User Tag List

Risultati da 1 a 4 di 4
  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    13 May 2009
    Messaggi
    30,192
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito LA VERITA' SUL PATTO BOSSI-SILVIO di VITTORIO FELTRI

    Sapevano di perdere il referendum e hanno mentito. Pensando al futuro e alla rivincita
    Questo Paese fa schifo, pensa Bossi nell'apprendere il risultato del referendum. Non è un giudizio, il suo, ma lo sfogo di un uomo deluso oppure che non si era mai illuso e confidava in un miracolo nel quale credeva solo per sopravvivere. La realtà non è complessa come qualcuno vuol fare intendere. L'Italia è una nazione giovane, ma un Paese vecchio, di vizi antichi. Umberto ne è consapevole e suppongo sia l'ultimo ad essersi stupito dell'esito del referendum. Solo gli idioti e i furbastri in malafede osavano sperare nella vittoria del Sì. L'intera faccenda della Devolution non stava e non sta in piedi non perché sbagliata in sé. Semplicemente non poteva passare perché sgradita a due terzi degli italiani. Ho tentato di spiegarlo a Raiuno, lunedì sera, nel programma di Frittella cui hanno partecipato i big politici della destra e della sinistra e del centro. Senza successo. Tento di spiegarlo da oltre un anno e chi ascolta le mie parole disinteressate si infastidisce, non dà retta, preferisce speculare in favore della propria bottega. Ho detto che non c'erano i numeri per approvare il federalismo; ho detto che la Costituzione è un totem per la maggioranza dei connazionali; ho detto tante cose e nessuno le ha volute intendere. Non importa. Ma ai lettori di Libero desidero - secondo costume consolidato - raccontare la rava e la fava. Punto uno - La Casa delle libertà nel 1996 cadde alle elezioni. Vinse l'Ulivo e Prodi principiò a governare. Al tempo, la Lega se ne stava per conto proprio. Strappò un buon risultato alle urne, ma dei suoi voti non sapeva che fare. Non poteva darli alla sinistra che comunque aveva prevalso da sé. Non poteva darli al centrodestra perché ormai questo aveva perso. Quindi? Bossi si dedicò alla creazione del parlamento e al governo del Nord. Predicava la secessione pur consapevole che si trattava di chimera. Risalì alla fonte del Po. Organizzò elezioni padane. Evocò nibelungiche ombre secessioniste. Sperava nel tonfo dell'euro e in una secessione spontanea. Nulla si concretizzò. (...) Verso fine dicembre 1997 fui invitato a una festa della Lega. Dibattito. Dissi che nordisti erano allo sbando. Non si conciliavano con la sinistra, nonostante la storia della costola inventata da D'Alema. Aggiunsi che in solitudine essi non sarebbero andati da nessuna parte. Il mio consiglio fu: amici, tornate da Berlusconi, stringete un accordo con lui, formate una nuova potente coalizione e insieme presentatevi alle venture elezioni.

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    13 May 2009
    Messaggi
    30,192
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Tra Bossi e Silvio c'è un segreto inconfessabile
    Solo idioti e furbastri in malafede potevano credere nella vittoria del Sì: la devolution è sgradita a due terzi degli italiani, e per i nostri connazionali la Costituzione è come un totem Combattendo fino all'ultimo l'impossibile battaglia referendaria Umberto ha mandato un segnale: io e il Cavaliere ci abbiamo provato, la sinistra ci ha danneggiati. Quindi, avanti col Polo ::: segue dalla prima VITTORIO FELTRI (...) Verso fine dicembre 1997 fui invitato a una festa della Lega. Dibattito. Dissi che i nordisti erano allo sbando. Non si conciliavano con la sinistra, nonostante la storia della costola inventata da D'Alema. Aggiunsi che in solitudine essi non sarebbero andati da nessuna parte. Il mio consiglio fu: amici, tornate da Berlusconi, stringete un accordo con lui, formate una nuova potente coalizione e insieme presentatevi alle venture elezioni. Vincerete. Mi piovvero sul capo fischi e insulti. Berluscaz di qua, berluscones di là, mafioso, porcellone, stronzo e quant'altro. Solo contro tutti, difesi le mie posizioni finché mi fu consentito

  3. #3
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    07 May 2009
    Località
    INSUBRIA, next to the Ticino river
    Messaggi
    6,738
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Le solite stronzate di quel padamericano libertario venduto da Feltri.

  4. #4
    email non funzionante
    Data Registrazione
    13 May 2009
    Messaggi
    30,192
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Sapevano di perdere il referendum e hanno mentito. Pensando al futuro e alla rivincita

    Questo Paese fa schifo, pensa Bossi nell'apprendere il risultato del referendum. Non è un giudizio, il suo, ma lo sfogo di un uomo deluso oppure che non si era mai illuso e confidava in un miracolo nel quale credeva solo per sopravvivere. La realtà non è complessa come qualcuno vuol fare intendere. L'Italia è una nazione giovane, ma un Paese vecchio, di vizi antichi. Umberto ne è consapevole e suppongo sia l'ultimo ad essersi stupito dell'esito del referendum. Solo gli idioti e i furbastri in malafede osavano sperare nella vittoria del Sì. L'intera faccenda della Devolution non stava e non sta in piedi non perché sbagliata in sé. Semplicemente non poteva passare perché sgradita a due terzi degli italiani. Ho tentato di spiegarlo a Raiuno, lunedì sera, nel programma di Frittella cui hanno partecipato i big politici della destra e della sinistra e del centro. Senza successo. Tento di spiegarlo da oltre un anno e chi ascolta le mie parole disinteressate si infastidisce, non dà retta, preferisce speculare in favore della propria bottega. Ho detto che non c'erano i numeri per approvare il federalismo; ho detto che la Costituzione è un totem per la maggioranza dei connazionali; ho detto tante cose e nessuno le ha volute intendere. Non importa. Ma ai lettori di Libero desidero - secondo costume consolidato - raccontare la rava e la fava. Punto uno - La Casa delle libertà nel 1996 cadde alle elezioni. Vinse l'Ulivo e Prodi principiò a governare. Al tempo, la Lega se ne stava per conto proprio. Strappò un buon risultato alle urne, ma dei suoi voti non sapeva che fare. Non poteva darli alla sinistra che comunque aveva prevalso da sé. Non poteva darli al centrodestra perché ormai questo aveva perso. Quindi? Bossi si dedicò alla creazione del parlamento e al governo del Nord. Predicava la secessione pur consapevole che si trattava di chimera. Risalì alla fonte del Po. Organizzò elezioni padane. Evocò nibelungiche ombre secessioniste. Sperava nel tonfo dell'euro e in una secessione spontanea. Nulla si concretizzò. (...) Verso fine dicembre 1997 fui invitato a una festa della Lega. Dibattito. Dissi che nordisti erano allo sbando. Non si conciliavano con la sinistra, nonostante la storia della costola inventata da D'Alema. Aggiunsi che in solitudine essi non sarebbero andati da nessuna parte. Il mio consiglio fu: amici, tornate da Berlusconi, stringete un accordo con lui, formate una nuova potente coalizione e insieme presentatevi alle venture elezioni. Vincerete. Mi piovvero sul capo fischi e insulti. Berluscaz di qua, berluscones di là, mafioso, porcellone, stronzo e quant'altro. Solo contro tutti, difesi le mie posizioni finché mi fu consentito. Niente da fare. La lega sognava di proclamare la Repubblica padana e non udiva ragione. Rassegnato, me ne andai accompagnato da rimbrotti e sguardi di disapprovazione. Amen. Trascorrono due o tre anni e accade quel che immaginavo accadesse. A un certo punto il Bossi si riavvicinò al Cavaliere. Discussioni e negoziati. Occhiolini e strette di mano. Il senatùr, che non è scemo, aveva capito. O si rialleava con il Berlusca o andava a ramengo. Si alleò col Berlusca. Pose una condizione. Nel programma ci infiliamo la Devolution. Silvio pur di sottoscrivere un patto di alleanza, accettò. Se insieme sfondiamo alle politiche, garantisco: avrai il federalismo. Punto due - Si costituì la Casa delle libertà in senso organico. Tutti insieme disperatamente. E nel 2001 il gruppone Forza Italia, Udc casiniana, Alleanza nazionale e Lega firmarono l'accordo e si presentarono compatti alle consultazioni. Trionfarono. Sinistra mazziata e cornuta. Berlusconi premier con ampia maggioranza. Seguirono cinque anni di governo tra alti e bassi, disgrazie e qualche affermazione. Berlusconi nel periodo si giovò di una "sposa" fedele: la Lega. Con la quale ha avuto un rapporto privilegiato causa di gelosie negli altri partner della Cdl. Furono guerre intestine; tutti ricordano le follinate, le finate. Non importa. Il cavaliere, memore degli impegni assunti con l'Umberto, lasciò che si predisponesse la modifica in senso federalista della Costituzione. La parola è parola e va mantenuta. La Riforma diventa realtà, nero su bianco. Passa in Parlamento coi voti della maggioranza e senza quelli dell'opposizione, incazzata più che mai; e decisa a rifarsi indicendo il referendum secondo le regole scritte. E referendum fu. Punto tre - Chiunque mastichi un po' di politica non aveva dubbi. Se la Devolution viene sottoposta a giudizio popolare viene bocciata. Per ovvî motivi. Devolution è un vocabolo che provoca l'orticaria. Il federalismo disgusta la sinistra, centralista da sempre per vocazione oltre che per tradizione. Il Centro Italia è rosso, e i rossi ubbidiscono ai capi ostili al decentramento e all'autonomia regionale. Il Sud e le isole diffidano di Bossi, lo considerano un nemico, un antiterrone indomabile. Pensano: se viene approvata la Devolution noi ce la pigliamo in saccoccia. Meno soldi, abbandono, niente finanziamenti, niente assistenzialismo. Ergo? Se scorriamo le tabelle del referendum scopriamo: Isole, Sud e Centro hanno votato no al 70 per cento. Segno inequivocabile che anche gli elettori di centrodestra - onde evitare complicazioni - si sono espressi in chiave negativa rispetto alle modifiche costituzionali. Viceversa, Lombardia e Veneto hanno votato sì. Il Nord in generale si è sbilanciato verso le modifiche della Carta, pur considerando che la sinistra- e l'astensionismo - hanno spinto in avanti il no. D'altronde non è una novità: alla mobilitazione elettorale rispondono in massa i progressisti; la destra è refrattaria, non è militarizzata, sceglie il mare prima che le urne. La batosta dei Sì si spiega così. Era scritta. Punto quattro - Nel Mezzogiorno e nelle Isole non sono deficienti: prediligono il centralismo per sicurezza sociale; solo l'idea di tagliare il cordone ombelicale che li affianca al Nord ricco e produttivo li fa uscire di testa. Naturale. Sarebbero scemi a pensarla diversamente. Sicché anche gli elettori di centrodestra meridionali hanno votato no, in molti casi. Se si considera che gli aventi diritto al voto sono più numerosi nel centrosud (isole comprese) che nel Settentrione, è evidente che i fautori delle rettifiche costituzionali non avevano alcuna chance. Difatti sono andati sotto. Punto cinque - Queste considerazioni non sono frutto di ispirazione divina. Nascono dal senso comune, dalla costatazione e dall'esame dei numeri nonché dall'osservazione del panorama. Supporre che Bossi e Berlusconi (oltre a Fini e a Casini) non le avessero fatte o non ne avessero tenuto conto è da beoti. Umberto è un politico navigato, una vecchia rozza rotta a ogni esperienza e ogni espediente. Se, nonostante avesse chiaro il destino della sua riforma, si è imbarcato nel tentativo di arrivare in porto significa che aveva il suo bel vantaggio. Questo. Convincere i suoi adepti che si stava impegnando per dare loro quanto chiedevano. Cioè l'agognato federalismo. In sostanza. Io Bossi vi dimostro che la mia alleanza con Berlusconi aveva un obiettivo importante. Mi sono battuto per ottenerlo. L'ho ottenuto. La legge è stata approvata. Se poi al referendum gli italiani - i terroni specialmente - l'hanno annullata, non è colpa mia. Ci ho provato in tutti i modi ed è andata male. Non ho responsabilità. Conviene però insistere. Continuare a pedalare con il Cavaliere, l'unico che ci ha capiti e ci ha dato corda. È palese che è stata la sinistra a boicottarci. Quindi non è lecito immaginare di cambiare alleati trasferendoci all'Unione, che ci ha danneggiati. Punto sei - Berlusconi se aspira a puntare ancora al governo non può rinunciare alla Lega, la quale al Nord attira parecchi suffragi. Silvio in effetti ha strappato al "socio" nordista la promessa di seguitare a lavorare con lui. Prima o poi la Devolution arriverà. L'alleanza tra i due non è sul punto di rompersi. Anzi. Nella sconfitta si è consolidata. Non ditemi che l'ex premier fosse davvero sicuro di guadagnare un sì alla riforma. Non sono tanto micco da bere simile sciocchezza. Tutti nel centrodestra avevano una certezza dissimulata: soccomberemo. Perché l'Italia è notoriamente meridionale, e il Meridione - di destra o di sinistra - preferisce, giustamente dal suo punto di vista, non mutare una virgola della Costituzione. L'Italia è vittima di pregiudizi ideologici. Vive ancora di trombonismi antifascisti. Adora la resistenza che non ha fatto. Si inchina alla Costituzione senza conoscerla: non l'ha letta. E se anche l'avesse letta non ne valuterebbe lo scadimento alla luce dell'evoluzione dei tempi. Per favore un po' di realismo (e di cinismo) non guasterebbe. Bossi fa bene a non mollare. A non abbandonare le sue elucubrazioni secessioniste: pretendere dieci per avere uno, è una strategia da non gettare al macero. D'ora in poi si tratterà con la sinistra retrograda e "pannolona" partendo dalla materia del referendum. La destra sarà costretta a retrocedere, però qualcosa porterà a casa. Meglio poco che nulla. La vita è dura in un Paese ancora stordito da una mentalità tardomarxista. Occorre prenderne atto e non smettere di lottare. Forza Bossi, e forza Berlusconi. Siete il meno peggio. E siccome non abbiamo altri uomini, siete i migliori. Pensa te.

    Vittorio Feltri
    Libero 28/06/06

 

 

Discussioni Simili

  1. Il saluto di Vittorio Feltri ai ....
    Di mustang nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 24
    Ultimo Messaggio: 25-12-10, 06:01
  2. Vittorio Feltri diceva nel 92-93
    Di ywc08 nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 39
    Ultimo Messaggio: 19-07-08, 01:48
  3. Vittorio Feltri
    Di albertsturm nel forum Il Termometro Politico
    Risposte: 71
    Ultimo Messaggio: 16-09-07, 01:28
  4. L'EDITORIALE UNA SVEGLIA PER SILVIO di VITTORIO FELTRI
    Di ilgiardiniere nel forum Il Termometro Politico
    Risposte: 23
    Ultimo Messaggio: 26-12-05, 18:22
  5. Libero?... di Vittorio Feltri ...
    Di Barbanera nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 30-11-03, 19:44

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226