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    Predefinito John Negroponte. l'ambasciatore degli Stati Uniti in Iraq

    Questo post serve solo a fare un pò di storia (che dicono sia maestra di vita) per capire un pò di più i fatti iraqeni riguardo alla violazione sistematica dei diritti umani in Iraq (passando per Guantanamo) da Abu Grahib alla strage di 11 civili a Ishaqui attraverso per le bombe al napalm e quelle al fosforo bianco.

    Ecco il curruculum vitae di chi comanda oggi effettivamente nell'Iraq occupato.

    Dal 1981 al 1985 Negroponte è stato ambasciatore USA in Honduras. Durante il suo incarico, sostenne l'aumento da 4 a 77,4 milioni di dollari all'anno in finanziamenti militari all'Honduras, che era a quei tempi governato da una dittatura militare di destra. Secondo il New York Times, Negroponte ha la responsabilità di aver "condotto la strategia occulta dell'amministrazione Reagan per sconfiggere il governo Sandinista in Nicaragua." I suoi oppositori ritengono che durante il suo incarico di ambasciatore, le violazioni dei diritti umani in Honduras divennero sistematiche.
    Negroponte fu il supervisore della costruzione della base aerea di El Aguacate, dove i Contras del Nicaragua furono addestrati dagli USA. Secondo le testimonianze degli oppositori, questa base fu anche usata segretamente come centro di detenzione e tortura negli anni '80. Nell'agosto del 2001, degli scavi alla base portarono alla luce 185 cadaveri, inclusi quelli due americani, che si ritiene siano stati uccisi e sepolti nello stesso luogo.
    Vi sono anche documenti che testimoniano l'esistenza di una squadra di agenti speciali (conosciuta come "squadrone della morte") delle forze armate dell'Honduras, il Battaglione 3-16, addestrati dalla CIA e dall'esercito dell'Argentina, e colpevoli di aver deportato, torturato e ucciso centinaia di persone, inclusi missionari americani. Secondo le accuse, Negroponte era a conoscenza di queste violazioni dei diritti umani e nonostante questo continuò a collaborare con l'esercito dell'Honduras e a mentire al Congresso degli Stati Uniti.
    Nel maggio del 1982, una suora, Laetitia Bordes, che aveva lavorato per dieci anni in El Salvador, partì con una delegazione investigativa per l'Honduras, per tentare di rintracciare trenta suore salvadoregne che erano fuggite in Honduras nel 1981 dopo l'assassinio dell'arcivescovo Óscar Romero. Negroponte sostenne che l'ambasciata USA non ne sapeva nulla. Ma nel 1996, in un'intervista con il quotidiano Baltimore Sun, il predecessore di Negroponte, Jack Binns, disse che un gruppo di salvadoregni, tra cui c'erano le donne che la Bordes stava cercando, furono catturate il 22 aprile del 1981 e torturate dal DNI, la polizia segreta dell'Honduras, per essere poi gettate vive da elicotteri in volo.
    Agli inizi del 1984, due mercenari americani, Thomas Posey e Dana Parker, contattarono Negroponte, dicendo di voler fornire armi ai Contras dopo che il Congresso americani aveva proibito la fornitura di ulteriori aiuti militari. Vi sono documenti che dimostrano che Negroponte mise i due personaggi in contatto con un elemento delle forze armate dell'Honduras. L'operazione fu scoperta nove mesi più tardi. A quel punto l'amministrazione Reagan negò ogni coinvolgimento degli Stati Uniti, nonostante la partecipazione diretta di Negroponte nell'affare. Altri documenti svelarono un piano architettato da Negroponte e dall'allora Vice Presidente degli Stati Uniti, George H. W. Bush, per passare fondi ai Contras tramite il governo dell'Honduras.
    Durante il suo incarico come ambasciatore USA in Honduras, Binns, che era stato nominato dal Presidente Jimmy Carter, aveva inoltrato numerose lamentele sugli abusi di diritti umani compiuti dall'esercito dell'Honduras e affermò di averne ampiamente informato Negroponte prima di cedergli il ruolo di ambasciatore. Quando l'amministrazione Reagan prese il potere, Binns venne sostituito da Negroponte, che continuò a negare di essere mai stato informato sull'esistenza di quegli abusi. In seguito, la commissione sui diritti umani dell'Honduras accusò Negroponte stesso di violazioni di diritti umani.
    Parlando di Negroponte e di altri rappresentanti del governo USA, Efrain Diaz, ex-membro del congresso dell'Honduras, disse al Baltimore Sun, il giornale che nel 1995 pubblicò un ampio reportage sulle attività americane in Honduras:
    Il loro atteggiamento era di accettazione e silenzio. Avevano bisogno che l'Honduras prestasse il suo territorio più di quanto erano turbati dall'uccisione di gente innocente. L'indagine del Baltimore Sun rivelò che la CIA e l'ambasciata USA sapevano dei numerosi abusi ma continuarono a fornire il loro sostegno al Battaglione 3-16, facendo in modo che il rapporto sui diritti umani compilato ogni anno dall'ambasciata non riportasse la situazione in modo completo.
    Esiste un vasto corpo di prove circostanziali che sostengono l'accusa che Negroponte fosse a conoscenza delle gravi violazioni di diritti umani commesse dal governo dell'Honduras con il sostegno della CIA. Il senatore Christopher Dodd, rappresentante per il Connecticut, il 14 settembre 2001, come riportato nei verbali del Congresso espresse i suoi sospetti a proposito in occasione della nomina di Negroponte alla posizione di ambasciatore dell'ONU:
    Secondo la rilettura, da parte del Comitato, di documenti del Dipartimento di Stato e della CIA, sembrerebbe che l'ambasciatore Negroponte sapesse, al riguardo delle continue violazioni dei diritti umani compiute dal governo, molto di più di quanto decise di dire al comitato nel 1989 o di scrivere nei contributi dell'Ambasciata al momento dei resoconti annuali del Dipartimento di Stato sui Diritti Umani. Tra le altre prove, Dodd citò un cablogramma mandato da Negroponte nel 1985 che rese evidente come Negroponte fosse al corrente del pericolo di "futuri abusi dei diritti umani" da parte di "cellule operative segrete" lasciate dal Generale Alvarez dopo che venne deposto nel 1984.

    Quando Bush annunciò la nomina di Negroponte all'ONU, poco dopo essere entrato in carica, dovette affrontare nomerose proteste. Comunque, l'amministrazione Bush non tornò sulla decisione e si spinse addirittura a cercare di mettere a tacere i potenziali testimoni. il 25 marzo 2001, il Los Angeles Times riportò la notizia dell'improvvisa deportazione dagli Stati Uniti di diversi ex-membri degli squadroni della morte honduregni, che avrebbero potuto fornire delle testimonianze dannose contro Negroponte nelle sue audizioni al Senato per la conferma ad ambasciatore.
    Uno dei deportati era il generale Luis Alonso Discua, fondatore del Battaglione 3-16. Nel mese precedente, Washington aveva revocato il visto di Discua che era vice ambasciatore dell'Honduras all'ONU. Ciononostante, Discua rese pubblico il supporto statunitense al Battaglione 3-16.
    Apprendendo della nomina di Negroponte, Reed Brody della sede New Yorchese di Human Rights Watch commentò:
    Quando John Negroponte era ambasciatore, voltava lo sguardo quando venivano commesse delle atrocità. Ci si dovrebbe meravigliare di quale tipo di messaggio l'amministrazione Bush stia mandando riguardo ai diritti umani con questa nomina. Il 19 aprile del 2004 John Negroponte è diventato per nomina di George W. Bush ambasciatore degli Stati Uniti presso il governo provvisorio (fantoccio sarebbe meglio dire) in Iraq eletto e confermato dal Senato americano con 95 voti favorevoli e 3 contrari.

    Mi sembra chiaro quale fosse la democrazia che gli Stati Uniti vogliano esportare in Iraq, la stessa che avevano esportato nel Nicaragua sandinista.
    Come scriveva Jack Hirschman in una sua poesia...volevo solo che voi lo sapeste.
    Viva la resistenza e la guerriglia iraqena contro l'occupante imperialista, onore a Daniel, Humberto e Camilo Ortega, onore a Ernesto Cardenal. Que viva siempre sandinismo, que viva Sandino.

    Ci sarebbe anche da parlare sul famoso scandalo Iran Contras ma per quello rimanderò ad un altro post.

    A luta continua

  2. #2
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    Predefinito

    quando negroponte era in Honduras la corte di giustizia internazionale condannò gli USA che, venne dimostrato dalla Corte, finanziarono gruppi terroristi anti-governativi (i famosi contras) e tentarono l'abbattimento del governo socialista. per tutta rusposta gli USA, per bocca di Negroponte dissero di non sentirsi vincolati dal rispetto della sentenza della Corte di Giustizia...e proseguirono per la loro strada...mi piacerebbe tanto che tutti i forzaitalioti e aennini e americanisti vari che vedono gli USA come paladini dei Diritti umani avessero un briciolo di competenze in fatto di storia del diritto internazionale..pazienza...bel personaggino comunque Negroponte, quando assunse la sua ultima carica, non vorrei sbagliarmi ma il corriere della Sera fece un articolo nel quale si lodava il fatto che avesse discendenza italiana e che anche un discendente di stranieri, nei grandi, liberi e democratici USa potesse fare ogni tipo di carriera, anche diplomatica, e vi si rimpiangeva l'arretratezza del panorama italiano, dove questo non è concepibile...

  3. #3
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    Predefinito Iran-contras

    quando negroponte era in Honduras la corte di giustizia internazionale condannò gli USA che, venne dimostrato dalla Corte, finanziarono gruppi terroristi anti-governativi (i famosi contras) e tentarono l'abbattimento del governo socialista
    Ecco una breve sintesi di quei fatti.

    Lo scandalo Iran-contras, era un’espressione sintetica per indicare tutte le azioni illegali connesse al finanziamento della guerra in Nicaragua, contro il governo sandinista democraticamente eletto. I finanziamenti ai contras provenivano dalla vendita di armi all'Iran. Il presidente Reagan aveva chiesto al Congresso di aiutare i contras, ai quali si riferiva come all' «equivalente morale dei nostri padri fondatori». Il Congresso rifiutò e approvò l’emendamento Boland, che vietava gli stanziamenti di fondi volti a rovesciare il governo comunista legalmente eletto del Nicaragua. Nel 1986 gli americani erano diventati tristemente familiari con nomi come quelli del reverendo Benjamin Weir, di padre Martin Jenco e di Terry Anderson dell'Associated Press, i quali erano fra i diciassette americani e i settantacinque occidentali sequestrati a Beirut dagli Hezbollah e tenuti prigionieri in qualche buco in Libano. Tutti gli ostaggi furono brutalmente torturati, e qualcuno fu lasciato morire come un animate investito sulla strada. Questi rapimenti erano una ritorsione per I"invasione israeliana del Libano, che era stata sopportata da aerei da guerra statunitensi e da navi della sesta flotta, e parte di una campagna della Jihad Islamica e degli Hezbollah per liberare il Libano da tutti gli americani. In un fuorviato tentativo di liberare i rapiti e di finanziare la guerra di Reagan contro i sandinisti, il tenente colonnello Oliver North del National Security Council ideò un complesso disegno, che più tardi lui e altri tentarono di coprire. Finché non fu licenziato, nel 1986, il tenente colonnello dei marines, noto come Ollie, fu ufficiale della Casa Bianca più direttamente coinvolto nel sostegno segreto ai contras, nella vendita di armi all'Iran e nel girare i proventi di quelle vendite ai contras. La matassa della vicenda Iran-contras cominciò a dipanarsi il 5 ottobre 1986, quando i sandinisti in Nicaragua abbatterono un aereo da trasporto carico di rifornimenti militari e con a bordo tre americani. Uno di loro, Eargene lasenfus, sopravvisse. Affermò di lavorare per un uomo della CIA di nome «Max Gomez», il nome in codice di Felix Rodriguez. Alcune, settimane dopo il Washington Post collegò la liberazione di tre ostaggi statunitensi da parte dell'Iran con la vendita di armi a Teheran. George andò in televisione a difendere l'amministrazione. Dichiarò che uno scambio fra ostaggi e armi era inimagginabile. Il giorno seguente il segretario di Stato Shultz chiamò Bush per ricordargli che non solo aveva partecipato alla riunione cruciale del 7 gennaio 1986, ma aveva anche il suo pieno sostegno al piano per la vendita delle armi all’Iran; quello stesso piano cui Shullz e il segretario alla difesa Caspar Weinberger si erano opposti. Il segretario di Stato avrebbe potuto mostrare a George gli appunti che aveva preso durante quelle riunioni, a prova delle sue affermazioni (più avanti li pubblicò in un libro). li 13 novembre 1986 Reagan annunciò alla televisione nazionale che era stato lui ad autorizzare la vendita di armi all'Iran, ma dichiarò che non c'era stato nessuno scambio con ostaggi.
    Qualche giorno più tardi, il procuratore generale Ed Meese aprì un'indagine per determinare che tipo di problemi la cessione di armi a Teheran avrebbe procurata all'amministrazione. Nel giro di quattro giorni scoprì che fra i dieci e i trenta milioni di dollari erano stati distratti e girati ai contras attraverso un conto svizzero.

    A luta continua

  4. #4
    Omia Patria si bella e perduta
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Sandinista
    Questo post serve solo a fare un pò di storia (che dicono sia maestra di vita) per capire un pò di più i fatti iraqeni riguardo alla violazione sistematica dei diritti umani in Iraq (passando per Guantanamo) da Abu Grahib alla strage di 11 civili a Ishaqui attraverso per le bombe al napalm e quelle al fosforo bianco.

    Ecco il curruculum vitae di chi comanda oggi effettivamente nell'Iraq occupato.

    Dal 1981 al 1985 Negroponte è stato ambasciatore USA in Honduras. Durante il suo incarico, sostenne l'aumento da 4 a 77,4 milioni di dollari all'anno in finanziamenti militari all'Honduras, che era a quei tempi governato da una dittatura militare di destra. Secondo il New York Times, Negroponte ha la responsabilità di aver "condotto la strategia occulta dell'amministrazione Reagan per sconfiggere il governo Sandinista in Nicaragua." I suoi oppositori ritengono che durante il suo incarico di ambasciatore, le violazioni dei diritti umani in Honduras divennero sistematiche.
    Negroponte fu il supervisore della costruzione della base aerea di El Aguacate, dove i Contras del Nicaragua furono addestrati dagli USA. Secondo le testimonianze degli oppositori, questa base fu anche usata segretamente come centro di detenzione e tortura negli anni '80. Nell'agosto del 2001, degli scavi alla base portarono alla luce 185 cadaveri, inclusi quelli due americani, che si ritiene siano stati uccisi e sepolti nello stesso luogo.
    Vi sono anche documenti che testimoniano l'esistenza di una squadra di agenti speciali (conosciuta come "squadrone della morte") delle forze armate dell'Honduras, il Battaglione 3-16, addestrati dalla CIA e dall'esercito dell'Argentina, e colpevoli di aver deportato, torturato e ucciso centinaia di persone, inclusi missionari americani. Secondo le accuse, Negroponte era a conoscenza di queste violazioni dei diritti umani e nonostante questo continuò a collaborare con l'esercito dell'Honduras e a mentire al Congresso degli Stati Uniti.
    Nel maggio del 1982, una suora, Laetitia Bordes, che aveva lavorato per dieci anni in El Salvador, partì con una delegazione investigativa per l'Honduras, per tentare di rintracciare trenta suore salvadoregne che erano fuggite in Honduras nel 1981 dopo l'assassinio dell'arcivescovo Óscar Romero. Negroponte sostenne che l'ambasciata USA non ne sapeva nulla. Ma nel 1996, in un'intervista con il quotidiano Baltimore Sun, il predecessore di Negroponte, Jack Binns, disse che un gruppo di salvadoregni, tra cui c'erano le donne che la Bordes stava cercando, furono catturate il 22 aprile del 1981 e torturate dal DNI, la polizia segreta dell'Honduras, per essere poi gettate vive da elicotteri in volo.
    Agli inizi del 1984, due mercenari americani, Thomas Posey e Dana Parker, contattarono Negroponte, dicendo di voler fornire armi ai Contras dopo che il Congresso americani aveva proibito la fornitura di ulteriori aiuti militari. Vi sono documenti che dimostrano che Negroponte mise i due personaggi in contatto con un elemento delle forze armate dell'Honduras. L'operazione fu scoperta nove mesi più tardi. A quel punto l'amministrazione Reagan negò ogni coinvolgimento degli Stati Uniti, nonostante la partecipazione diretta di Negroponte nell'affare. Altri documenti svelarono un piano architettato da Negroponte e dall'allora Vice Presidente degli Stati Uniti, George H. W. Bush, per passare fondi ai Contras tramite il governo dell'Honduras.
    Durante il suo incarico come ambasciatore USA in Honduras, Binns, che era stato nominato dal Presidente Jimmy Carter, aveva inoltrato numerose lamentele sugli abusi di diritti umani compiuti dall'esercito dell'Honduras e affermò di averne ampiamente informato Negroponte prima di cedergli il ruolo di ambasciatore. Quando l'amministrazione Reagan prese il potere, Binns venne sostituito da Negroponte, che continuò a negare di essere mai stato informato sull'esistenza di quegli abusi. In seguito, la commissione sui diritti umani dell'Honduras accusò Negroponte stesso di violazioni di diritti umani.
    Parlando di Negroponte e di altri rappresentanti del governo USA, Efrain Diaz, ex-membro del congresso dell'Honduras, disse al Baltimore Sun, il giornale che nel 1995 pubblicò un ampio reportage sulle attività americane in Honduras:
    Il loro atteggiamento era di accettazione e silenzio. Avevano bisogno che l'Honduras prestasse il suo territorio più di quanto erano turbati dall'uccisione di gente innocente. L'indagine del Baltimore Sun rivelò che la CIA e l'ambasciata USA sapevano dei numerosi abusi ma continuarono a fornire il loro sostegno al Battaglione 3-16, facendo in modo che il rapporto sui diritti umani compilato ogni anno dall'ambasciata non riportasse la situazione in modo completo.
    Esiste un vasto corpo di prove circostanziali che sostengono l'accusa che Negroponte fosse a conoscenza delle gravi violazioni di diritti umani commesse dal governo dell'Honduras con il sostegno della CIA. Il senatore Christopher Dodd, rappresentante per il Connecticut, il 14 settembre 2001, come riportato nei verbali del Congresso espresse i suoi sospetti a proposito in occasione della nomina di Negroponte alla posizione di ambasciatore dell'ONU:
    Secondo la rilettura, da parte del Comitato, di documenti del Dipartimento di Stato e della CIA, sembrerebbe che l'ambasciatore Negroponte sapesse, al riguardo delle continue violazioni dei diritti umani compiute dal governo, molto di più di quanto decise di dire al comitato nel 1989 o di scrivere nei contributi dell'Ambasciata al momento dei resoconti annuali del Dipartimento di Stato sui Diritti Umani. Tra le altre prove, Dodd citò un cablogramma mandato da Negroponte nel 1985 che rese evidente come Negroponte fosse al corrente del pericolo di "futuri abusi dei diritti umani" da parte di "cellule operative segrete" lasciate dal Generale Alvarez dopo che venne deposto nel 1984.

    Quando Bush annunciò la nomina di Negroponte all'ONU, poco dopo essere entrato in carica, dovette affrontare nomerose proteste. Comunque, l'amministrazione Bush non tornò sulla decisione e si spinse addirittura a cercare di mettere a tacere i potenziali testimoni. il 25 marzo 2001, il Los Angeles Times riportò la notizia dell'improvvisa deportazione dagli Stati Uniti di diversi ex-membri degli squadroni della morte honduregni, che avrebbero potuto fornire delle testimonianze dannose contro Negroponte nelle sue audizioni al Senato per la conferma ad ambasciatore.
    Uno dei deportati era il generale Luis Alonso Discua, fondatore del Battaglione 3-16. Nel mese precedente, Washington aveva revocato il visto di Discua che era vice ambasciatore dell'Honduras all'ONU. Ciononostante, Discua rese pubblico il supporto statunitense al Battaglione 3-16.
    Apprendendo della nomina di Negroponte, Reed Brody della sede New Yorchese di Human Rights Watch commentò:
    Quando John Negroponte era ambasciatore, voltava lo sguardo quando venivano commesse delle atrocità. Ci si dovrebbe meravigliare di quale tipo di messaggio l'amministrazione Bush stia mandando riguardo ai diritti umani con questa nomina. Il 19 aprile del 2004 John Negroponte è diventato per nomina di George W. Bush ambasciatore degli Stati Uniti presso il governo provvisorio (fantoccio sarebbe meglio dire) in Iraq eletto e confermato dal Senato americano con 95 voti favorevoli e 3 contrari.

    Mi sembra chiaro quale fosse la democrazia che gli Stati Uniti vogliano esportare in Iraq, la stessa che avevano esportato nel Nicaragua sandinista.
    Come scriveva Jack Hirschman in una sua poesia...volevo solo che voi lo sapeste.
    Viva la resistenza e la guerriglia iraqena contro l'occupante imperialista, onore a Daniel, Humberto e Camilo Ortega, onore a Ernesto Cardenal. Que viva siempre sandinismo, que viva Sandino.

    Ci sarebbe anche da parlare sul famoso scandalo Iran Contras ma per quello rimanderò ad un altro post.

    A luta continua
    Cavolo hanno mandato proprio il criminale giusto! poveri iracheni....

  5. #5
    alfredoibba
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Lao-Tse
    quando negroponte era in Honduras la corte di giustizia internazionale condannò gli USA che, venne dimostrato dalla Corte, finanziarono gruppi terroristi anti-governativi (i famosi contras) e tentarono l'abbattimento del governo socialista. per tutta rusposta gli USA, per bocca di Negroponte dissero di non sentirsi vincolati dal rispetto della sentenza della Corte di Giustizia...e proseguirono per la loro strada...mi piacerebbe tanto che tutti i forzaitalioti e aennini e americanisti vari che vedono gli USA come paladini dei Diritti umani avessero un briciolo di competenze in fatto di storia del diritto internazionale..pazienza...bel personaggino comunque Negroponte, quando assunse la sua ultima carica, non vorrei sbagliarmi ma il corriere della Sera fece un articolo nel quale si lodava il fatto che avesse discendenza italiana e che anche un discendente di stranieri, nei grandi, liberi e democratici USa potesse fare ogni tipo di carriera, anche diplomatica, e vi si rimpiangeva l'arretratezza del panorama italiano, dove questo non è concepibile...
    La democrazia liberale è questa merda qui. I democratici vedono o condannano solo i crimini compiuti in nome del socialismo, della tradizione, del populismo. Invece per esportare il libero mercato e i pseudo-valori massonici, il crimine va bene. Questi sono i liberali.

  6. #6
    alfredoibba
    Ospite

    Predefinito

    Spero che gli iraniani abbiano coppiato la tecnologia americana, così quando l' Iran verrà attaccato, gli americani si sfracellerano per mano di politiche loro. Purtroppo sono passati 20 anni, e la tecnologia militare statunitense è cambiata parecchio.

 

 

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