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    Predefinito No Tav: la minoranza rumorosa ?

    No Tav: la minoranza rumorosa ?



    di Lele Rizzo *


    A volte un'immagine ha la capacità di ricostruire quello che molte parole non riuscirebbero a fare. Stanotte, poco dopo la mezzanotte la trivella di Condove/Chiusa San Michele ha lasciato la stazione scortata da una trentina di mezzi delle forze dell'ordine e si è diretta, al centro della colonna, a Torino nei garage della stazione di polizia di Via Veglia.

    Da qui si può ben capire cosa significhi la campagna di trivellazioni in Valle di Susa di questi giorni: le fantomatiche "prove tecniche di normalità" di Virano sono blitz organizzati in un territorio ostile, occupandone momentaneamente porzioni ben studiate e facilmente difendibili dalle truppe, tutto in 24 ore (anche se il sondaggio doveva durare dalle due alle tre settimane...). La prima trivella era a Susa, in un fortino al quale si accede solamente dall'autostrada e da due ponti con a fianco la caserma della polizia stradale. Il secondo era nella stessa area a cento metri dal primo. Il terzo è stato quello di cui sopra. Luoghi strategici e difendibili. Ma difendibili da quale minaccia? Il movimento no tav non è morto, e sono solo più 400 i malcontati che protestano?

    Un'altra immagine da fermare è quella della venuta in Valle di Saitta, presidente della Provincia e alfiere si tav (Chiamparino per sua definizione è un ultras), che va a Susa sul camper che dovrebbe spiegare ai valsusini come sono giusti e belli i sondaggi, mentre l'autostrada A32 era bloccata dal movimento, con una claque organizzata degna di altri tempi. Nonostante tutto questo: apre la porta si fa fotografare, ringrazia gli il pubblico quantomeno assunto e scappa via.
    L'ultima immagine che voglio fermare qui è quella di ieri sera, ore 19 più o meno, dal blocco della stazione lato Chiusa parte un corteo di un migliaio di no tav con fiaccole e pile, dice di andare verso il paese, invece svolta a sinistra, si addentra nei boschi, e illuminati dalle sole proprie luci, marcia verso la trivella. Sale su una collinetta e di fronte all'enorme spiegamento di forze dell'ordine, con lo striscione NO TAV NO SONDAGGI, costruisce e incendia una barricata promovendo, insieme ai due blocchi rimasti in piedi ai lati opposti della stazione, l'assedio alla trivella, ai trivellatori e ai difensori di tutte e due. Al momento dato, il corteo si ricompone e marcia sui binari della stazione occupata dalle truppe liberandone l'accesso da un lato.
    In questi giorni abbiamo capito di avere davanti nemici con una strategia ben chiara che si sta rivelando man mano; basata sull'immagine, ma articolata nei tempi e nei modi della sua messa in atto. Tempi rapidi e martellanti, zone strategiche e obbiettivi chiari di logorare il movimento. Non c'entra la tecnica, il carotaggio nulla, conta solo mettere una bandierina.
    Il movimento ha tenuto botta, rispondendo giorno per giorno con iniziative precise ed improntate a non far cantar vittoria la lobby del tav. Abbiamo sempre detto che avremmo tentato di fermare i sondaggi e lo stiamo facendo. Il ritmo non è chiaramente il nostro, quello di un movimento popolare fatto da gente che lavora, che ha famiglia e che ha deciso di coniugare i tempi della propria vita con quelli della difesa del proprio territorio. Alcune centinaia si sono mobilitati di notte all'sms di avvertimento, altri intorno alle migliaia all'appuntamento delle 17, quello di quando si finisce di lavorare. Troppo pochi? Dipende. Un movimento sociale come il nostro che ha una storia lunga e radicata negli anni ha vissuto tempi diversi fatti di alti e bassi, fatti di partecipazione dirompente o come in questo caso di partecipazione forte con un consenso dirompente. Non sono i numeri il problema, è il consenso, i numeri verranno quando serviranno. E' quello che si sente e sabato si vedrà anche nei numeri.
    La nostra lotta si configura ormai come una lotta di lunga durata, per la quale occorre attrezzarsi senza fretta, studiando le mosse da contrapporre e quelle da fare autonomamente.
    Il dato certo è che da qui non si passa, perché due buchi non rappresentano l'opera e se per farli devono muovere così "tanta roba" vien da ridere. In più per ora i sondaggi che hanno fatto sono favorevoli alla loro strategia, ma anche da questo punta di vista verranno tempi migliori, ci sono sondaggi nelle borgate e in montagna e lì le cose cambieranno.
    Per ora teniamo duro e sabato vedremo l'inevitabile contrapposizione tra i numeri del corteo di Susa e della marchetta di Chiamparino al Lingotto, ma in ogni caso il confronto non reggerà perché in Valle ci saranno uomini e donne in lotta, al Lingotto burocrati, lobbisti e politici stipendiati per andare ad un'assemblea.
    A sarà dura!

    * Movimento No Tav


    Viva la Comune

  2. #2
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    Predefinito Rif: No Tav: la minoranza rumorosa ?

    Val di Susa, i No Tav in piazza decine di migliaia contro la Torino-Lione



    La manifestazione tenuta a Susa contro la Tav


    SUSA (Torino) -
    Decine di migliaia di persone hanno manifestato oggi a Susaa dispetto dei 2 gradi sottozero, per protestare contro la linea ferroviaria veloce Torino-Lione, un no al progetto ribadito nonostante "le indagini dell'Osservatorio tecnico e del sottosuolo". "Altro che quattro gatti, siamo 40 mila (20 mila per le forze dell'ordine, ndr) e la Tav non si farà mai", hanno urlato. Pochi comunque, ribatte il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Altero Matteoli: "Una minoranza - ha commentato - ed è curioso che una minoranza pensi di bloccare un'opera che serve all'Italia e all'Europa".

    "C'è il diritto di protestare - è il pensiero di Matteoli - di esprimersi in modo contrario ma la realtà è un'altra. Chi si oppone alla Tav è solo una piccola percentuale, fra il 2 e il 5%, non c'e una massa di contrari". Della protesta si è tenuto conto piuttosto ampliando il ventaglio delle garanzie, assicura Cesare Trevisani, vicepresidente di Confindustria per le infrastrutture: "Ogni garanzia ambientale e compensativa a fronte dell'insediamento dell'opera. Il modo con il quale il ministro Matteoli e Mario Virano hanno operato rappresenta un esempio positivo ed efficace di come vanno affrontati i temi fondamentali dell'acquisizione del consenso sulle grandi infrastrutture, un modello al quale Confindustria e le sue imprese si sono richiamate nel proporre l'avvio di una vera 'riforma infrastrutturale' del Paese".

    Garanzie che però non hanno soddisfatto i comitati contrari alla realizzazione dell'opera, che hanno anzi cambiato nome, aggiungendo al consueto 'No Tav' anche 'No sondaggi'. Il corteo di protesta è durato circa tre ore, una folla che ha ricordato le proteste del 2005: tante famiglie, in stragrande parte valligiani, un centinaio di amministratori e tra questi molti se non tutti i 23 sindaci che contestano l'osservatorio tecnico della Torino-Lione.


    "Siamo tanti e possiamo, dobbiamo essere ancora di più", ha urlato al megafono Alberto Perino, leader del movimento 'No Tav' che ha invitato alla presenza "nei prossimi giorni quando le trivelle torneranno all'autoporto e arriveranno, sempre di notte, alle stazioni di Avigliana, Bruzolo, Sant'Antonino".

    I carotaggi ripartiranno probabilmente lunedì. "La manifestazione di oggi - dice Il presidente dell'Osservatorio Mario Virano - suggerisce a chi è favore dell'opera di non perdere di vista la complessità della questione del consenso. Un percorso lungo e che richiede molta attenzione e molto lavoro. "Dal canto loro - prosegue Virano - il movimento No Tav e i rappresentanti delle istituzioni che si riconoscono in quella posizione devono decidere se vogliono andare alla contrapposizione frontale con governo, regione e provincia oppure se scelgono la strada della ricerca di un punto di equilibrio ragionevole".

    Viva la Comune

  3. #3
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    Predefinito Rif: No Tav: la minoranza rumorosa ?

    Grande manifestazione a Susa

    Guarda il video

    Nazionale / Infoaut.org

    Viva la Comune

 

 

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