Tutto a posto... Mi sono permesso di dare una sistematina, come faccio in genere quando noto sviste o errori di battitura... :)
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Il Patrono di Sampeyre (CN) è S. Michele Arcangelo, poco distante nel paese di Becetto c’è un santuario, molto noto nel Medioevo (annesso al santuario c’è un porticato che anticamente era il dormitorio dei pellegrini) dove fino al 1974 era venerata una Madonna Nera. La statua venne rubata, probabilmente il solito furto su commissione visto che “si dice” venga conservata in un’importante villa piemontese … Il culto alla Vergine si era comunque già spostato nella vicina Valmala, dove ora sorge un nuovo santuario, sempre in cima ad un monte, nel luogo in cui la Madonna apparve, alla fine del secolo XIX, a dei bambini/pastorelli.
Questa zona anticamente faceva parte del Delfinato di Francia, nella cui capitale Viennette (vicino a Lione), in epoca romana, c’era un tempio dedicato a Cibele, questo particolare può sembrare irrilevante ma, in quel luogo di culto, molto praticato attorno all’anno mille, la terra è particolarmente ricca e nera.
L’Arcangelo Michele é una figura luminosa e guerriera - cristiana e pagana insieme - che mi ha sempre affascinato; potete leggere anche questa discussione da me aperta e proprio a Lui dedicata:
Arcangelo San Michele , portatore di Luce - Giovani.it - Forum
Queste sono mie foto del giorno 19 Agosto 2007 scattate a Monte Sant'Angelo:
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P.S. Complimenti per questo forum di Esoterismo e Tradizione che é decisamente interessante e che seguo da anni - fin dai tempi dalla vecchia Pol - anche se non ero mai intervenuto direttamente per scriverci, da quel che ricordo...
14 Words! - Luca/Holuxar
Complimenti, lavoro eccellente ed esaustivo.
Questo forum è una fonte di di conoscenza e, parallelamente, di divulgazione.
Preso dalla foga dimenticavo che questa "divinità" è stata adottata dai Longobardi che ne hanno fatto il loro psicopompo, ovvero il loro San Pietro nonchè l'Anubi rinnovato. I battisteri longobardi posti sempre fuori dalle chiese erano dedicati a San Michele: colui che pesava le anime come nella psicostasia, ma che mondava in un bagno rituale battesimale inteso come estasi, dato che l'immersione in apnea estrema comportava una alterazione di coscienza.
Michele Arcangelo: Santo invocato anche nel Woodoo, sicuramente legato al cristianesimo Ariano. Ancora santo che troneggia sopra il Mausoleo di Adriano, divinità vicina a Charun e alla Vanth etrusca...
La porta bronzea di San Michele, Monte Sant'Angelo, mostra Lucifero con un'iscrizione che lo definisce "draco" e le sembianze di un diavolo incatenato che si oppone all'arcangelo San Michele. Va sottolineato che il rapporto tra questo angelo e il diavolo-drago ha comunque radici lontane.
La figura dell'arcangelo Michele, (Mi ka-'el) cioè "Chi è come Dio?", è ancora oggi oggetto di grande devozione da parte dei tanti pellegrini che raggiungono i numerosi luoghi di culto dedicati a questa importante figura della devozione cristiana.
L'arcangelo Michele è il terzo degli angeli che la Bibbia indica con il loro nome (Daniele 10,13; Giuda 9). Michele è il protettore dei Giudei: "II rande principe, che vigila sui figli del suo popolo" (Daniele 11,1) è "l'angelo di Jahwe" (Zaccarìa 3,1-2) che si oppone al potere delle tenebre rappresentate da Satana, difendendo la Chiesa (Apocalisse 12,7-19).
Per queste prerogative dogmatiche, l'arcangelo Michele è stato contrassegnato con i toni del combattente, divenendo il modello dell'angelo militare, così come testimoniato da molte raffigurazioni dell'arte cristiana.
La sua attività è nitidamente descritta nell'Apocalisse (20,1-3), in cui Michele e il suo esercito celeste relegano per sempre Satana nelle tenebre, da cui con potrà più risorgere:
"Quindi vidi un angelo discendere dal cielo con in mano una chiave dell'Abisso e una grossa catena. Afferrò il dragone, il serpente antico, quello che è chiamato diavolo o Satana, e l'incatenò per mille anni; quindi, gettatolo nell'Abisso, chiuse e vi pose il sigillo, affinchè non potesse più sedurre le genti sino al compimento dei mille anni, quando dovrà essere sciolto, ma per breve tempo".
Mentre San Tommaso osservava: "Michele è l'alito dello Spirito Redentore che, alla fine del mondo, combatterà e distruggerà l'Anticristo, come fece con Lucifero all'inizio".
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Raffaello Sanzio – San Michele e il drago (1505 ca.)
Louvre, Parigi
In molte pitture e sculture il diavolo, vinto da San Michele, è raffigurato come drago perché tale aspetto si allaccia soprattutto alla precedente descrizione data da Giovanni nell'Apocalisse, ma anche perché il drago è la figura mitica che da sempre incarna il male e il peccato.
Massimo Centini – L'Angelo decaduto (De Vecchi editore, pag. 109)
Alfredo Cattabiani
MICHELE ARCANGELO
In epoca ellenistica l'equinozio autunnale, come quello primaverile, era consacrato a Mitra-Sole, considerato demiurgo e kosmokrátor, signore e animatore del cosmo, la cui funzione era simboleggiata da una sfera che teneva in mano; ma anche mediatore cosmico e dunque, per tanti aspetti, analogo a Hermes-Mercurio. Nell'Antro delle ninfe Porfirio spiegava che, come demiurgo e signore della generazione, era collocato nel cerchio equinoziale. Quella collocazione indicava la funzione mediatrice fra i princìpi luminoso e tenebroso, simboleggiati dai sei mesi in cui prevaleva la luce e dai sei dove la notte era più lunga del giorno. Nell'iconografia dei mitrei, sotterranei e in forma di grotta, il dio era accompagnato da due dadofori, ovvero dai portatori di fiaccola.
Molte funzioni equinoziali e mediatrici di Mitra-Sole-Hermes vennero ereditate da san Michele la cui festa cade in Occidente nel periodo subito successivo all'equinozio, ma a esso analogo simbolicamente perché segna nelle campagne la fine della stagione luminosa e calda: al 29 settembre, che originariamente a Roma ricordava la dedicazione all'arcangelo di una basilica del V secolo al settimo miglio della via Salaria, presso Fidene, sulla collina di Castel Giubileo, detta fino al XIV secolo Mons sancii Angeli.
Di là da queste sedimentazioni di funzioni pagane, Michele è, per le religioni del Libro, l'arcangelo per eccellenza. Il suo nome in ebraico, Mikā'ēl, ovvero «chi come Dio?», il grido di guerra in difesa dei diritti dell'Eterno, ricorre più volte nella Sacra Scrittura. È uno dei capì supremi che vengono in aiuto al profeta Daniele; nello stesso Libro di Daniele è detto «il capo supremo» che vigila sui pii Giudei perseguitati da Antioco IV e li libererà dall'oppressione.
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Lorenzo Lotto, L’Arcangelo Michele caccia Lucifero (1555-1556)
Loreto, Palazzo Apostolico
Appare nel celebre passo dell'Apocalisse, dove si narra che alla fine dei tempi scoppierà una guerra in cielo: «Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e Satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli». Infine, nella Lettera di Giuda è presentato in contesa con il diavolo che gli disputa il corpo di Mosè. Negli apocrifi giudaici Michele assume il ruolo di protettore del popolo di Dio, che nell'Apocalisse diventa la Chiesa, l'Israele di Dio, come la chiama san Paolo nella Lettera ai Galati.
Nel cristianesimo orientale il suo culto risale ai primi secoli, quando furono costruiti molti santuari, i Michaelion, nei luoghi dove egli aveva compiuto miracoli. Un'antica leggenda narra che a Colosse, in Asia Minore, gli apostoli Filippo e Giovanni fecero sgorgare una fonte miracolosa nel luogo dove volevano che Michele fosse onorato con un santuario. I pagani, più tardi, deviarono due fiumi per distruggere la fonte e l'oratorio costruito nelle vicinanze; ma l'arcangelo aprì un abisso che inghiottì i due fiumi e trasformò i miscredenti in statue di sale.
Alcuni storici, da Sozomeno a Niceforo, fanno risalire a Costantino la fondazione del Michaelion sul Bosforo: e siccome vi si praticava l'incubazione, si pensa che san Michele vi abbia assunto anche le funzioni di Asclepio, il dìo della medicina, il Salvatore. […]
Con il Medioevo l'arcangelo assunse un complesso di funzioni tramandate fino a oggi e riflesse nell'iconografia: alcune, come si è detto, di derivazione pagana, altre cristiane. La principale è di guardiano armato delle chiese contro i demoni e di difensore del popolo cristiano, ma anche delle singole nazioni (lo è per esempio della Germania) e di varie città, fra cui Bruxelles e Roma. […]
L'arcangelo con la spada, nell'atto di brandirla per uccidere il dragone o per cacciare Satana nell'inferno, è tipica di tutta l'iconografia occidentale, dove appare anche con la lancia. Talvolta è raffigurato in clamide purpurea, con la spada o la lancia in una mano e un globo nell'altra, come in un rilievo del VI secolo, oggi al British Museum, o nell'affresco a Castel Sant'Angelo attribuito al rinascimentale Domenico Zaga. Il globo in mano, come si è ricordato, era l'attributo di Mitra kosmokrátor: nell'iconografia di san Michele assume un significato simile, poiché è simbolo della sovranità di Dio sul cosmo tramite il capo delle milizie celesti. Ma le analogie con le funzioni di Mitra-Hermes non si limitano a questa se si rammenta che Mitra, alla fine dell'attuale ciclo cosmico, ritornerà sulla terra separando gli uomini malvagi dai buoni, ovvero svolgendo la funzione di pesatore di anime, analoga a quella dell'egizio Toth o del greco Hermes, assimilato al precedente in epoca alessandrina: un prezioso mosaico nel duomo di Torcello, risalente al XII o XIII secolo, raffigura Michele con la bilancia in mano.
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San Michele pesa le anime
Chiesa di San Fiorenzo, Bastia di Mondovì
Curiosamente l'arcangelo è anche diventato, come pesatore d'anime, il patrono di tutti i mestieri in cui ci si serve della bilancia (pasticcieri, droghieri, pesatori di grano e commercianti in genere), mentre la sua funzione di guerriero lo ha trasformato nel patrono della Pubblica Sicurezza.
Una terza prova che conferma l'analogia tra le funzioni di Michele e quelle di Mitra-Hermes è il ruolo di psicopompo, ovvero di conduttore di anime al cielo. Già gli Ebrei credevano che gli angeli avessero la funzione di condurre le anime al giudizio divino. I rabbini attribuirono a Michele arcangelo questa funzione che venne trasmessa alla cristianità dagli gnostici, sicché egli divenne lo psicopompo per eccellenza: la Legenda aurea, sulla scia degli apocrifi, narra che fu lui ad annunziare a Maria la morte e a proteggerla con la palma durante l'Assunzione al cielo. Per questo motivo in tutta la storia dell'Occidente lo si è invocato come patrono delle confraternite seppellitici, tant'è vero che gli si dedicavano cappelle funebri, come per esempio la chiesa del Cremlino, dove si inumavano gli zar.
Il culto dell'arcangelo è ancora vivo in Italia, in particolare a Monte Sant'Angelo dove lo si festeggia sia l'8 maggio che il 29 di settembre con grande concorso di pellegrini, canti e danze tradizionali.
Alfredo Cattabiani, Calendario (Mondadori, pag. 286 e seguenti)