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    Predefinito Maurizio Bolognetti, candidato presidente in Lucania

    Presentazione della Lista Bonino-Pannella in Lucania: Conferenza stampa Bernardini-Bolognetti

    20 gennaio 2010


    Potenza - Su Fai Notizia il servizio del Tgr Basilicata dedicato alla presentazione della Lista Bonino Pannella.
    Tgr Basilicata, 18 Gennaio 2010
    Approfondimenti
    “Con Bonino contro le Oligarchie” (Il Quotidiano, 19 gennaio 2010)
    Presentata a Potenza la Lista Bonino-Pannella. Nessun apparentamento (Nuova del Sud, 19 Gennaio 2010)
    Nello schieramento “Bonino-Pannella” capolista Rita Bernardini (Gazzetta del Mezzogiorno, 19 gennaio 2010
    Autonomi anche in Basilicata. In quattro regioni senza il Pd (Il Tempo, 19 Gennaio 2010)
    Info:
    maurizio.bolognetti@gmail.com

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    Predefinito Rif: Maurizio Bolognetti, candidato presidente in Lucania

    Int. a M. Bolognetti: "Basilicata, peste degli Italiani"

    • da Il Clandestino del 21 gennaio 2010

    di Antonio Pitoni

    La regola è la Lombardia, dove la candidatura radicale di Marco Cappato nasce nel rispetto del
    Patto di consultazione con il Pd, fondato sull`intesa romana e il sostegno condiviso ad Emma Bonino. Poi, però, c`è pure l`eccezione. Ed e `la Basilicata, dove Maurizio Bolognetti ha, in un certo senso, "rotto" quello stesso Patto. «Perché da queste parti non c`è alcuna possibilità di dialogo, tanto con il centrodestra quanto con il centrosinistra», spiega il segretario regionale
    del Partito radicale. Lo scenario delle prossime regionali è ancora in divenire, ma tutto sommato già prevedibile: Sinistra ecologia e libertà, Rifondazione, Pdci, ldv e Api sosterranno, salvo imprevisti, il governatore uscente della Basilicata, De Filippo, insieme al Pd.


    Una truppa molto folta, ma per i radicali proprio non c`era posto?
    «Mi limito a ricordare un episodio: alle ultime politiche proposi la mia candidatura come numero sei nelle liste del Pd. Mi fu rifiutato. Il problema è che in Basilicata, come in altre parti d`Italia non sono ancora pronti ad accogliere la storia radicale. Senza contare il quadro politico generale».


    Sarebbe a dire?
    «Questa è la regione dove il 14 gennaio, alle 4 del mattino, il consiglio regionale ha modificato la legge elettorale, cambiando le regole in corsa a poco più di un mese dalla presentazione delle liste. Non solo: nonostante il Viminale avesse informato tutti che "il ministero non avrebbe potuto
    fornire nessun criterio interpretativo" al riguardo, ora che la competenza in materia di procedure
    elettorali è passata alle Regioni, non sanno come gestire la cosa».


    A differenza di Cappato, che in Lombardia con la "benedizione" di Penati corre per intercettare i delusi del centrodestra, come dobbiamo leggere la sua candidatura in Basilicata?
    «Quello che posso dire è che sarò un antagonista vero dei due poli. D`altra parte, quanto ai possibili effetti della nostra candidatura per il Pd, salvo cataclismi o che i lucani impazziscano improvvisamente, credo che De Filippo stravincerà il confronto, anche per effetto della totale inconsistenza del centrodestra dove riescono benissimo nell`impresa di sottrarsi voti da soli».


    Con quale programma si presenterà agli elettori?
    «Innanzitutto con la proposta di una riforma all`americana delle Regioni: servono governatori veri, non quelli di oggi frutto dei tatarellum. Un altro punto su cui batteremo molto è la
    questione ambientale: la Basilicata è stata devastata in parte rilevante dei suo territorio da un inquinamento che ha colpito soprattutto le sue falde acquifere, parte delle quali, portano acqua fino in Puglia. Tutti fatti su cui stiamo indagando e che stiamo costantemente denunciando. Senza
    contare il tasso di corruzione da capogiro: il terzo tema sarà quello della trasparenza».


    Insomma, un quadro a dir poco allarmante...
    «So di non esagerare affermando che oggi la Basilicata è il simbolo della peste degli italiani, grazie alle oligarchie partitocratiche».


    Ma è anche la regione famosa in Italia per le inchieste giudiziarie di cui è stata teatro...
    «E devo dire che il nome di "Toghe lucane" per una di quelle inchieste è azzeccatissimo. II 9 febbraio, insieme ad alcuni giornalisti dovrò presentarmi davanti al gup. Motivo? Aver
    denunciato cose che da queste parti proprio non vanno. Denunce che spesso la magistratura ha ignorato, in alcuni casi non siamo stati neppure sentiti. E alla fine davanti al giudice ci
    finisce chi ha provato a far luce su crimini e abusi».


    Torniamo alla politica: che idea si è fatto sul fattore Udc?
    «Più che di fattore, parlerei di variabile, dal momento che ha deciso di correre a corrente alternata, un po` con il centrodestra, un po` con il centrosinistra e un po` da sola. Nonostante l`idillio esploso qualche giorno fa, proprio con il centrosinistra, mi pare che nell`Udc abbiano iniziato ad
    accusare un po` di mal di pancia quando hanno saputo che con la modifica della legge elettorale è saltato il listino e, quindi, la possibilità di eletti sicuri».


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    Predefinito Rif: Maurizio Bolognetti, candidato presidente in Lucania

    Bolognetti: la legge elettorale della Basilicata va impugnata

    25 gennaio 2010

    • Dichiarazione di Maurizio Bolognetti, candidato alla pesidenza della Regione Basilicata per la lista Bonino-Pannella

    Noi, il Partito della “Peste italiana”, non possiamo accettare che in Basilicata si vada a votare in una situazione di palese violazione delle più elementari regole che dovrebbero essere a fondamento di una democrazia.

    A pochi giorni dal deposito delle liste, quella stessa Regione, che ha modificato la legge elettorale il 14 gennaio e promulgato la stessa solo il 20 gennaio, non è in grado di fornire informazioni sull’applicazione della nuova legge e sulla modalità di raccolta firme.

    E questo senza contare che la stessa associazione regionale degli ex-consiglieri, in una lettera a firma del suo Presidente Renato Guarino, afferma che senza una modifica Statutaria la legge elettorale non può essere cambiata.

    In Basilicata, il ceto partitocratico, che ha approvato in ore antelucane la nuova legge, non ha modificato lo Statuto.

    L’ex consigliere Guarino ha, tra l’altro, scritto: “Il problema che ora si pone è di considerare giuridicamente se sia possibile adottare la parte rimanente o approvare, di conseguenza, una legge regionale in una delle due ultime sedute dell’Assemblea. La mia opinione è che nessuna delle due possibili soluzioni sia praticabile….D’altronde, una nuova legge regionale, non può non tener conto del principio della gerarchia delle fonti giuridiche. Il che comporta una modifica dello Statuto, se si vuole adottare un sistema elettorale diverso da quello in esso contemplato. Una modifica dello Statuto, tuttavia, deve seguire la procedura descritta dall’articolo 123 della Costituzione, che prevede l’approvazione della legge dalla maggioranza assoluta dei Consiglieri, con due deliberazioni successive, adottate ad intervallo non minore di due mesi.”

    Sul tema, l’on. Rita Bernardini, che ancor prima delle ottime osservazioni formulate da Guarino aveva espresso perplessità, sollevando la questione della mancata modifica dello Statuto, ha presentato un’interrogazione a risposta scritta, rivolta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministro Roberto Maroni.

    Quel che è certo, è che noi, il partito che ha fatto della difesa della legalità, della legalità costituzionale, il partito che denuncia la sostanziale assenza di Stato di diritto, di legalità e di democrazia in questo Paese, non possiamo accettare che una consultazione elettorale nasca con i presupposti di illegalità a cui ha dato corpo l’insana decisione presa dal Consiglio regionale della Basilicata.

 

 

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