
Originariamente Scritto da
Bianca Zucchero
Dal sito del Corriere della sera la risposta di Lina Sotis ad un lettore.
Di tutto il ciarpame parolaio di questi giorni letto sulla vicenda della "concussione sessuale" (e del silenzio tombale di chi ne doveva invece ASSOLUTAMENTE parlare quale la ministra Pollastrine e le altre donne del governo oltreché tante altre. Ma deve rivestire "un tabù" sta vicenda per tante "brave ragazze" - si fa per dire - se l'hanno "rimossa" così. Oh quante cose investe. La loro stessa "essenza" dell'essere donne, la loro autostima, il loro considerarsi PERSONE, soprattutto) la risposta di Lina Sotis è esemplare (da grande giornalista) per l'"essenza" che ha colto della vicenda.
A parte poi (e questa è una valutazione personale) la noia mortale di essere "brave ragazze". Saranno felicissimi i deficienti che se le sono cercate, ma loro, ne dubito...
La lettera del giorno
Giovedì, 22 Giugno 2006
Le brave ragazze
Ci sono anche loro.
Sembrano silenziose.
Studiano, lavorano, accudiscono i malati negli ospedali, giovani e motivate.
Aiutano in casa, o si alzano presto per andare al lavoro fuori.
Ci sono le volontarie di servizi sociali.
Vanno a trovare persone anziane, sofferenti. Sbrigano per loro qualche faccenda, ma è la loro fresca e dolce presenza che vale tutta la gratitudine.
Le trovi agli angoli delle strade a porgerti una rivista, un giornale e sorridono.
Un sorriso come non avresti immaginato eppure così spontaneo.
Che cosa fai? Studio. Siamo tanti fratelli, lavora solo mio padre...
Vorrei dire che è capitato pure a me, ma mi taccio. Non voglio rovinarmi questa sorpresa, quella che mi riconcilia con il mondo.
Le trovi a servirti una tazza di caffè nei bar o nei ristoranti, oppure nei grandi magazzini, con le loro divise pulite e con le loro belle targhette con i nomi che ti sembrano più belli, più importanti messi così...
Con la fantasia che mi accompagna da una vita è facile per me porgere una battuta, un complimento.
Non ci sono abituate e si vede, si capisce.
Che begli occhi che hai...il volto dell'anima.
Grazie.
Che fortuna imbattersi in una ragazza elegante, con una gonna e una camicetta che sanno di fresco, di pulito!
Le osservi come se fossi davanti a un quadro, che però si muove ed è soprattutto vivo.
Qualcuna, più timida abbassa lo sguardo se, pensando di passare inosservato, tu la guardi con ammirata insistenza.
Una ritrosia gentile e delicata la loro, che ti fa sentire un poco invadente.
Vi amo.
Sapeste quanto vi amo tutte voi dolci e buone e semplici brave ragazze.
Confidiamo in un futuro migliore, sapendo della vostra esistenza.
Vi manca persino l'invidia per altre ragazze, brave in altri aspetti della vita, che non vi appartiene e di cui leggete nei giornali "specializzati", forse.
So che esiste un Principe Azzurro nel vostro diario, nelle allegre e candide discussioni con le vostre amiche.
Non fatelo morire mai.
Non fateci morire.
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Adamàs
Adamàs
Risposta
Le brave ragazze non a caso sono quelle che trovano marito. Le cattive ragazze trovano normalmente marito e amante. Le smutandate, quelle senza le idee chiare su dove arrivare, trovano normalmente una comparsata televisiva e delle brutte manacce che ravanano su di loro. Tutto vero, evviva le brave ragazze ma, Adamàs, i fatti di questi giorni sono diversi e non contemplano la bontà e la cattiveria femminile, ma solo il disprezzo che certi tangheri maschili dimostrano per le donne.
P.S. Auguri a Rita per il suo compleanno e a Valeria che oggi si sposa.