PUBBLICO QUI DI SEGUITO LA RISPOSTA ALLA RICHIESTA DI UN COMUNICATO STAMPA COMUNE CONTRO IL REFERENDUM PERVENUTA DA ALCUNI ESPONENTI DELL'AREA, A CUI FORZA NUOVA VICENZA HA DECISO DI NON ADERIRE
Carissimo Alex, carissimi camerati,
mi dispiace dovermi trovare in disaccordo con te sulla questione referendaria, poiché non condivido in nulla e per nulla le tesi a sostegno di una finta unità nazionale basata sull’ipocrisia che da troppi anni contraddistingue i “difensori” della bandiera italiana.
Desidero porre all’attenzione dei camerati le seguenti considerazioni che portano Forza Nuova a Vicenza a schierarsi a favore del si nel quesito referendario:
L'Italia è profondamente mutata rispetto al 1948. Di conseguenza le regole di funzionamento delle istituzioni necessitano di essere adeguate alla realtà odierna anche per essere in piena sintonia con il rafforzamento delle autonomie regionali e locali, l'elezione diretta di sindaci, presidenti di provincia e di regione e l'affermazione del bipolarismo realizzatisi negli ultimi dieci anni e non previsti dalla Costituzione vigente.
La riforma costituzionale non spacca ma anzi ricompatta il Paese perché definisce con chiarezza le materie assegnate alla competenza delle Regioni e determina il ritorno di alcune materie importanti alla competenza dello Stato. Lo si è fatto allo scopo di realizzare un federalismo solidale, molto più equilibrato e comunitario di quello voluto dalla sinistra.
Le materie riportate in capo allo Stato sono:
Il trasferimento allo Stato di queste materie è il miglior antidoto per evitare che nascano processi di divaricazione tra le Regioni.
- le norme generali sulla tutela della salute,la sicurezza e la qualità alimentare, l'ordinamento della Capitale federale, le reti strategiche di trasporto e navigazione di interesse nazionale e le relative norme di sicurezza, l'ordinamento della comunicazione,l'ordinamento delle professioni intellettuali,l'ordinamento sportivo, produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia,promozione internazionale del sistema economico e produttivo italiano,la politica monetaria,la tutela del credito,
- le organizzazioni comuni di mercato.
La devoluzione, invece, assegna alle Regioni materie che possono gestire meglio dal punto di vista organizzativo e finanziario, poiché è innegabile che gli enti locali sono più vicini al cittadino di quanto non possa essere un governo centrale. Per esempio:
Finora, senza federalismo, e con oltre un secolo e mezzo di centralismo alle spalle, non sono stati colmati i diversi divari - sociali, economici, organizzativi - tra Nord e Sud. La sinistra afferma che il federalismo aumenterà questo divario. Ma quello che è certo è che il centralismo, finora, non lo ha eliminato mentre il federalismo può essere la grande risposta veramente innovativa al problema del divario Nord-Sud.
- Sanità. Le Regioni avranno competenza legislativa esclusiva su assistenza sanitaria e organizzazione ospedaliera. Allo Stato spettano le norme generali sulla tutela della salute; Scuola. Le Regioni avranno competenza legislativa sull'organizzazione degli istituti scolastici e di formazione, salva l'autonomia delle istituzioni scolastiche. Potranno definire programmi scolastici e di formazione di interesse regionale. Allo Stato il compito di assicurare l'omogeneità complessiva degli studi;
- Polizia. Le Regioni avranno competenza legislativa sulla organizzazione della polizia amministrativa e locale, la cui attività andrà coordinata con quella degli altri corpi dello Stato.
La riforma federalista può essere una grande opportunità di modernizzazione del Paese. Federalismo significa responsabilità, semplificazione, sburocratizzazione, collaborazione tra pubblico e privato. Le Regioni, assumendo una responsabilità esclusiva, dovranno dimostrare di essere responsabili nel varare le leggi. Buone leggi consentiranno di utilizzare le risorse in modo più efficiente. Il passaggio di competenze dallo Stato alle Regioni può rendere più trasparente l'utilizzo delle risorse attraverso la responsabilità delle autonomie locali, la cui spesa diventa molto più controllata dai cittadini che non a livello centrale.
Cari camerati, ancora una volta rischiamo di perdere un’opportunità per diventare protagonisti del futuro del nostro paese.
Certo non sarà il modello di stato a cui aspiriamo ma certe tesi non possono trovarmi per nulla d’accordo.
Camerateschi saluti




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