Ora che si è chiuso il lunghissimo capitolo elettorale, mi sembra che la CdL non potrà più rinviare di fare i conti con se stessa.
Il referendum è stata una sconfitta pesantissima. Con esso sono state sepolte anche le velleità da "spalliere" di berlusconi, che si illudeva in spallate immediate al governo, e poter ributtarla in casino.
L'Italia ha ampiamente votato, è schifata dalle numerose vicende giudiziarie, è immersa nei mondiali di calcio, ha caldo e non vede l'ora di andare in ferie. Nulla di meno fertile per scontri radicali, polemiche politiche e campagne propagandistiche.
Berlusconi non sa che fare, Bossi non sa che fare, Fini men che meno, e forse l'Udc (che non ha caso è il partito che nella CdL discute internamente più degli altri) è l'unica formazione che sembra avvere un minimo, se non di strategia, almeno di tattica, da qui all'autunno.
Il cammino è lungo e difficoltoso. Dopo il 2001, il csx ci mise più di sei mesi per cominciare a venirne a capo, e non era nella situazione critica (di sopravvivenza di fondo) in cui adesso si trova la CdL. Qui la maggorianza parlamentare risicata c'entra poco, poiché questa, da qui a uno o due anni almeno, non diminuisce ma caso mai aumenta.
Chi è nella situazione peggiore nella CdL? Il capo, o presunto tale, ovviamente ...




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