POLITICA Il presidente di Montecitorio difende l'idea di ridurre le settimane lavorative
Il centrodestra va all'attacco: "35 ore anche per i deputati'"
Camera, polemiche sul "mese corto"
Bertinotti: "Incomprensibili"


Fausto Bertinotti
ROMA - "Polemiche incomprensibili". Il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, bolla come immotivate le reazioni critiche contro la decisione di concentrare in sole tre settimane i lavori dei lavori mensili dell'assemblea e delle commissioni di Montecitorio. Tra i vantaggi, quello di andare incontro alle esigenze degli eletti all'estero, che così avrebbero modo di tornare più agevolmente nei lontani collegi elettorali. L'idea prevede che il lavoro nelle commissioni si svolgerà tre giorni, il martedì, il mercoledì ed il giovedì. Tutto il resto del tempo sarà dedicato alle attività dell'aula compreso il venerdì mattina. Ma nulla è ancora deciso: "Toccherà all'ufficio di presidenza e alla riunione dei capigruppo decidere il calendario, non sarà certo il presidente a decidere. Anche per questo le polemiche sono del tutto incomprensibili" dice Bertinotti.

L'iniziativa del "mese corto" ha provocato una levata di parte della Cdl che vede una certa 'malafede' dell'Unione o, per dirla con le parole di Maurizio Gasparri, il "tentativo di evitare che il governo prenda schaffi in Parlamento". Critico anche il forzista Paolo Romani: "Si tratta di un escamotage politico per evitare di mettere troppo alla prova, specialmente in Senato, la maggioranza di governo". "Bertinotti dopo aver invano tentato di ridurre l'orario di lavoro agli operai ora cerca di applicare la riduzione ai deputati" ironizza Maurizio Ronconi dell'Udc. Mentre il forzista Sandro Bondi parla di una proposta che si inserisce "in un clima di democrazia violata perché il parlamento è stato sequestrato da Prodi che vi ha messo i sigilli".



Ma, dal centrodestra, arriva una voce a favore del provvedimento. E' quella del deputato forzista Massimo Romagnoli, eletto nella circoscrizione Europa: "Una decisione saggia che difenderemo. Per la prima volta, in modo bipartisan 18 parlamentari hanno trovato una convergenza su alcuni punti di battaglia, tra i quali il mese corto. Perchè, se io devo stare vicino ai miei elettori in Europa, pensiamo a chi è stato eletto in Australia, in Asia e in Oceania".
Ma Bertinotti taglia corto, ricordando come l'idea, che nacque dopo una sollecitazione dei deputati eletti nella circoscrizione estero, venne presa in considerazione prima in una riunione dei capigruppo, e poi in una riunione dei presidenti di commissione. Senza che emergesse una sola polemica. Adesso la questione sarà decisa dalla riunione dei capigruppo, che si vedranno la prossima settimana.

(22 giugno 2006)