



... più che altro per chi cerca di barcamenarsi![]()
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Uomini simili ed uguali concepiscono facilmente la
nozione di un Dio unico che imponga ad ognuno
le stesse regole e accordi la felicità futura
allo stesso prezzo.
L'idea dell'unità del genere umano li riconduce continuamente
all'idea dell'unità del Creatore, mentre invece
uomini separati gli uni dagli altri e molto differenti
giungono spesso ad immaginare tante divinità
quanti sono i popoli, le caste, le classi e le famiglie
e a tracciare mille strade particolari per il cielo
Alexis de Tocqueville -- La democrazia in America --
Acuta osservazione


Se il Dio Unico
esiste
allora tutto è permesso in Suo nome...
Alain De Benoist -- intervista alla radio svizzera ( 10-11-2004 )
Agostino, La città di Dio, XIX, 17:
La città celeste, finché è pellegrina sulla terra, chiama cittadini da tutte le nazioni e raccoglie la società pellegrina fra tutte le lingue, senza badare a diversità di costumi, di leggi, di istituzioni (...), senza eliminare o distruggere nessuna di esse, anzi accettando e seguendo tutto ciò che tende ad un unico e medesimo fine della pace terrena, nonostante le diversità da nazione a nazione, purché ciò non costituisca un ostacolo per quella religione che insegna a venerare l'unico vero e sommo Dio.
Il che è come dire che il cristianesimo non concepisce (non può farlo) differenze radicali, importanti, pregnanti: si capisce, sarebbero spiegazioni alternative alle sue , ed esso si troverebbe ben presto in pericolo.
Ma se è vero che questa religione può ammettere solo differenze "deboli", contingenti, transitorie( ad es. la cultura degradata a folklore), ci si può chiedere quale e quanta affinità vi può essere tra esso e i sistemi di pensiero politici che fanno delle differenze un dato fondamentale, come il federalismo, il localismo, l'etnonazionalismo...
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P.S. come può l'unico Dio essere "sommo" ? Quale sommità può esserci senza una gerarchia, un vertice e dei subordinati![]()
Lo aveva già fatto notare Porfirio: come non può essere considerato "re" un uomo che regni sui buoi e sulle capre, così non può esserlo un Dio i cui sudditi siano gli uomini, anziché altri Dèi.Originally posted by Mjollnir
P.S. come può l'unico Dio essere "sommo" ? Quale sommità può esserci senza una gerarchia, un vertice e dei subordinati[/B]


Zygmunt Bauman -- La società dell'incertezza --
Non voglio impegnarmi in una dispota sull'esistenza o sulla non esistenza di Dio. Nel discorso precedente (e, ancora più importante, nell'uso/abuso politico filosofico del suo nome) «Dio» sta per l'idea di «unico e solo», rimanda all'idea del «tu non avrai altro dio all'infuori di me» in tutte le sue possibili interpretazioni e incarnazioni: Ein Volk, ein Reich, ein Fuhrer, unico partito, unico verdetto della storia, unica direzione del progresso, unico modo di essere umani, unica ideologia (scientifica), unico vero significato, unica filosofia riconosciuta. In tutti questi esempi, «unico/a» trasmette un solo messaggio: il diritto al monopolio del potere per alcuni, il dovere della totale ob-bedienza per altri.
Proprio nella battaglia contro questa «unicità», l'individuo ha potuto affermarsi come soggetto morale, come soggetto responsabile che prende coscienza della propria responsabilità. La «molteplicità», dice Marquard, «proprio la diversità molteplice, rappresenta la possibilità umana della libertà». Marquard usa le affinità etimologiche del tedesco Zweifel (dubbio) con zwei (due): la presenza di due (o più) convinzioni - che attraverso la loro controversia perdono gran parte della propria forza — permettono all'essere umano «come un Terzo che ride e piange, di emanciparsi dal potere di entrambe». È vantaggioso per l'uomo, in quanto individuo, «avere molte convinzioni», «avere molte tradizioni e storie e molte anime nel petto», «avere molti dei e molti punti di orientamento»
Se il monoteismo significa mancanza di libertà, la libertà che nasce da una realtà politeistica non implica il nichilismo, come sostengono i suoi detrattori. Essere libero non significa non credere in nulla, ma riporre la propria fiducia in molte cose: troppo numerose per il conforto spirituale di una cieca obbedienza; significa essere consapevole che vi sono troppe credenze e convinzioni egualmente importanti e convincenti perché si possa assumere un atteggiamento sbadato o nichilista di fronte al compito di una scelta responsabile tra di esse. E sapere che nessuna scelta mette al riparo dalla responsabilità delle sue conseguenze. E che perciò scegliere non significa aver risolto il problema della scelta una volta per sempre e neppure il diritto a mettere a riposo la propria coscienza.


Emmanuel Todd -- L'illusione economica -- L'euromonoteismo- ed. Tropea
.Molti particolari del progetto di moneta unica fanno pensare ad una ricerca di attributi divini. Innanzitutto l'unicità,che riserva a un solo Dio l'adorazione dei fedeli. Da questo punto di vista la fusione delle monete nazionali è il punto d'arrivo di un processo di unificazione che avviene preliminarmente all'interno di ogni moneta nazionale. A partire dalla fine degli anni sessanta si assiste, in un mondo occidentale devastato dal crollo delle credenze, a un tentativo di lunga durata volto a rendere omogenea la massa monetaria abbattendo i compartimenti interni all'attività bancaria. La moneta del "trentennio glorioso" non era che uno strumento, fatto per servire gli uomini e la società. La diversità dei bisogni economici e sociali si rifletteva nell'esistenza di un sistema bancario diversificato e compartimentato, che in realtà non trattava il denaro destinato a impieghi differenti - consumo, investimento industriale, finanziamento immobiliare - come se avesse la medesima natura. Banche di investimento, banche di deposito, casse di risparmio: la molteplicità delle azioni finanziarie e delle loro regole di funzionamento implicava l'esistenza di una moneta eterogenea, gerarchizzata L'unificazione degli status bancari per mezzo dell'abbattimento dei comparti, che trasforma le casse di risparmio in banche di depositi e prestiti e queste ultime in banche d'affari (e viceversa), non può non ricordare la razionalizzazione delle credenze religiose, cara a Weber, che ha orientato l'umanità verso la semplicità razionale del monoteismo. La ricerca di una massa monetaria omogenea, postulata dalla teoria friedmaniana, è un'autentica ricerca del monoteismo monetario, di un dio denaro unico.