Da "Il Foglio" del 22/06/2006
Già, la terra: è proprio per l’amore ossessivo
della propria terra che a Solbiate Arno,
a pochi chilometri da Varese e a poche centinaia
di metri dall’autogrill di Castronno,
dove la coppia di comici I Fichi d’India inventavano
le loro prime gag, è nato il primo
maggio il Fronte indipendentista guidato da
Max Ferrari, l’ex direttore di tele Padania
espulso dalla Lega. In una locanda dove si
incontrano i ribelli secesionisti, che non
hanno smesso di sognare la rivoluzione padana,
ma guardano ai movimenti etnonazionalisti
austriaci e tedeschi. E il 18 giugno
sono andati a Pontida per riconquistare il
loro prato, contarsi ( erano in cento) e urlare
le loro ragioni del No al referendum costituzionale
perché i cambiamenti voluti
dalla Lega sono l’esatto contrario dell’ideale
federalista sognato da Gianfranco Miglio,
come ci spiega Fabio Cozzi, fisico da minatore
dello Yorkshire, che elenca tutte le frodi
economiche e politiche inflitte loro dalla
Lega di Bossi. “Amo la mia terra”, continua
a ripetere, “ci hanno tradito”. Lui, che era
un soldato della Guardia nazionale padana,
e all’idea che sia stata trasformata in una
Onlus gli si gonfiano le vene delle tempie,
ricorda che a Legnano, dove è nato, i suoi
avi hanno già piegato un impero una volta e
che è pronto a piegare Roma perché la sua
terra è stata deturpata dalle industrie e dalle
genti geneticamente incompatibili, siano
cinghiali (meridionali) o arabi non importa
perché il Dna non è un opinione, dice, e
quindi è meglio perdere con onore che continuare
a stare dentro un partito che ha venduto
l’anima e la secessione a Roma, dopo
aver trafugato un po’ di vili denari perché
bisogna fare qualcosa altrimenti i lombardi
si estingueranno
http://www.ilfoglio.it/downloadpdf.php?id=43215&pass=




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ma allora io chi ho visto, lo stesso giorno, a Cazzago? dei cloni?
