L'idea di un'opera vertente sull'oggetto richiamato dal titolo in questione è senz'altro di per sé valida. Il presupposto di voler sintetizzare "l'evoluzione storica, politica, sociale ed economica dell'Italia Unita fino alle tensioni odierne tra lo Stato e i movimenti autonomisti" (dalla prefazione) implica però, già in partenza, il minore impegno della stessa. Ed è un vero peccato!
Circa questo primo punto vorrei dire che Marco Peroni mi sembra che sia stato talmente di parola tanto che in una settantina di paginette (dalla 5a alla 75a, concedendogli le ultime 3, che di fatto hanno carattere puramente definitorio, e considerando che dal totale bisognerebbe comunque sottrarre lo spazio di una quarantina di riproduzioni fotografiche, schemi, grafici, simboli, cartine e quant'altro – ai fini della qualità certamente non guastano, tuttavia sottraggono spazio utile ad una più ampia descrizione degli avvenimenti) ha liquidato la materia storica inerente nientepopodimeno che oltre centocinquant'anni. Una riduzione a mio parere eccessiva. Non si rende, in tal modo, né giustizia ai veri meriti o demeriti umani né tanto meno conto di taluni avvenimenti apparentemente secondari ma in realtà determinanti la dinamica storica, che, ricordiamolo, ha, nello scorcio in disamina, rilevanza mondiale.
All'opposto, altro punto programmatico, la non influenza partitica e/o politica (sempre dalla prefazione), sembra invece, magari involontariamente, disatteso.
Faccio un esempio. Nel capitolo intitolato Il dopoguerra e l'epoca moderna, praticamente riepilogando una cinquantina d'anni di storia, si parla dei vari partiti rientranti nell'arco costituzionale a partire dal 2 giugno 1946, coincidente con il referendum per la scelta tra la monarchia e la repubblica, e giungendo sino all'epoca quasi contemporanea, laddove si dedica uno spazio molto limitato a partiti quali la Dc, il Psiup, il Pci, il Psi, Forza Italia..., invece alla Lega, tra la nascita e la sua evoluzione, sono dedicate ben sette pagine. Il che vale a dire: un decimo dell'intera trattazione. Maggiore stupore è suscitato nell'analisi del fondamento della teoria leghista, dove, tra tanto discorrere, non è neppure menzionato Miglio, il vero ideologo della Lega.
http://xoomer.alice.it/peronimarco/




Rispondi Citando