E' molto diffusa la persuasione che il testo fondamentale della religione giudaica d'oggi sia il Vecchio Testamento, e che il Talmud sia appena un libro sussidiario, come sarebbero per i cattolici i trattati di morale scolastica del medio evo.
La realtà è esattamente il rovescio di tale persuasione, perché da tredici secoli e più gli ebrei accordano invece una limitatissima importanza alla Bibbia, che considerano come un testo incompleto e di scarsissima utilità, mentre assumono per codice religioso fondamentale il Talmud, gli insegnamenti del quale sono da loro scrupolosamente osservati anche e soprattutto quando si trovano in aperto contrasto con quelli mosaici. Nel Talmud è racchiusa quindi l'essenza e la norma del giudaismo, ed è al Talmud che occorre attingere se si vuole avere un'idea esatta del giudaismo stesso.
Ora, mentre tutte le religioni del mondo ostentano con orgoglio i loro testi, sacri e li diffondono quanto più possono, la religione giudaica occulta invece tenacemente il suo libro fondamentale. Molti cristiani partono dalla premessa che il Talmud, ispirandosi alla Bibbia. non potrebbe essere un, libro contrario alla morale cristiana. La scarse conoscenza dei termini del problema è ancor oggi così diffusa.
E' quindi necessario che il gran pubblico conosca ì principali precetti del Talmud stesso e che abbia una nozione del modo col quale tale libro si sia andato formando. Si tratta infatti dell'unico libro religioso che impone agli adepti alcune convinzioni negative che il Pranaitis ha ben evidenziato.
IL minimo accenno di una divulgazione o traduzione del testo del Talmud fra i non ebrei ha regolarmente determinato delle crisi gravissime che ebbero sempre come risultato pratico la conservazione del segreto e del mistero talmudico. Il primo modo per conservare il segreto consiste nel contrapporvi dei riassunti e delle traduzioni di autori ebrei nelle quali le norme segrete del Talmud contro i popoli non ebrei sono soppresse od abilmente velate. A tale genere di alterazioni appartengono il Talmud del Cohen in italiano e la "traduzione" del Talmud di Gerusalemme fatta dallo Schwab.
Il secondo modo impiegato per conservare il segreto del Talmud consiste nell'impedire che i non ebrei portino a compimento una traduzione fedele del Talmud stesso diffondendo abilmente dubbi sulla capacità del traduttore. Il caso più tipico in proposito è quello dell'Abate Luigi Chiarini, Professore di antichità Orientali all'Università di Varsavia, che avendo intrapreso la traduzione in francese del Talmud, fu aspramente combattuto e giunse a consegnare alla stampa solo il primo volume. L'edizione di tale opera e quella della documentatissima prefazione in due volumi sotto il titolo di "Teoria del giudaismo" è oggi scomparsa e nessun esemplare ne figura nelle nostre biblioteche.
Il terzo modo impiegato dagli ebrei per mantenere i segreti del Talmud, consiste nel fare sparire dalla circolazione le eventuali traduzioni dei non ebrei, le quali arrivassero per avventura ad essere pubblicate. La traduzione più antica, ossia quella fatta per ordine del Califfo Ascien II, la traduzione del Chiarini e le traduzioni recenti fatte da non ebrei, quella del Bischoff pubblicata nel 1929 e quella in sei volumi dal Luzsenzki e pubblicata a Budapest nel 1932 sono introvabili.
Quanto detto più sopra porta naturalmente alla conclusione che il procurarsi una traduzione non ebrea ed esatta del Talmud è oggi impresa praticamente irrealizzabile, e che le traduzioni ebree che circolano nelle lingue europee contengono tutte, nessuna eccettuata, delle alterazioni non conformi al testo originale quale viene spiegato ed insegnato nelle scuole rabbiniche e nelle sinagoghe.
La conoscenza sui contenuti del Talmud è dovuta all'opera di Mons. I.B. Pranaitis, cristiano cattolico, che nel 1892, pubblicava la migliore e più accurata antologia di massime talmudiche. Mons. I.B. Prainatis, titolare della cattedra d'ebraico dell'Università Imperiale Pietroburgo, pubblica l'opera che ha per titolo “Christianus in Talmude, sive Rabbinicae doctrinae de Christianis secreta”.
Il libro di valore fondamentale, ha la traduzione in latino col testo originale a fronte. Contiene le principali prescrizioni e sentenze del Talmud nei confronti dei cristiani. Questo libro ebbe sorte comune a tutti i libri intesi a divulgare i segreti rabbinici: fu trafugato e fatto scomparire prima quasi che potesse essere conosciuto e diffuso. La ricchezza di una biblioteca privata ha permesso alla Effedieffe Edizioni la consultazione e la traduzione italiana di uno dei pochissimi e forse l'unico esemplare oggi esistente del libro suddetto.
(Recensione tratta dal sito: www.cattolicigenovesi.org)
I segreti della dottrina rabbinica, di I. B. Pranaitis, Effedieffe, 2005, pp. 250, euro 15,49
Quarta di copertina: Monsignor Pranaitis, russo, sacerdote cattolico, dottore in teologia e professore di ebraico nell’Università di Pietroburgo, raccolse una importante antologia dei testi del Talmud riguardanti Gesù e i cristiani, intitolata “Christianus in Talmude Judeorum”, che fu pubblicata nel 1892 a Petropoli, con l’imprimatur dell’arcivescovo metropolita Kozlowski, e fu poi riprodotta in traduzione italiana, (con a fianco il testo in ebraico e in latino, come nella attuale edizione Effedieffe) dalla casa editrice Tuminelli nel 1939. Il libro è diviso in due parti: la prima riporta le bestemmie del Talmud contro i cristiani, Gesù e la Madonna; nella seconda parte troviamo i precetti che il Talmud impone all’ebreo contro i cristiani, comandando loro di disprezzarli, di danneggiarli nei beni, di mentire, di giurare il falso contro di loro in giudizio e di sterminarli senza pietà. Leggendo l’antologia raccolta da Pranaitis si nota che l’anima del Talmud consiste nel disprezzo per il non ebreo e soprattutto per il cristiano, poiché “gli ebrei sono chiamati uomini, i popoli del mondo non sono chiamati uomini, ma bestie” (Baba mezia 114 bis). Il Talmud è “il grande educatore del popolo ebraico” (L’Univers Israèlite, 22 novembre 1935, pagina 137). Il professor De Vries ha scritto “si crede…che l’Antico Testamento costituisca il libro base dell’insegnamento religioso per la gioventù israelitica. E’ un errore…Il libro le cui idee e dottrine impregnano l’intelligenza del giovane israelita e formano i costumi della sua famiglia è il Talmud”. (H. De Vries, Juifs et catholiques, Grasset, Paris, 1939, pagina 176)
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Centro studi Giuseppe Federici




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