La proposta del Comitato paritetico per la minoranza slovena relativo ai cartelli bilingui pure in uffici, treni e bus, è «un’aggressione all’identità italiana». Parola del sottosegretario Roberto Menia. Dura la replica di Bojan Brezigar, presidente dell’organismo: "Boicotta una norma dello Stato"
TRIESTE. Roberto Menia attacca: «È un’aggressione all’identità italiana». Bojan Brezigar ribatte: «Reazione stupefacente». È scontro sulla proposta del Comitato paritetico per i problemi della minoranza slovena di applicare l’articolo 10 della legge 38 del 2001, la norma che regola l’utilizzo di cartelli e insegne bilingue nel territorio della minoranza, anche alle società pubbliche.
Il sottosegretario all’Ambiente, mentre il Comitato sonda Trieste Trasporti, Apt Gorizia, Aeroporto di Ronchi, Trenitalia e Poste Italiane, attacca duramente l’istanza della minoranza slovena: «Osservo con preoccupazione e rammarico quanto sta avvenendo a proposito delle richieste del cosiddetto Comitato paritetico per la minoranza slovena. Com’era prevedibile, dopo avere imposto una mappatura di comuni delle province di Trieste, Gorizia e Udine aderente alle rivendicazioni più spinte del nazionalismo sloveno, ora pretende il bilinguismo nella cartellonistica, alle poste, sui treni, sui bus».
Menia non ha dubbi: «Si concretizza quello che più volte denunciai in anni più o meno recenti come vera e propria aggressione all’i dentità e all’immagine italiana di Trieste, Gorizia e della stessa provincia di Udine». E dunque, «va dato uno stop a questo tipo di rivendicazioni, visto anche da chi provengono. Penso che l’Italia sia l’unico Paese al mondo dove a presiedere un Comitato istituzionale italiano ci sia un uomo che lavora e ha lavorato per uno Stato straniero», conclude Menia facendo riferimento al presidente Brezigar che, nel sito della presidenza slovena dell’U nione Europea del 2008, risulta essere stato il portavoce del ministro degli Esteri di Lubiana.
Brezigar contrattacca a stretto giro di posta: «È singolare che, per Menia, l’aver svolto il ruolo di portavoce della presidenza slovena della Ue significhi lavorare per uno stato straniero. Penso che l’Italia sia l’unico Paese al mondo dove un membro del governo si impegna a non far applicare le leggi dello Stato che aveva giurato di rispettare».
Igor Kocijancic, consigliere regionale di Rifondazione, dà man forte: «Menia è isolato pure dentro il suo partito. Basta fare un giro in altri Paesi di confine della Ue per rendersi conto che la richiesta del Comitato è un normale segno di civiltà». Anzi, «il rammarico deve essere della minoranza che vede affrontato un contenuto della legge con più di 8 anni di ritardo».
Ma è davvero così? Piero Camber, consigliere del Pdl, pone l’a ccento sull’aspetto delle risorse: «Dobbiamo stare attenti, in una fase di obbligatorio contenimento delle spese inutili, a non appesantire la macchina burocratica: i costi per i cartelli bilingui sarebbero non poco onerosi». E ancora: «Premesso che sono per le lingue universali, trovo sbagliato dare posti di lavoro solo a chi è in grado di tradurre una mole di documenti».
(21 gennaio 2010)
una foto di roberto menia
tratta dal sito Archivio Blog «Il 25 aprile è di tutti gli italiani»
siamo ancora a diffendere la pseudo identita italiana di trieste?





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repapelle:
