dal quotidiano LIBERO di oggi....

"La sinistra riapre la caccia al fascista

di ENRICO PAOLI

Per ricordare Renato Biagetti i centri sociali sfilano in piazza al grido di «10, 100, 1000 Acca Larentia»


E ora, per favore, tirate fuori dal carcere Adriano Sofri con tante scuse - o buttate dentro coloro che ieri, partecipando alla manifestazione indetta per ricordare (ricordare?) Renato Biagetti, ucciso domenica scorsa a Focene a coltellate da due giovani arrestati due giorni dopo, hanno gridato «Morte al fascio», «Camerata basco nero il tuo posto è al cimitero», «Fascisti stanotte tornate nelle fogne», «10, 100, 1000 Acca Larentia». Sì, tirate fuori Sofri o buttate dentro gli imbecilli di sinistra, dei centri sociali Acrobax e compagnia cantante con l'accusa di "istigazione a delinquere", se credete ancore nella giustizia. Sì, avete letto bene: istigazione a delinquere. Articolo 414 del Codice Penale: Chiunque pubblicamente (c.p.266 n.4) istiga a commettere uno o più reati è punito, per il solo fatto dell'istigazione». Gridare ciò che hanno gridato ieri i sinistri signori dei centri sociali, tanto cari a Rifondazione e Comunisti Italiani, a cui non hanno fatto certo mancare l'avallo politico, è una bella e buona istigazione a delinquere, nella convinzione che «uccidere un fascista non è reato». Lo è, eccome se lo è. Come lo è stato uccidere Renato Biagetti. Dunque la storia si ripete uguale a se stessa, con la violenza che finisce con l'evocare altra violenza, ritenendola giustizia. Senza sapere che la Storia, quella con la esse maiuscola non può essere usata come hanno fatto ieri i "compagni" di Renato, che hanno scomodato anche le Fosse Ardeatine, e Piazzale Loreto, gridando «Roma ricorda le Fosse Ardeatine, basta fascisti e le lame assassine», «Piazzale Loreto l'ha insegnato, uccidere un fascista non è reato». Se volevate la prova dell'imbecillità di chi pretende di dettare le regole, sovvertendo la verità, eccola qua. Ma se i cori stupidi e infami non stupiscono, dimostrando di che pasta è fatta certa sinistra, stupisce invece che alcuni esponenti politici, eletti dal popolo, avallino tutto ciò. Il solito Paolo Cento classifica il delitto come «politico», aggiungendo che «è bene che il centro sinistra si scuota dal torpore». Per l'assessore regionale al Bilancio, Luigi Nieri, invece «da troppi mesi a Roma si registrano fatti gravissimi, soprattutto nelle periferie, di stampo fascista, basta leggere le scritte che ci sono in città. È necessario un intervento». Vero, ma chi governa Comune, Provincia e Regione? Troppo facile cercare di mascherare i propri fallimenti accusando i soliti fascisti. Se in periferia non si vive non è certo per quelle scritte, ma perché nessuno affronta il problema. In questo senso ha ragione Massimiliano Smeriglio, segretario della federazione romana del Prc e deputato, sottolineando «il dispiacere perché davanti a un fatto così grave l'amministrazione comunale è stata poco presente». In modo particolare Smeriglio ha messo in evidenza l'assenza del sindaco, Walter Veltroni. Assenza tanto dal problema periferia, quanto dalla manifestazione. Dure le repliche arrivate dal centro destra. Fabio Sabbatani Schiuma di An, parla di «opera di sciacallaggio», ribadendo che «certi comizi andrebbero evitati almeno per rispetto della memoria». I giovani di Forza Italia, infine, dicono ancora una volta "no" e cento volte "no" alla violenza da qualunque parte provenga. Altro che Acca Larentia. Ps: lo slogan era «fascisti carogne, tornate nelle fogne». Imbecilli.
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Saluti liberali