«Non date ai repubblicani il seggio di Ted Kennedy». Il presidente Barack Obama allo scoccare del primo anno dell'insediamento si trova a fare i conti con il caso Massachusetts. Il seggio tenuto da Ted Kennedy al Senato per 46 anni, infatti, è sul punto di passare nelle mani dei repubblicani. Obama è volato a Boston e ha invitato gli elettori ad appoggiare in massa il candidato democratico nelle elezioni di domani sottolineando che una vittoria dei repubblicani «riporterebbe il paese a muoversi verso la direzione sbagliata». Un successo del repubblicano Scott Brown priverebbe infatti la maggioranza democratica al Senato dei 60 voti necessari per far approvare la riforma sanitaria, il punto numero uno nella agenda legislativa del presidente Usa. «Martedì avrete la responsabilità unica di determinare il responsabile del seggio tenuto per quasi 47 anni da Ted Kennedy - ha detto Obama - La persona giusta è la candidata democratica Martha Coakley». Obama ha sottolineato i legami di Brown con Wall Street. «Le banche non hanno bisogno di un altro voto in Senato - ha detto - Ne hanno già anche troppi».
A rendere più dolorosa e allarmante la possibilità di una sconfitta dei democratici nel voto di martedì in Massachusetts è il fatto che il candidato repubblicano Scott Brown ha usato contro la rivale democratica Martha Coakley tutti gli argomenti anti-Obama che saranno sfruttati dai repubblicani nelle elezioni di midterm del novembre prossimo, che secondo i sondaggi si delineano come una potenziale battuta d'arresto per il partito del presidente.
Le accuse repubblicane ad Obama di avere sprecato troppo tempo sulla riforma sanitaria, di avere aumentato le spese, il deficit, la intrusione del governo nelle vite dei cittadini senza risolvere i problemi economici e in particolare quello della disoccupazione hanno trovato risonanza anche tra gli elettori del liberal Massachusetts trasformando quella che sembrava una formalità, un altro democratico al seggio di Ted Kennedy, in una corsa in salita. «Non riportate il paese a marciare verso la direzione sbagliata - ha detto ieri Obama a Boston - L’america deve andare avanti, non indietro».
Una sconfitta nel voto di domani avrebbe per i democratici, al di là del suo valore simbolico, effetti negativi immediati come la perdita della maggioranza di 60 senatori.
Ma a Capitol Hill la leadership democratica si sta preparando al peggio e valutando le alternative a disposizione, in caso di vittoria di Brown, per non veder svanire la riforma sanitaria che, macabra ironia della sorte, il senatore Kennedy, morto di cancro lo scorso agosto, aveva definito «l’impegno della mia vita».
Tra queste la possibilità che la Camera approvi integralmente il testo passato al Senato a Natale, evitando così il secondo passaggio alla Camera alta: un’ipotesi che perà la stessa Speaker Nancy Pelosi ha definito poco probabili, vista l’opposizione da parte di molti deputati democratici al testo approvato al Senato. E c’è chi è andato a ripescare nei regolamenti una quasi mai usata misura chiamata «reconciliation» che permetterebbe di approvare il testo, molto ridimensionato però, anche con la maggioranza semplice e non con i richiesti due terzi dei voti dei senatori.
Boston, a rischio il seggio di Kennedy Obama: "Non datelo ai repubblicani" - LASTAMPA.it
Secondo me, alla fine, la candidata democratica la spunterà, e persino con un buon margine - l'appello del Presidente è chiarissimo e mobiliterà senz'altro le masse dems di quel seggio fondamentale, già appannaggio di Ted Kennedy per decenni - ma questa foga propagandistica improvvisa rivela lo stato di puro terrore del Presidente, che sul tema della riforma sanitaria resta debolissimo, e quasi sul punto di crollare rovinosamente.
Insomma, la riforma sarà pure "storica" (noi non lo crediamo, anzi), ma rischia di essere la pietra tombale per l'amministrazione.
Fra un anno si voterà in più seggi, e non c'è il minimo dubbio sul fatto che i Dems si scioglieranno come neve al sole. Addio alla maggioranza dei 2/3. Addio allo strapotere obamiano.![]()




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