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    Predefinito Lo specchio: magia e suggestioni

    Divinazione con gli specchi
    a cura di Aurora


    Tiziano, Venere allo specchio
    (1554-1555. Washington, National Gallery of Art)
    Immagine tratta dal sito http://www.italica.rai.it/

    La CATOPTROMANZIA è l'arte di predire il futuro mediante gli specchi; è una mantica molto antica, che viene praticata sotto varie forme, poiché sia i corpi brillanti, sia quelli opachi, possono funzionare come specchi. Leggende di ogni paese sono ricche di vari esempi in proposito.
    Gli antichi Franchi, per esempio, predicevano il futuro osservando uno specchio nero posto in una stanza illuminata da una candela fatta con grasso di impiccato.
    In Ungheria, la notte di S. Silvestro, le fanciulle in età da marito immergevano a mezzanotte uno specchio nell'acqua della sorgente per vedere il volto del futuro sposo; tenevano in mano un cero ed osservavano lo specchio; a quel punto compariva l'immagine del fidanzato.
    In Russia, la notte di Natale, le fanciulle si chiudevano in una stanza illuminata da due candele e recitavano delle formule rituali davanti a due specchi per poter vedere riflessi in essi il volto del futuro marito.
    Al giorno d'oggi gli strumenti di questa mantica si dividono in due gruppi: specchi bianchi e specchi neri. Tra gli specchi bianchi la più nota è la sfera di cristallo, ma si usano anche il vetro, la lama di una spada, le pietre preziose, il ghiaccio, lo scudo. Per quanto riguarda gli specchi neri, ogni superficie annerita, brillante o meno, si presta a questo scopo: il palmo della mano annerito, una ciotola piena di inchiostro nero, il fondo delle pentole affumicate.

    "L'interpretazione delle figure è molto singolare: l'indovino fissa lo sguardo sulla superficie e dopo poco intravede ciò che vuole comunicare. Egli crede che l'immagine si disegni sulle specchio, ma non è così; in realtà è la superficie che si cancella dietro una specie di nebbia, che si interpone tra lui e il mezzo. E su questa specie di sipario si formano le immagini; egli non vede più con gli occhi, ma con l'anima".
    Questa è la descrizione che lo storico Khalduin ha dato, nel XIV secolo, nei suoi Prolegomeni; questo procedimento venne studiato, nel secolo scorso, dalla Società per la Ricerca Psichica con la sensitiva Goodrich Freer; è singolare il fatto che sia simile a ciò che ho descritto sopra. Tutto induce a dedurre che lo specchio provochi, in chi lo osserva con molta concentrazione, uno stato di ipnosi e che, quindi, le immagini che il soggetto vede siano solo soggettive.
    Vi sono, però, dei casi in cui le immagini sembrano essere oggettive; il missionario Padre Trilles nel suo libro Fra i pigmei della foresta equatoriale, racconta di un indovino il quale gli mostrò in uno specchio, in modo molto chiaro, il viso dell'autore di un furto.

    I tipi di specchi sono moltissimi; ve ne presento un piccolo elenco:
    SPECCHIO ARABO– E' una bacinella piena d'acqua; può essere sostituita dal palmo della mano di una vergine, annerito con l'inchiostro.
    SPECCHI CABALISTICI– Sono sette globi dei sette metalli che corrispondono ai sette pianeti.
    a) ferro= Marte; b) argento= Luna; c) ferro dorato= Sole; d) stagno= Giove; e) vetro pieno di mercurio= Mercurio; f) rame= Venere; g) piombo= Saturno. Sono congiunti da una catenella di rame e di zinco ed al loro interno sono poste delle piante narcotiche: papavero nell'argento; giusquiamo nel ferro; fiori di canapa nello stagno; oppio nel rame; belladonna nel piombo.
    SPECCHIO DI SANT'ELENA– E' un cristallo su cui vengono tracciati , con olio d'oliva , una croce e il nome della santa, mentre un bambino recita la seguente orazione: "DE PRECORI DOMINA HELENA MATER REGIS COSTANTINI".
    SPECCHIO MAGNETICO– E' una sfera di vetro piena d'acqua di sorgente o distillata.
    SPECCHIO DEI 7 METALLI– E' lo specchio magnetico, con l'aggiunta di fili d'oro, d'argento, di stagno, di piombo, di rame, di zinco, ed alcune gocce di mercurio.
    SPECCHIO TEURGICO– E' lo specchio magnetico unito ad un rito simbolico. Si copre con un panno bianco il globo di cristallo pieno di acqua di sorgente e si accendono tre candele, mentre chi opera recita una formula sopra la testa di un bambino inginocchiato.
    SPECCHIO DEGLI STREGONI– E' il frammento di uno specchio consacrato e posto in modo che nessun oggetto vi si rifletta.

    Dal sito http://www.specchiomagico.net/- © Copyright
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 09-06-10 alle 22:33
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

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    Predefinito Specchi magici e Ars specularis

    Luciano Pirrrota

    DEI RIFLESSIVI INCANTI



    La pratica della catottromanzia, la divinazione condotta con l'ausilio degli specchi, ha radici simboliche profonde,
    connesse con le figure archetipiche della donna, dell'acqua e della luna: a questo sostrato simbolico
    è legato anche un certo carattere di nefandezza che gli specchi conservano in diverse tradizioni culturali.



    Dal sito Airesis: l'Eresia della Scelta, la Scelta dell'Eresia

    e da Abstracta n° 34 (febbraio 1989)



    Caravaggio – Narciso
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 28-01-13 alle 00:35

  3. #3
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    Predefinito Rif: Lo specchio: magia e suggestioni

    Marco Bussagli

    LO SPECCHIO DELLE MERAVIGLIE


    Da Abstracta n° 18 (settembre 1987)

    La mattina, quando ci si alza, ognuno di noi, prima o poi, finisce per guardarsi allo specchio. E un gesto quasi rituale, un riappropriarci della nostra immagine che siamo soliti giustificare con il desiderio di renderci conto dello stato di salute e di controllare se lo scorrere del tempo comincia a segnarci troppo il viso. Almeno una volta al giorno, perciò, tutti ci incontriamo con lo specchio che, inevitabilmente, ci mostra il nostro gemello diverso. Quello che ha la destra al posto della sinistra e che pur «vivendo» solo per il fugace attimo del nostro incontro, sembra sbucare fuori da una realtà identica alla nostra, altrettanto vera, ma rovesciata! Del resto quel serioso e balbuziente professore di matematica che risponde al nome di Charles Lutwidge Dodgson, noto in tutto il mondo per aver scritto Alice nel paese delle meraviglie, aveva anche immaginato il mondo al di là dello specchio, come un universo di parole senza senso (1).

    Oltre lo specchio è regno dell'immaginazione e infatti uno dei più importanti testi buddhisti, il Vimalakirtinirdesa (vale a dire L'insegnamento di Vimalakirti), spiega, appunto: «... Tutte le cose sono uscite dall'immaginazione come la luna nell'acqua e il riflesso nello specchio» (2). Ma lo specchio che nel mondo asiatico spesso «raddrizza» la realtà e rivela i demoni può essere anche simbolo di illusione: quello che sembra reale invece è inesistente, vuoto, caduco. Per questo, pittori come Hans Baldung Grien (1484/85-1545) hanno raffigurato, accanto alla donna che si specchia tutta compresa della propria beltà, l'insulto della scheletrica morte che diviene beffa e ghigno nelle incisioni di Otto Dix (1891-1969).

    E poi, cosa c'è di più effimero del mito di Narciso follemente invaghito della propria immagine tanto da sacrificarle la vita stessa? Infatti Ovidio ne Le Metamorfosi (III; 344-510) l'ammonisce: «... Credulo fanciullo, perché ti ostini vanamente ad afferrare un'immagine fuggitiva? Ciò che tu cerchi non esiste; l'oggetto che ami, se ti volti, svanirà» (3). […]



    Hans Baldung Grien, Le tre età della donna e la morte (1510)


    Qual è allora la vera natura dello specchio? Esso venne considerato il mezzo (metaforico) attraverso il quale agli uomini è concesso di conoscere Dio giacché, scriveva nel suo De Docta ignorantia Nicolo Cusano, «... è possibile vedere il Creatore nelle sue creazioni come se fosse in uno specchio...» (4). Né il cardinal Cusano è stato l'unico a pensarla in questo modo. Assai prima di lui, Porfirio affermava: «Dio in persona si lascia contemplare in uno specchio...» e ancora prima Plutarco scriveva che Dio «... ha posto nel cielo una bellissima immagine di ciò che è, il Sole, che è la rappresentazione offerta a coloro che possono contemplarlo per questo mezzo» (5). […] Non solo, ma lo Pseudo-Dionigi scrive a chiare lettere che anche gli angeli sono specchi di Dio ed anzi è proprio grazie a loro che noi possiamo contemplarlo senza esserne accecati, sicché Dante può rimare: «Su sono specchi (voi dicete Troni) Onde rifulge a noi Dio giudicante»; (Paradiso IX, 61-62) (6).
    Va ricordato, poi, che ancora in epoca rinascimentale con il termine Speculum si era soliti indicare quelle opere a carattere enciclopedico che volevano trarre esaurientemente un argomento specifico. La superficie dello specchio diviene perciò così lucente da riflettere tanto l'immagine di Dio quanto l'essenza del sapere umano. Ma non sempre lo specchio è così luminoso. A volte la sua superficie si incupisce...

    Nelle xilografie degli incisori tedeschi del XV secolo spesso gli specchi sono raffigurati come strumenti del diavolo. È il caso delle raffigurazioni nordiche del massacro delle anime, dove satanassi dalle corna aguzze costringono l'anima infelice a guardarsi in uno specchio convesso. E d'altra parte in una simile tradizione rientra la scena dipinta da Jeronimus Bosch ne Il giardino delle delizie dove, sotto il trono di Satana, una donna ghermita da un mostro si riflette nel fondoschiena di un diavolaccio che altro non è se non uno specchio convesso. Esplicito riferimento al detto popolare che dice: Le mirroir est le vray cul du Diable. Ma perché si tratta proprio di specchi convessi.[…]


    Heronymus Bosch, I sette peccati capitali, part. (1480)


    Quale strumento più idoneo, allora, per obbligare l'anima a guardarsi se non quello normalmente deputato a ricevere immagini da ritrarre? In questa maniera i demoni che recano con sé lo specchio convesso obbligano l'anima a farsi il ritratto (che in questo caso è morale) e rendono dolorosa e straziante una pratica altrimenti piacevole, ma vana, come quella di far toletta. Infatti, in epoca assai più tarda, Antoine Wiertz dipinse due opere ispirate all'idea dello specchio come strumento del diavolo. In esse figura rispettivamente una donna che, vestita, si rimira in uno specchio da toletta e che poi, nuda, nella medesima posa compie la stessa azione. Questa volta, però, dietro lo specchio c'è un demone.
    Il farsi belle, quindi, è vanità e questa ci distoglie dal bene, senza contare che lo specchio stesso può contenere esseri demoniaci. Papa Giovanni XXII, in una lettera del 27 Febbraio del 1318, lamentava che addirittura membri della curia romana «...rinchiudono i demoni in uno specchio per interrogarli». Del resto chi non ricorda lo «...specchio, specchio delle mie brame...» insistentemente ripetuto dalla perfida matrigna di Biancaneve? E certo lo specchio permette di conoscere anche quello che non dovrebbe poter mostrare e non mi riferisco a luoghi diversi da quelli nei quali lo specchio è al momento, ma a dimensioni temporali diverse, come il passato o piuttosto, il futuro... Leggende, fandonie, forse... Quel che è sicuro è che di questi racconti rimane traccia. Durante tutto il XVI secolo ad esempio, come ricorda Baltrušaitis, ci si rammentò dell'imperatore Didio Giuliano, di cui si raccontava che si fosse servito della catottromanzia (così si chiama la capacità mantica dello specchio) per conoscere il proprio futuro.

    Come fosse nata questa credenza è difficile dire. Certamente, la storia di quest'imperatore deve averla alimentata, in quanto la sua debole personalità e il suo atteggiamento titubante gli costarono la vita appena dopo sessantasei giorni di regno, nell'anno del Signore 193. A raccontare l'episodio è stato, tra gli altri, il Le Loyer, autore di un trattatello stampato ad Angers nel 1586, nel quale si riferisce come gli spiriti, gli angeli ed i demoni si mostrino agli uomini in forma sensibile. Accade, spiega Le Loyer, che essi si riflettano otticamente negli strati densi dell'atmosfera, sicché il cielo stesso, in certe condizioni, può divenire un enorme specchio e mostrare ciò che normalmente non si deve vedere.


    Antoine Wiertz, Lo specchio del diavolo


    Gli specchi, perciò, talvolta, mostrano quello che non dovrebbero: magari il loro dorso non riflettente che viene proiettato dal raggio di luce che investe lo specchio, quasi che esso possa penetrare il metallo per ricavarne un impossibile merletto. È il caso, rarissimo, di alcuni specchi orientali, cinesi e giapponesi, per i quali si pensa però di aver svelato il mistero scoprendo il trucco di impercettibili incisioni sulla faccia liscia dell'oggetto (7). Comunque sia, in questi esemplari simbolicamente rotondi (a disco, come la stragrande maggioranza degli specchi estremo-orientali) l'universo-specchio è affascinante e sconfinato, direi anzi, contraddittorio: da una parte così luminoso e dall'altra oscuro e pesante come il bronzo che ne costituisce il fondo.

    Qual è allora la vera faccia dello specchio? Non c'è una faccia vera e una falsa, sono vere entrambi e, infatti, nessuno può ingannare lo specchio. Per questo, il saggio alchimista Ko Kung, assai più noto con il nome di Pao-p'u-tzŭ (che poi è il titolo della sua opera e tradotto suona: «II Maestro che ha abbracciato la semplicità»), scriveva: «Le essenze degli elementi primordiali della creazione sono tutte capaci di assumere forma umana e di ingannare l'occhio dell'uomo con l'illusione... Ma non possono cambiare la loro forma nello specchio...». Lo specchio, perciò, è la sintesi di tutte le verità di questo mondo ed in quanto tale contiene tutto: verità e menzogna, luce ed ombra, piacere e dolore, sapienza e follia...

    Sicuramente, da quando Narciso si specchiò nello stagno e da quando Perseo si servì dello specchio per sconfiggere Medusa, l'uomo non ha mai cessato di rimanere affascinato da quest'oggetto. Un oggetto pericoloso, che gioca con la nostra anima e che noi dobbiamo adoperare con prudenza... ma la Prudenza, si sa, tiene in mano serpente e uno specchio. Il serpente dipende da un ben noto passo del Vangelo di Matteo, in cui il Cristo si rivolge agli Apostoli con queste parole: «Ecco, io vi mando come pecore in mezzo ai lupi. Siate, dunque, prudenti come serpenti e semplici come colombe». (Mt. 10,16). L'attributo dello specchio, invece, trova una valida motivazione nei versi del Vecchio Testamento, in cui è scritto: «(La Sapienza) è lo splendore della luce eterna, è lo specchio tenerissimo dell'attività di Dio» (Sap. 7,26); ma Prudenza e Sapienza sono strettamente connesse: «Principio della sapienza: acquista la sapienza; e con ogni tua ricchezza acquista la prudenza» (Prov. 4,7).

    Ma al di là delle motivazioni testuali che hanno, per secoli, determinato le raffigurazioni allegoriche della Prudenza, ci sembra che l'attributo dello specchio sia, in questo caso, quanto mai calzante. Bisogna infatti avere prudenza nel guardarsi allo specchio per non rischiare di scoprirsi diversi da quel che si crede di essere. Per quanto sia ingannevole e mistificatore lo specchio, è altrettanto spietatamente veritiero e nulla aggiunge e nulla toglie a quello che in realtà siamo. Tuttavia un aiuto considerevole lo specchio ce lo offre: ci permette di riflettere su noi stessi e di osservare rapiti la fantasmagorica bellezza dell'animo umano. Per questo è... lo specchio delle meraviglie.


    NOTE

    (1) Più noto con lo pseudonimo di Lewis Carroll (1832-1898), insegnò come professore all'università di Oxford. Scrisse una raccolta di sciarade e poesie basate sul non-senso che intitolò Attraverso lo specchio (Through the ooking-Glass)
    (2) Secondo la tradizione buddhista, Vimalakirti (cioè «Gloria senza macchia») era già un Bodhisattva all'epoca della predicazione del Buddha storico (VI sec. a.C.) e disponeva di un enorme potere magico sicché, per quanto sposato e padre di famiglia, egli era ed è nell'universo Abiurati, la terra pura di Akshobhya, l'imperturbabile Buddha dell'Oriente. Racconta, infatti, la tradizione buddhista che esiste un Buddha per ogni Punto Cardinale. Comunque, ammesso che il nome di Vimalakirti nasconda una reale unica personalità storica di pensatore quanto mai acuto, essa rimane del tutto misteriosa. Dobbiamo perciò limitarci alla considerazione dell'opera, mantenendo tutte le riserve del caso per quanto concerne l'autore.
    (3) Publio Ovidio Nasone, uno dei poeti più importanti dell'età augustea, nacque a Sulmona il 20 marzo del 43 a.C. Oltre le Metamorfosi, ricordiamo le Eroidi, l'Ars Amatoria, leEpistole dal Ponto. Morì nel 17 d.C.
    (4) Niccolo Cryffs, detto latinamente Cusano perché nato a Cues sulla Mosella nel 1401, fu Cardinale nel 1448 e vescovo di Bressanone nel 1450. La sua filosofia segna un punto di passaggio dal pensiero medievale a quello rinascimentale.
    (5) Porfirio (233-304 d.C), filosofo greco neoplatonico di Tiro, fu discepolo a Roma di Piotino del quale scrisse la vita e pubblicò le Enneadi.
    (6) Con il termine pseudo-Dionigi si suole indicare, per consuetudine, tutta quella serie di opere di argomento angelico che vanno dalla Gerarchla celeste a I nomi divini che la tradizione medievale e rinascimentale soleva riferire a Dionigi l'Areopagita discepolo di S. Paolo. La filologia moderna ha provato che si tratta di opere assai più tarde sicché il nome di Dionigi è solo di comodo.
    (7) J. Princen, Note on the Magic Mirror of Japan in Journal of the asiatic Society of Bengal 1832


    Marco Bussagli - da Abstracta n° 18 (Stile Regina Editrice, settembre 1987)
    Ultima modifica di Silvia; 13-05-11 alle 15:56

  4. #4
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    Predefinito Rif: Lo specchio: magia e suggestioni

    posso inserirmi con una piccola nota ?


    come non citare lo "specchio" per eccellenza:
    TEZCATLIPOCA


    cioè Specchio Nero che Fuma la sfuggente divinità dei Mexica (Aztechi), la divinità sciamanica onnipotente ed onniscente, arcirivale di Quetzalcoatl; lo Sciamano per eccellenza.
    (Lo specchio di ossidiana era il più importante strumento degli sciamani che ritenevano di vedere il futuro scrutandone le incerte immagini riflesse ).
    Si sovrapponeva a Ometeotl (il Dio Due , la divinità maschile e femminile che risiedeva nel tredicesimo cielo ed era all'origine di tutte le cose sia divine che umane)
    Era il nume tutelare dell'imperatore e veniva chiamato con molte metafore che i missionari spagnoli non sempre riuscirono a comprendere. Una tra le tante Yohualli Ehecatl (=Notte Vento) che può essere tradotta con "Invisibile Impalpabile", oppure Telpochtli (il Giovane), Yaotl (il Nemico).
    Era il patrono dei Telpochcalli (scuole dei plebei), che ogni ragazzino mexica doveva frequentare per imparare i rudimenti della cultura e dell'arte della guerra (i giovani nobili, ed i plebei eccezionalmente dotati, frequentavano il Calmecac) .
    Tezcatlipoca possedeva un "lato oscuro" in quanto era capace di istigare un falso orgoglio agli umani per poi ritirare il suo appoggio nel momento più cruciale (es. ai soldati in battaglia).
    A lui veniva tributato un rito crudele (tra i tanti degli Aztechi)....ogni anno veniva scelto un prigioniero dal corpo perfetto, questo sfortunato diventava ixiptla (personificatore), per un anno veniva trattato con ogni riguardo, gli venivano insegnate tutte le raffinatezze dei nobili (parlare colto, suonare, cantare, camminare con grazia ecc.), quando passava tutti si inchinavano al suo passaggio, veniva fatto sposare con quattro ragazze che prendevano il nome di altrettante dee. Allo scadere dell'anno, nel giorno di Toxcatl veniva condotto in un piccolo tempio in un isola del lago, spezzava i flauti che aveva suonato fino al giorno prima, veniva fatto sdraiare sulla pietra sacrificale ed ucciso. La sua testa finiva nello tzompantli ( = Stendardo di Capelli) la rastrelliera dei crani dei sacrificati!

    Aj Maxam

    P.S. anche nelle scene di vita di corte Maya del periodo classico compare quasi sempre uno specchio (i corrispondenti Maya di Tezcatlipoca erano sia K'awiil che Itzamnaaj)

    Sono i primi giorni della creazione; Itzamnaaj (sul trono) riceve in dono una sacca da un essere soprannaturale che chiede un corpo migliore !
    Lo specchio è quell'oggetto bianco tra Itzamnaaj ed il postulante, tenuto inclinato da un cuscino rotondo

    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 14-05-11 alle 23:20

  5. #5
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    Predefinito Rif: Lo specchio: magia e suggestioni

    Benvenuto nel forum!
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

  6. #6
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    Predefinito Rif: Lo specchio: magia e suggestioni

    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 07-08-11 alle 17:10
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

  7. #7
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    Predefinito Rif: Lo specchio: magia e suggestioni

    Dio ha creato le notti popolate
    di sogni e le parvenze dello specchio
    affinché l'uomo senta che è riflesso
    e vanità. Per questo ci spaventano.


    J. L. Borges (da Gli specchi)



  8. #8
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    Predefinito Rif: Lo specchio: magia e suggestioni

    Citazione Originariamente Scritto da Tomás de Torquemada Visualizza Messaggio

    Immagine tratta dal sito Design Inspiration[/center]
    Non è uno specchio molto tranquillizzante però.
    Ma quanti figli del Perozzi in giro...
    Travel is fatal to prejudice, bigotry, and narrow-mindedness...
    Chi abbandona gli animali è un bastardo!

  9. #9
    Me ne frego
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    Predefinito Rif: Lo specchio: magia e suggestioni

    Citazione Originariamente Scritto da Kaouthia Visualizza Messaggio
    Non è uno specchio molto tranquillizzante però.
    Kaouthia la Magia non è mai tranquillzzante.
    _Non rinnegare e non restaurare__


    Difendi la nazione come nei tempi passati, in modo moderno:" fotti lo Stato antifascista! "(Giò)
    L'invidia ha due bocche; con una sputa miele , con l'altra sputa veleno e fiele

  10. #10
    .
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    Predefinito Rif: Lo specchio: magia e suggestioni

    Gli specchi magici e l'ars specularis

    Dei riflessivi incanti

    Luciano Pirrotta - Saggista



    La pratica della catottromanzia, la divinazione condotta con l'ausilio degli specchi, ha radici simboliche profonde, connesse con le figure archetipiche della donna, dell'acqua e della luna: a questo sostrato simbolico è legato anche un certo carattere di nefandezza che gli spechi conservano in diverse tradizioni culturali. gli oracolanti hanno la possibilità di portare alla superficie "verità" occulte, ma rischiano anche di "aver gli occhi cavati dai corvi".

    Ultima modifica di donerdarko; 09-08-11 alle 17:40
    Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giò91)

 

 
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