POTENZA - Per la vicenda della presunta tangente al sindaco di Campione d' Italia per il contratto da procacciatore di clienti al casinò, il gip di Potenza Alberto Iannuzzi scrive che "appaiono rilevanti e fondamentali le dichiarazioni sostanzialmente ammissive" rese da Vittorio Emanuele di Savoia.
Il principe - rileva il gip nel provvedimento di concessione degli arresti domiciliari - "ha confermato la conclusione dell' accordo corruttivo stipulato fra lo stesso principe Savoia, il Rizzani, il Bonazza (che avrebbe dovuto fungere da prestanome del Migliardi) ed il Salmoiraghi, sindaco del suddetto comune".
''HA PARZIALMENTE CONFESSATO''
Nel corso dell'interrogatorio di garanzia al quale è stato sottoposto lo scorso 20 giugno nel carcere di Potenza, il principe Vittorio Emanuele di Savoia ha fatto dichiarazioni "parzialmente confessorie" e si è detto disponibile a offrire "ampia collaborazione".
"Tenuto conto delle dichiarazioni parzialmente confessorie e dell' atteggiamento serbato durante l' interrogatorio di garanzia, caratterizzato dalla disponibilità ad offrire ampia collaborazione nella ricostruzione dei numerosi episodi delittuosi contestati - ha scritto il gip- possono ritenersi affievolite le esigenze cautelari".
DALLA CELLA AI DOMICILIARI AI PARIOLI
Ha lasciato il carcere di Potenza quando mancava poco meno di un minuto alle 16 Vittorio Emanuele di Savoia. A bordo di un fuoristrada Suzuki con i vetri oscurati per evitare foto e riprese in compagnia dell' avvocato Giulia Bongiorno, dell'autista e del portavoce di casa Savoia, il principe ha lasciato il carcere del rione Betlemme diretto a Roma, dove, in un appartamento di via Bacone, ai Parioli, è stato individuato il luogo per gli arresti domiciliari.
Sei giorni dopo l'arresto Vittorio Emanuele lascia il carcere potentino e la cella al piano terra per affrontare la detenzione ai domiciliari in un più confortevole appartamento. Un' esperienza quella del figlio dell' ultimo re d'Italia affrontata con "grade dignità e serenità " come raccontano i suoi legali e chi con il principe ha condiviso la cella: "E' una persona gentile e distinta" raccontano alcuni agenti di polizia penitenziaria. Impressione confermata anche dai racconti dei parenti di alcuni detenuti. Ieri e oggi, giorni di colloqui, tutti hanno chiesto ai loro cari: "Hai visto il principe?" e tutti hanno riferito la descrizione di un uomo "distinto".
Soddisfazione è stata espressa dai legali del principe per la decisione del gip Alberto Iannuzzi. Già ieri l'avvocato Giulia Bongiorno era apparsa abbastanza fiduciosa su un esito postivo dell' istanza presentata. "Siamo soddisfatti per questo provvedimento" ha spiegato l'avvocato Luigi Isolabella, mentre attendeva l'uscita dell'auto con a bordo il principe.
Il primo obiettivo dei legali dei Savoia era quello di "fare uscire il principe di prigione - sottolinea Isolabella - per noi é molto importante che vada ai domiciliari. E' stata una settimana di tantissima fatica e concitazione adesso c'é una grande soddisfazione da parte di tutti". "Come stanno mia moglie e mio figlio?": sono state le prime parole che Vittorio Emanuele di Savoia ha detto all' avvocato Giulia Bongiorno, quando quest' ultima gli ha comunicato la decisione del gip di concedergli gli arresti domiciliari. Il principe, secondo quanto riferito dalla Bongiorno, e apparso "provato, ma soddisfatto di questo primo obiettivo raggiunto". La possibilità che il gip decidesse di concedere gli arresti domiciliari al principe si era andata concretizzando già ieri, quando i difensori avevano rinunciato al ricorso al Tribunale del riesame, dicendosi fiduciosi sulla possibilità che l'istanza presentata fosse accolta positivamente.
Ad attendere Vittorio Emanuele nell' appartamento ai Parioli ci sarà la moglie, Marina Doria: "Aspetto mio marito a casa. Non vedo l'ora che arrivi. Spero che alla fine la verità su questa brutta storia venga a galla. La nostra famiglia è molto unita. Proprio grazie a questo profondo amore, riusciremo tutti insieme a superare questo difficile momento". I riflettori dinanzi al carcere di Potenza si spengono con la partenza dell' auto con il principe alla volta di Roma. Si smontano i set delle troupe televisive che in questa settimana hanno stazionato ininterrottamente in via Appia, c' è aria di smobilitazione. Qualche passante domanda: "Ma il principe è andato via?" con un pizzico di rammarico per non essere riuscito ad assistere all' uscita dal carcere di Vittorio Emanuele. © Copyright ANSA Tutti i diritti riservati23/06/2006 209


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