Dopo due secoli di attesa è l'ora del federalismo
::: di GILBERTO ONETO
Oggi
si votauna riforma che- almeno
formalmente - contiene elementi di federalismo: tutti si proclamano federalisti, poi quando si scalfisce anche di poco il centralismo, si stracciano le vesti frignando sull'attentato alla Costituzione. Molti temono il federalismo, non perchè solidamente centralisti ma perchè troppo autonomisti, troppo campanilisti convenature anarcoidi. Il loro cruccio non è quanto essere autonomi ma da e con chi esserlo. Qui hanno origine molti degli atteggiamenti nei confronti delle riforme. Tracce di federalismo sono una presenza storica antichissima, dalle città etrusche alle tribù celtiche. Le Leghe medievali erano nuclei confederali che non hanno resistito alla prova del tempo e alla fine delle emergenze per non aver saputo rinunciare a una parte del loro individualismoper garantire le libertà di tutti. Qualche forma di federalismo è sopravvissuta all'interno delle grandi repubbliche marinare: le dedizioni più o meno spontanee a Venezia erano un vitale embrione di patto federale, lo stesso vale per l'antico rapporto fra Genova e Noli.




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