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    Predefinito Sul referendum del 25/26 giugno 2006

    Ma cali devolution! Ma cali federalismu!

    Nosu bolleus sceti una cosa:

    INDIPENDENTZIA E SOTZIALISMU!

    Il 25 e 26 giugno si svolge il referendum costituzionale sulla riforma varata dal precedente governo di centro destra che, tra le altre cose, introduce la c.d. “devolution” nell'ordinamento giuridico dello stato italiano.

    In questi giorni che precedono il voto pare farsi aspra la contrapposizione tra i due fronti: quello del “no”, rappresentato dai partiti del centro-sinistra, che afferma di tutelare l'integrità dell'attuale costituzione e sostiene che la riforma, se approvata col voto popolare, introdurrebbe un sistema di disuguaglianze tra regioni “ricche” (quelle del nord) e “povere” (quelle del sud) e il fronte del “si”, rappresentato dai partiti di centro-destra, che afferma che se non si giunge ad una modifica dell'attuale assetto costituzionale d'ora in poi sarà impossibile modernizzare il “paese” e accusa lo schieramento opposto di conservatorismo.

    All'asprezza dei toni usati dai rappresentanti dei due schieramenti, c'è stato addirittura chi ha “minacciato” il ricorso a metodi non democratici nel caso in cui la riforma non venisse approvata, fanno da contraltare le dichiarazioni, provenienti da entrambe le parti, sulla possibilità, una volta stabilito l'esito del voto, di concordare , contrattare , concertare il futuro assetto giuridico dello stato italiano.

    E' il solito gioco delle forze politiche dell'intero arco istituzionale italiano: dietro un'apparente contrapposizione tra posizioni inconciliabili si cela in realtà un unico, fondamentale, interesse di fondo che guida entrambi gli schieramenti: tutelare gli interessi del proprio referente di classe: la BORGHESIA IMPERIALISTA ITALIANA a discapito degli interessi delle masse popolari!

    Per principio a Manca pro s'Indipendentzia non è contro le elezioni , né ideologicamente, né politicamente, ma tattica mente decide di volta in volta quando , se e come votare.

    Noi abbiamo la ferma convinzione che le priorità del nostro agire politico sulla nostra Terra debbano essere determinate da noi stessi e dagli interessi del nostro referente di classe e non dalle scadenze o dalle dinamiche dell'agenda politica italiana.

    In questo caso noi, indipendentisti-comunisti di Sardigna , non siamo affatto interessati ad entrare nel merito della discussione sul referendum, stabilire se è meglio che vinca il “si” o che vinca il “no”. Non abbiamo alcuna intenzione di farci trascinare dalle beghe interne italianiste, piccolo-borghesi e disfattiste di una consultazione che, anche se referendaria, nulla ha a che spartire con le aspettative di Indipendentzia-Sotzialismu del Popolo Lavoratore Sardo.

    Come Sardi siamo contro la Devolution , in quanto frutto di interessi settari di una parte di borghesia italiana che, partendo dai propri interessi economici e finanziari, cerca di coinvolgere altre classi meno abbienti nelle proprie mire di potere.

    Allo stesso tempo come Sardi siamo contro la difesa e tutela di una carta costituzionale che non ci appartiene , che non ci rappresenta , che lungi da come, da chi e quando è stata scritta costringe il Popolo Lavoratore Sardo a vivere all'interno di un'autonomia regionale finta ed ipocrita ed allo stesso tempo asservito ad uno stato coloniale ed accentratore.

    Per questi motivi a Manca pro s'Indipendentzia si astiene dalla competizione referendaria del 25/26 Giugno, una competizione che non modifica , qualsiasi sia il risultato, lo stato di abbandono, di asservimento e sfruttamento coloniale che lo stato italiano impone alla Sardegna e al Popolo Lavoratore Sardo.

    A Manca pro s'Indipendentzia invita i propri militanti e simpatizzanti e quanti si riconoscono nel nostro progetto politico a disertare la partecipazione al referendum, ad esprimere un astensionismo cosciente : o non andando a votare o annullando la scheda scrivendo: Né devolution! Né federalismo! Deu Bollu INDIPENDENTZIA E SOTZIALISMU!

    NO all'ennesimo inganno dello stato italiano!

    NO alle false promesse dello stato che ci nega la libertà, che ci affama, che ci costringe ad emigrare, che ci nega la nostra identità di Popolo e di Nazione!

    NO ai giochi della borghesia imperialista italiana e al servilismo della classe politica compradora sarda!


    SI all'Autodeterminazione!

    SI all'Indipendenza!

    SI al Socialismo!

    L'unica strada praticabile per il RISCATTO del nostro Popolo è la costruzione di un percorso verso la riappropriazione della NOSTRA IDENTITA' di Popolo e di Nazione , verso la LIBERAZIONE NAZIONALE!
    Gli Indipendentisti Sardi non vogliono né un federalismo solidale né un federalismo di stampo “padano”!!

    NOSU BOLLEUS SU KI FINTZAS A IMOI S'ISTADU ITALIANU
    AT NEGAU A SU POPULU TRABALLADORI SARDU:

    S'AUTODETZIDURA!

    S'INDIPENDENTZIA!

    SU SOTZIALISMU!


  2. #2
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    C'era da aspettarselo, figurarsi se in Sardegna troviamo qualche indipendentista interessato alla nostra scuola,alla nostra pubblica sicurezza o alla nostra sanità.....
    Tanto prima o poi tutti dovranno passare per l'articolo 117.

  3. #3
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  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da mustu
    + o - = ?
    credo che sia coerente con le posizioni indipendentiste disertare il referendum anche perché la campagna non é a difesa di alcuni contenuti progressivi che nella costituzione sono inseriti, ma al contrario a difesa della unitá dello stato italiano.

 

 

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