ROMA - La comunione con il pane intinto nel vino rosso, canti e preghiere salmodiate per tutta la durata della funzione, la benedizione dei fedeli con la grande croce d’oro fra le mani di uno dei tre sacerdoti officianti. Nell’antichissima chiesa di Santa Maria in Cosmedin è stata celebrata ieri pomeriggio la prima messa in arabo, lingua madre di buona parte della comunità che si ritrova nella basilica costruita nel VI secolo e affidata da papa Paolo VI nel 1966 alla Chiesa Greco Melkita Cattolica, che fa parte delle chiese cattoliche d’oriente. Siriano è il rettore, padre Mtanios Haddad, siriani, libanesi, palestinesi, iracheni i fedeli che frequentano la chiesa e si mescolano ai turisti di tutto il mondo in coda ogni giorno per scattare la più classica delle foto «romane», quella accanto alla Bocca della Verità.
Bocca della Verità, celebrata la prima messa in arabo - Corriere Roma




