repubblicano.
A fronte della nostra iniziativa del Forum dei repubblicani, si odono strani cigolii, inquietanti rumori ai piani alti.
Il nostro intento infatti parte dal presupposto di far incontrare le militanze, con un processo molto ponderato e anche graduale, che metta in relazione tutti i repubblicani che già fanno parte del centrosinistra e che coinvolga quella porzione del Partito Repubblicano che ha sempre guardato a sinistra. Il terreno di confronto resta cioè il nostro, senza soluzioni preconcette sul come starci, ma chiarendo bene il punto di partenza e i confini della discussione, che restano ben lontani dal recinto del centrodestra. Su questo si chiamano a discutere tutti coloro che hanno titolo per farlo. Se in questo percorso si aggiunge anche qualche anima del PRI lamalfiano lo fa a titolo personale e non può che essere ben accolta, perché può segnare un principio di sgretolamento e di transumanza di quel partito che col tempo può portarlo definitivamente sulle nostre posizioni. Si tratta comunque di un'iniziativa che, se andrà in porto positivamente, sarà condotta e condivisa dalla base dei rispettivi gruppi, con gli strumenti, i passaggi e le decisioni che saranno ritenute opportune in sede assembleare. E' indicativo, a questo proposito, che questo processo stia prendendo avvio anche in molte situazioni locali, attraverso interscambi e contatti trasversali, sull'onda di questo progetto (su questo, Lucrezio, la tua proposta è stata davvero illuminante).
A fronte di tutto ciò, ai piani alti c'è una sostanziale indifferenza, che sta conducendo a manovre poco chiare.
Più di uno ha parlato di contatti tra Sbarbati e Nucara. Altri oggi parlano senza mezzi termini di contatti tra La Malfa e Sbarbati. Quasi tutti parlano di dissidi striscianti ma inequivocabili tra Nucara e La Malfa. Non è inoltre un mistero che la stessa Sbarbati abbia manifestato l'intenzione di non proseguire e che Adriano Musi sia l'unico possibile sostituto.
Insomma, è difficile decifrare cosa stia succedendo tra le alte sfere. La sensazione è però che qualcosa si muova sopra le nostre teste, e il timore è che si arrivi di fronte ad un fatto compiuto (qualunque esso sia) su cui la base non è chiamata a rispondere.
Per questo io credo che, al punto in cui siamo, sia indispensabile un bagno d'umiltà e una ripresa delle decisioni dal basso. Quello che è successo in alto, in questi anni, ci ha danneggiato profondamente. Se non ci riappropriamo della capacità propositiva, e non conduciamo in porto un processo condiviso dal basso, il popolo repubblicano finirà per disperdersi in mille gocce, come quando si travasa di getto un bicchiere di vino in un bicchier d'acqua, e il vino e l'acqua traboccano e schizzano dappertutto sulla tovaglia.
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Se vogliamo mantenere pulita la tovaglia, cerchiamo di lasciare lamalfino dove si trova... sennò il "processo condiviso" muore prima di iniziare, dai retta a me!