Carissimo Adriano, il tuo silenzio all'interno della tematica Costantinopoli/Roma è stato assolutamente assordante.fin troppo silenzio(a parte qualche intervento organizzativo) e fin troppo rumore.l'assenza si sa o è una mistica presenza oppure è segno di prigionia e del non sapersi come e dove muovere
Mi permetto questa notazione e questa lettera perchè è toccato a me(e chissà per quale paradosso) presbitero del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli e quindi di una Chiesa canonica ortodossa autorevole membro del Consiglio Ecumenico delle Chiese e impegnata da almeno 1 secolo nel tessere relazioni di unità con (usiamo questa categoria) l'occidente cristiano (e non è toccato come invece era prevedibile ad uno dei miei fratelli o delle mie sorelle con cui non sono in comunione della chiesa ortodossa tradizionale)alzare il coperchio della grande menzogna ed urlare Il Re à nudo
Io ho tematizzato fino in fondo l'autoriflessione che la sinfonia della chiesa ortodossa(nota l'espressione al singolare collettivo.Dovete imparare-ti prego in particolare insegnalo al tuo Vescovo-che non esistono le chiese ortodosse ma la sinfonia unitaria dell'Unam Sanctam) fa di se stessa dovunque e comunque quando si pensa con timore e tremore l'unica erede e l'unica continuatrice della Chiesa Una ed Indivisa
Questo.amico caro,implica e deduce la rottura oggettiva con tutta una serie di teorie teologiche che oggettivamente nate in territorio riformato solo in esso hanno senso (constato che stanno prendendo piede dovunque nella cristianità) tutte riassumibili nella teoria ecclesiale dei rami diversi e plurali e lacui assoluta diversità e pluralità proprio e perchè tale rende visibile per metafora la chiesa una e santa ed apostolica
La giurisdizione a cui appartengo(ed apparterrò) certamente è impegnata nell'unità e spesso purtroppo lo fa con equivoci,con l'implciito del dire e del non dire ,con gesti assolutamenti liceali ed emozionali ma privi di spessore teologico,spirituale ed ecclesiale. Ma nel momento in cui una locale sinodia della sua giurisdizione rivendica l'assoluta fedeltà ai Padri e alle Madri ,la mia giurisdizione non può fare a meno di riconoscermi non tanto un diritto ma quanto un dovere .
Da qui al tuo silenzio assordante,amico caro,la prima domanda sperando che anche tu non sposi la teoria dei rami(diciamo una teoria della chiamiamola cosìsinistra cristiana d'occidente) ed è domandanetta,semplice,chirurgioca,onesta: Dove sta se sta reale e visibile l'Unam Sanctam del Cristo Signore e quali sono le sue note di identità ontica ?
Si Adriano caro,in questo mio essere chiaro/e lo abbiamo fatto recentemente) io non sono political correct ma oltremodo political ed ecclesial scorrect come è noto a Palermo nei nsotri ambienti e davanti al Signore penso che questo è forse l'unico talento che ho messo a frutto.la perfidia nel Signore e come tale cioè perfido è giunta l'ora di chiamare a convocazione il silenzio assordante non solo tuo ma della teologia e dell'ecclesiologia diciamo liberal,diciamo conciliare,diciamo muro di gomma,diciamo la teologia delle facoltà ufficiali e sotto questo aspetto -e così ho sempre sostenuto-preferisco i tradizionalisti di tutte le salse(come qui Augustinus,Dreyer e per certi aspetti Catholikòs che è peò un pò inquinato dal liberalismo) perchè almeno possiedono una loro identità con cui ci litighi/cosa che è accaduta) con cui e insieme con cui proclami la reciproca inimicizia (ed è accaduto) ma che non sono un muro di gomma che tutto mangia,tutto digerisce e tutto poi elabora.
Mi viene sempre di più il sospetto che la teoria e la prassi della proposta arcipelago (nella chiesa cattolica c'è spazio per tutti anche per i non cattolici purchè riconoscano il primato e se non proprio l'infallibilità almeno l'indefettibilità del papa,nel comune santo odio reciproco ) nasca proprio in territorio liberal tipo SAE E facoltà teologiche varie
Successiva second adomanda chirurgica e semplice.Ma ti riconosci nelle poszioni/di quelle politiche non mi importa in questa sede) ecclesiologiche e spirituali ad esempio di Augustinus e di Dreyer?
Altra domanda semplice semplice: Il Concilio Vaticano II rompe o è in perfetta continuità con tutta la pregressa esperienza d'occidente romano-cattolica che io chiamo franco-carolongia?
E di queste domande ne avrei un'infinità ....
Constato e contesto il tuo silenzio
Certo probabilmente e sicuramente in perfetta sincerità di cuore mi scriverai della sofferenza per la disunione.Ma ormai qui nei fora questo è pure bruciato. abbiamo detto tutti che siamo lieti veramente lieti della separazione,dell'essere non in comunione e che pensiamo all'unità conme ritorno di una chiesa nell'altra cioè come metania e ravvedimento di una sola parte e non di entrambe(ovviamente ciascuna pensa alla propria)
E allora amico mio?
Ed è qui che si colloca ancora una volta la proposta della minoritaria parrocchia ortodossa di San Marco d'Efeso a Palermo.l'ospitalità liturgica che cerchiamo e che rinnoviamo come invito non è il gusto spirituale di uno dei due polmoni ma è proprio la tradizione vivificante della Unam Sanctam
Sicuramente avrai pianto per questa tematica ma amic mio non basta Lacrime e silenzio ,questo tipo di silenzio ovviamente,non possono coesistere
Con stima,affetto evangelico,amore cristiano in reciproca parte alienorum
Padre Giovanni Festa




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ogni tanto cita pure me 