dal quotidiano LIBERO di oggi.........
" Il no- global che consigliava Veltroni rinviato a giudizio per associazione a delinquere
ROMA Dall'aula Giulio Cesare, sede del Consiglio comunale di Roma, alle aule di tribunale. Dalle battaglie per la casa ( occupata) a tutti, alla battaglia delle carte bollate per evitare la galera. Rinviato a giudizio per associazione a delinquere, assieme ad altri 11 " compagni2, per Nunzio D'Erme, il leader di Action diventato famoso per aver scarico chili e chili di letame davanti all'abitazione romana di Silvio Berlusconi, è arrivato il momento di regolare i conti con la giustizia, avendo già saldato quelli con la politica, non essendo stato rieletto in consiglio comunale. Il Disobbediente preferito di Walter Veltroni, al quale il sindaco capitolino aveva affidato addirittura una delega sull'emergenza abitativa, è stato rinviato a giudizio con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata al compimento di delitti contro il patrimonio altrui. E D'Erme, per ricambiare tanto affetto, ha deciso di citarlo come teste a suo favore, sostenendo che la giunta sapeva benissimo cosa faceva Action. In buona sostanza il giudice delle udienze preliminari, Mario Frigenti, ha ritenuto valida la tesi sostenuta dai Pm Salvatore Vitello e Maria Cristina Palaia, secondo i quali le occupazioni di case e immobili messe in pratica dal movimento dall'ottobre del 2002 ad oggi, sarebbero ispirate da una vera e propria organizzazione che programma e mette in atto le stesse occupazioni. Va detto che quanto sostenuto oggi DISOBBEDIENTE Nunzio D'Erme, 45 anni ( ansa) dai giudici è stato più volte denunciato dagli esponenti dell'opposizione. « Il rinvio a giudizio di D'Erme costituisce un precedente molto importante » , ha affermato Italo Bocchino, deputato di Alleanza Nazionale. « Finalmente la magistratura usa il pugno di ferro nei confronti dei cosiddetti disobbedienti, deludendo chi pensava di poter godere, nel compimento delle proprie azioni violente, di una particolare impunità. Spero che il sindaco Veltroni voglia dare un segno di discontinuità rispetto al passato, negando la sua testimonianza in favore di D'Erme » . Secondo gli avvocati difensori di D'Erme, tutti coloro che hanno avuto rapporti « con il movimento potranno confutare le tesi dell'accusa, visto che la giunta Veltroni era perfettamente a conoscenza del programma di Action » . Affermazione che rischia di creare non pochi imbarazzi al sindaco di Roma, appena rieletto con il 60% dei voti, visto che se non testimonierà a favore si ritroverà a fare i conti con un movimento in grado di mettere a ferro e fuoco la città, dopo averne avallato l'operato. Se invece sosterrà la tesi della difesa finirà con il mettere il sigillo su quanto sostenuto dall'opposizione, che ha sempre accusato il sindaco di non aver mai preso le distanze essere dal Disobbiendente D'Erme. Dissobbiente con i soldi incassati dallo Stato, come consigliere comunale. In attesa di sapere quale posizione sceglierà di adottare il primo cittadino della Capitale, che ieri si è trincerato dietro al solito " no comment", parlano i diritti interessati che accusano tutti. « Di fatto, da oggi, siamo passati dal rischio che la questione casa diventi solo un problema di ordine pubblico, alla certezza che la lotta per il diritto all'abitare sia ormai considerata un'attività criminale a tutti gli effetti e come tale venga perseguita » . Il prossimo 24 novembre, data fissata per l' inizio del processo, davanti al giudice compariranno, oltre a D'Erme, dieci attivisti di Action e Guido Lutrario, altro no global " amato" da Veltroni. A quest'ultimo il primo cittadino della Capitale aveva affidato una delle tante consulenze d'oro. Tanto per non perdere il vizio. E i voti dei movimenti. Enrico Paoli
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Saluti liberali




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