DOSSIER LIBANO - LA VERGOGNA DI ISRAELE:IL CAMPO DI CONCENTRAMENTO DI KHIAM NEL LIBANO MERIDIONALE

di Dagoberto Bellucci


In Occidente non esiste alcuna documentazione - nè scritta nè visiva - relativa ai crimini commessi dai sionisti durante la ventennale occupazione del Libano (1978-2000).

Orrende atrocità e misfatti commessi dagli israeliani ai danni dei civili libanesi e dei profughi palestinesi sono state occultate deliberatamente dai mass media del mondo occidentale che si proclama libero e democratico in ossequioso rispetto verso quello che si autodefinisce come "popolo eletto".

Israele , attraverso le sue potenti lobbie's internazionali che controllano i principali organi d'informazione, non permette che siano diffuse nè le immagini nè le notizie relative ai crimini commessi dai suoi aguzzini durante l'occupazione del paese dei cedri.

Le stragi israeliani di Sabra e Chatila (settembre 1982), il martirio di Beirut durante i tre mesi d'assedio (estate 1982), le aggressioni contro Hez'b'Allah del luglio 1993 e dell'aprile 1996 con le carneficine di Nabathiyeh, Mansouri e Cana sono state coperte da una coltre di omertà sistemica che ha negato il diritto delle vittime ad avere sia giustizia che un ricordo.

Quando l'intellettualismo sinagogico sistemico piange le vittime del preteso "olocausto" ebraico in Europa si dimentica volentieri dei crimini commessi dalla razza parassita nel Vicino Oriente in epoche a noi più recenti.

L'ipocrisia e la falsità con la quale l'Occidente giudaico-mondialista continua a diffondere le menzogne su Auschwitz e sugli altri campi di concentramento tedeschi sono la maschera utilizzata da Israele per coprire i suoi crimini quotidianamente commessi ai danni della popolazione palestinese da oltre mezzo secolo.

L'antisemitismo è lo spauracchio che viene utilizzato per imporre la lex judaica alla classe politica delle nazioni europee.

Le visite nelle diverse sinagoghe europee, al museo dell'olocausto di Yad Vashem a Gerusalemme usurpata e al simbolo della menzogna sionista (Auschwitz) sono il lasciapassare sistemico che la Sinagoga elargisce ai suoi servi.

Inevitabilmente senza questi gesti di "espiazione" nessun politico avrebbe la strada spianata per conquistarsi uno scranno parlamentare nè il consenso delle diverse kehillah (comunità ebraiche) a governare una nazione.

Intendiamo dunque rendere omaggio alle vittime dei crimini sionisti perchè il loro martirio non sia stato vano.

Il presente dossier è stato preparato dall'Ufficio Esteri del movimento sciita libanese di Hez'b'Allah per denunciare i crimini del Sionismo e restituire dignità e giustizia alle vittime internate dagli israeliani nel Libano meridionale.

E' un atto di accusa e di verità che viene lanciato contro l'ipocrita disinformazione internazionale che ancora continua a dipingere Israele come l'unica "democrazia del Medio Oriente".

"The Freemen's Detention Center" rende giustizia alle vittime e svela inequivocabilmente il vero volto d'Israele.

Dietro la maschera del pietismo giudaico, dietro il diluvio di ipocrite lacrime, dietro alla parassitaria attitudine ebraica si nasconde il volto criminale dell'arroganza e della perfidia di una razza di vipere e assassini.




LA STORIA DEL CAMPO DI KHIAM

Il campo di prigionia di Khiam nasce come un agglomerato di baracche militari utilizzato dalle forze mandatarie francesi nel Libano meridionale a partire dal 1933.

Dopo l'indipendenza libanese e il ritiro dei contingenti militari della potenza coloniale francese il campo passo in mano all'esercito libanese che lo terrà fino al 1978 quando Israele deciderà di entrare per la prima volta in territorio libanese.

Il campo di Khiam sarà custodito dal 78 all'82 dai mercenari della milizia filo-israeliana dell'Esercito di Liberazione del Sud (ELS) del maggior Haddad.
Dopo l'invasione del giugno 1982 i soldati israeliani decideranno di trasformarlo in un centro di interrogatori per i civili libanesi e i profughi palestinesi sospettati di avere relazioni con i miliziani dell'Olp e delle altre formazioni della resistenza palestinese.

Khiam sarà per molti di loro l'anticamera per il campo di concentramento di Ansar (aperto dai sionisti il 14 luglio 1982).

Rimasto sempre sotto il diretto controllo delle forze di sicurezza israeliane Khiam verrà trasformato in un campo di concentramento a partire dall'aprile 1985 quando l'I.D.F. decise la soppressione di Ansar.


LE STRUTTURE DEL CAMPO

Il campo di concentramento di Khiam è composto da una serie di edifici che ospitano una serie di celle (67 delle quali collettive e più di una ventina di isolamento).

Le celle collettive non superano i tre metri per tre di diametro mentre a malapena sfiorano i due metri in altezza. Più di dieci detenuti venivano ammassati dentro queste celle in condizioni igieniche inimmaginabili.
Le celle d'isolamento misuravano mezzo metro per un metro di diametro e circa 90 centimetri in altezza.


L'AMMINISTRAZIONE DEL CAMPO

L'Intelligence militare israeliana amministrerà il campo di Khiam dalla sua apertura nell'aprile 1985 alla fine del 1988 quando l'amministrazione del campo passerà direttamente nelle mani del Mossad.

Esperti aguzzini dei servizi segreti sionisti verranno fatti confluire nel Libano meridionale per gli interrogatori contro i prigionieri politici della Jihad Islamica, dell'Hez'b'Allah e delle fazioni palestinesi.

Le pratiche della tortura sui prigionieri si intensificarono considerevolmente. In questo contesto il ruolo svolto dagli agenti del Mossad non fu solo quello di detenzione dei prigionieri ma soprattutto anche quello di effettuare una selezione che avrebbe condotto molti dei prigionieri direttamente nelle prigioni israeliane nella Palestina occupata.

In diciotto anni si calcola che siano passati per il campo di Khiam non meno di tremila persone incluse 400 donne. Molti dei detenuti vennero incarcerati fin dal 1985 in aperta violazione delle cosiddette clausole della convenzione di Ginevra. Il massimo numero di prigionieri a Khiam arrivò a 350 unità tra le quali 35 donne.

La maggioranza dei detenuti passati per Khiam erano civili libanesi molti dei quali catturati senza alcun motivo sulla linea di frontiera. Tra i prigionieri si contano numerosi civili sia musulmani che cristiani accusati da Israele di collaborazionismo con la Resistenza Islamica.

L'età dei prigionieri entrati a Khiam variava: bambini al di sotto dei dodici anni e vecchi ultra settantenni sono stati incarcerati, picchiati e interrogati dagli aguzzini israeliani.



I METODI DI TORTURA

Tra i metodi di tortura utilizzati dagli israeliani , del quale hanno reso ampie testimonianze i numerosi prigionieri liberati nel corso degli anni, ci sono una serie impressionante di strumenti.

Il Mossad diede sfogo alla sua irrefrenabile tendenza criminale attuando contro i prigionieri di Khiam un insieme di metodi che lasciano realmente allibiti per la brutalità e la disumanità.

Tra i mezzi più utilizzati dagli israeliani ricordiamo:
- l'elettroshock,
- le bastonate con mazze elettriche,
- lo strangolamento sui pali della luce,
- il soffocamento con cappuccio,
- l'isolamento in celle ermetiche dove spesso i prigionieri venivano tenuti privi di luce, acqua e cibo anche per quarantotto ore (e per periodi variabili da una settimana a due mesi),
- l'isolamento in stanze di 50 cm per 70cm,
- gli interrogatori dove venivano normalmente utilizzati cavi elettrici e altre tecniche di tortura,


IL CAMPO DEI MARTIRI

I risultati di questi metodi brutali e della violenza esercita - sia fisicamente che psicologicamente - dagli aguzzini israeliani provocherà anche la morte di 22 martiri nel corso dei diciotto anni di occupazione.

I CAMPI DI DETENZIONE SIONISTI NELLA PALESTINA OCCUPATA -

Una citazione a parte meritano i campi di detenzione sionisti installati nella Palestina Occupata. Ne parliamo perchè molti libanesi sono stati illegalmente trasferiti in questi campi di morte.

Dopo la prima invasione israeliana del Libano nel 1978 almeno 165 cittadini libanesi vennero trasferiti nei campi di detenzione israeliani in Palestina. Altri 175 cittadini libanesi li seguirono all'indomani dell'occupazione israeliana del giugno 1982.

Israele non ha mai ammesso questa violazione delle convenzioni di Ginevra. I prigionieri libanesi che sono stati torturati in Palestina hanno rilasciato numerose testimonianze e ricostruito il loro calvario dichiarando di essere stati portati nelle diverse prigioni di sicurezza dell'entità sionista.

Tra le prigioni di massima sicurezza nella Palestina occupata i libanesi sono stati trasferiri a Askalon (dove venivano rinchiusi i condannati a più di 10 anni di detenzione), nella prigione di Bersheeba (nel mezzo al deserto), in quella di Sarafand ( specializzata in interrogatori e torture), nella prigione di Alramla e in quella di Al-Naftha.

Ricordiamo infine due dei più autorevoli prigionieri catturati dai sionisti e sottoposti ad ogni sorta di atrocità: Shecik Abdulkarim 'Ubaid e Mustafa Dirani che hanno spesso raccontato dagli schermi della televisione libanese di "al Manar" i sopprusi e le violenze subite durante la reclusione.


Vale la pena ricordare che anche la nota organizzazione per i diritti umani, Amnesty International, era intervenuta in diverse occasioni per richiedere la chiusura immediata della prigione di Khiam considerata illegittima.

In un rapporto del 7 febbraio 1993 Amnesty International dichiarava che la prigione di Khiam era impenetrabile dall'esterno, che non esisteva alcuna legislazione che avallasse le detenzioni di civili libanesi in un campo illegalmente occupato dalle forze di sicurezza israeliane, che lo status del campo di Khiam era da considerarsi speciale e assolutamente illegale.

Amnesty International sottolineava che gli arresti cosiddetti "legali" compiuti dall'esercito israeliano nel Libano meridionale erano da considerarsi illegittimi così come illegale qualsiasi sorta di detenzione a Khiam o il trasferimento in Palestina di prigionieri.

Ovviamente la stampa mondiale non è mai stata informata di questo dossier e - se anche lo fosse stata - probabilmente avrebbe preferito cestinarlo o lasciarmo ammuffire in qualche cassetto di una qualche redazione giornalistica.

Nessuno doveva sapere l'infamie commesse dagli israeliani nel Libano meridionale perchè queste rimarranno come un onta per l'entità sionista e un monito , a futura memoria , per le giovani generazioni libanesi che non dimenticheranno mai i crimini commessi da Israele sul loro territorio.

Concludiamo questo nostro dossier ricordando che sarà possibile visualizzare un dvd dedicato al campo di concentramento di Khiam e ai metodi di tortura non appena gli amici della televisione satellitare Arcoiris si decideranno a metterlo in onda. Rimandiamo infine al sito ufficiale della Resistenza Islamica libanese www.moqawama.net dove nella sezione in lingua inglese sarà possibile scaricare notizie, foto e altro genere di informazioni nelle sezioni Tortures, Massacres, Crimes