Le autorità tedesche avevano ordinato la sua eliminazione
Germania: ucciso l'orso Bruno
Il plantigrado, ancora un cucciolo, sarebbe stato abbattuto nel sud del Paese da un gruppo di cacciatori
MONACO DI BAVIERA - Si è conclusa in modo tragico l'avventura di «Bruno» (all’anagrafe «Jj1»), l'orso bruno che aveva abbandonato il Parco dell’Adamella, nel Trentino, e che da due settimane girovagava in Germania. L'animale, ancora un cucciolo, è stato ucciso questa mattina alle 4,50 da un gruppo di cacciatori in Baviera. Lo ha annunciato il funzionario del governo regionale bavarese Manfred Woelfl.
Dopo diversi tentativi di catturalo vivo - anche con l'aiuto di cacciatori finlandesi specializzati nel rintracciare gli orsi con l'uso dei cani - le autorità avevano deciso di dare via libera all'abbattimento del plantigrado, che nei suoi vagabondaggi in Baviera e nel vicino Tirolo aveva ucciso numerose pecore, avvicinandosi anche senza alcun timore alle abitazioni.
Bruno faceva parte di un gruppo di venti cuccioli avuti da Jurka e Joze, coppia di orsi sloveni (di qui la denominazione anagrafica ufficiale di Jj1) e importati per ripopolare le montagne del Trentino.
CRITICHE - Il presidente dell'Associazione tedesca per la difesa della natura, Hubert Weinzierl, ha criticato con forza l'abbattimento dell'orso avvenuta questa notte in Baviera. «Questa è la più stupida di tutte le soluzioni. Sono molto rattristato» ha detto Weinzierl, che ha poi rivolto un appello a «tutti gli orsi del mondo a evitare la Baviera». Weinzierl si sarebbe augurato volentieri una maggiore «rilassatezza» da parte delle autorità tedesche rispetto al primo orso tornato a vivere in libertà in Germania dopo oltre 170 anni.
In altri Paesi orsi e umani convivono pacificamente gli uni accanto agli altri. «Solo in Germania l'orso viene immediatamente fatto fuori» ha detto Weinzierl. Le pecore uccise avrebbero potuto essere rimborsate e l'orso con provvedimenti adeguati avrebbe potuto imparare a restare lontano dai centri abitati, ha detto Weinzierl.