
Originariamente Scritto da
Ochtopus
MILANO - C'è anche Piersilvio Berlusconi tra gli indagati nell'inchiesta Mediatrade-Rti sulla compravendita dei diritti televisivi, per la quale oggi il pm di Milano Fabio De Pasquale ha notificato l'avviso di conclusione delle indagini. Il figlio del premier - sotto inchiesta insieme al padre - è stato consigliere di amministrazione e vice presidente della società finita nel mirino dei pm.
Il reato contestato a Silvio Berlusconi è quello di appropriazione indebita, come già all'inizio dell'indagine; mentre per Piersilvio è ipotizzata la frode fiscale.
Le persone indagate nel filone di inchiesta Mediatrade sono in tutto 12, tra cui anche
Fedele Confalonieri, il banchiere Paolo Del Bue, il produttore Frank Agrama, tre dirigenti di Mediaset e due cittadini di Hong Kong. Tra i reati contestati, concorso in appropriazione indebita e riciclaggio.
La Procura di Milano - ha commentato l'
avvocato Ghedini - ancora una volta continua nella
pervicace volontà di sottoporre a processo Silvio Berlusconi. Ed estendere l'incolpazione a
Pierslivio Berlusconi, colpevole evidentemente di essere figlio di Silvio Berlusconi,
L'indagine avrebbe portato alla luce, secondo il magistrato,
le modalità con le quali le società televisive del gruppo Berlusconi avrebbero comprato i diritti per trasmettere i film dalle major americane. Invece che contrattare direttamente i diritti ottenendo un prezzo più vantaggioso, le società del premier, è ancora l'ipotesi accusatoria,
li avrebbero acquistati a un costo maggiore dalla Wiltshire di Frank Agrama, il presunto socio d'affari di Berlusconi, che, a sua volta, li aveva acquisiti dalle case di produzione americane. La differenza tra quanto pagato dalla Wiltshire e l'esborso del gruppo Fininvest/Mediaset sarebbe, secondo l'accusa, su alcuni conti in paradisi fiscali.
Originariamente i reati contestati per questo filone andavano dal 2000 al 2005. Ora, invece, si ipotizza che siano stati commessi fino al 2009.
Inchiesta Mediatrade-Rti Piersilvio indagato col padre - Repubblica.it
Il pupo del nano cresce bene.
Ma se non c'è nulla di vero.
Se non è vero che compravano a 120 film che venivano venduti a 100 per mandare 20 off shore, di che si preoccupano?
Basta mostrare le carte.
Lo faranno?